
Da "Matrici" su Equilibriarte


Ho parlato con gente di lì che vive a Roma: pizzettari, verdumai, gente perbene che lavora sodo e dignitosamente, gente onesta.
Mi raccontano di un paese che è una prigione, dove tutto è proibito fuorché la fame.
Quando sento gente che dice "ogni paese ha il governo che si merita", mi domando dove sarebbe l'India se non avesse avuto un Ghandi. Non è facile dare giudizi. Trovo importante che ci sia mobilitazione in occidente. Cosa ci ha colpito? Ne abbiamo viste tante, ma quei monaci e quelle monache in fila e accanto a loro quei cordoni di gente fiduciosa che finalmente trovava speranza per vincere la paura ci hanno colpito forte. Ed ora non si può dimenticare che molte di quelle persone -bambini compresi- non ci sono più, che probabilmente migliaia di monaci sono spariti chissà dove e che molti di loro cominceranno a morire della fame del digiuno di protesta.
Maledetti quei signori in divisa e maledetti quei governi stranieri come la Cina che li sostengono.
maria

Aiutiamo il popolo Birmano aggiungendo questo post e queste immagini al proprio blog.
(Questo è un nuovo tipo di protesta on line che usa i blog per diffondere globalmente una petizione, per partecipare seguite le istruzioni del post)
Non si tratta di politica partigiana ma di democrazia e diritti umani basilari. Per favore aiutate a prevenire una tragedia umana in Birmania (Myanmar) aggiungendo il vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso.
Passando il testimone attraverso la blogosfera, speriamo di generare maggiore consapevolezza e di evitare un massacro.
In quanto attenti cittadini del mondo, questo è quanto noi bloggers possiamo fare.
come partecipare:
copia l'intero post sul tuo blog includendovi questo numero speciale
1081081081234
Dopo qualche giorno cerca su Google questo numero per cercare tutti i blog che partecipano alla protesta e petizione. Potrebbe occorrere qualche giorno in più perchè il tuo blog appaia nei risultati a causa del modo in cui google indicizza i blogs.
La situazione in Birmania (Burma o Myanmar) e perchè ci interessa
Non esiste libertà di stampa in Birmania, il governo ha cominciato mettendo fuori uso internet e gli altri mezzi di comunicazione, diventa quindi difficile mandare notizie al di fuori del paese. Gli individui in loco hanno continuato ad inviare i loro reportage giornalieri alla BBC e sono strazianti.
Vi incoraggio a leggerli di persona per farvi un'idea su cosa stia succedendo. Qua sotto trovate il link, che pregherei di lasciare nel post che copierete.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7011884.stm
La situazione è incredibilmente pericolosa: centinaia di migliaia di dimostranti pacifici, compresi monaci e monache, stanno rischiando la loro vita per marciare a favore della democrazia e contro una dittatura militare ben armata e impopolare che non si arresta di fronte a niente pur di continuare col suo governo repressivo. Mentre i generali e le loro famiglie sono letteralmente cosparsi di oro e diamanti, il popolo è stato impoverito, deprivato dei diritti umani di base, tagliato fuori dal resto del mondo e sempre più a rischio di violenza.
Questa settimana il popolo birmano si è sollevato in modo unitario nelle più grandi dimostrazioni di piazza contro il governo Junta mai viste da decenni. E' un'incredibile dimostrazione di coraggio, dignità e democrazia in azione. Ma nonostante le proteste siano pacifiche, i militari stanno cominciando a usare la violenza. Secondo le fonti sono già diversi i morti e centinaia i feriti, quest'ultimi a causa di soldati che picchiano a sangue civili disarmati.
La situazione è probabilmente peggiore di quanto sembri, ma le uniche notizie che abbiamo ci arrivano per vie traverse da individui che riescono a sfuggire al controllo delle autorità. Purtroppo sembra trattarsi di un bagno di sangue su larga scala dove le vittime sono principalmente donne, bambini, anziani, monaci e monache.
Al contrario di quanto affermato dai governi di Birmania, Russia e Cina questo non è solo un argomento di politica interna locale, è un argomento di importanza globale e ha risonanza nell'intera comunità globale. In quanto cittadini, non possiamo permettere che nessun governo in nessuna parte del mondo usi l'esercito per attaccare ed uccidere cittadini disarmati durante una protesta pacifica.
La violenza contro cittadini disarmati è inaccettabile in questa epoca, e se può accadere senza serie conseguenze per i responsabili, crea un precedente che può ripetersi in qualsiasi altro paese. Se vogliamo un mondo più pacifico, sta ad ognuno di noi prendere posizione quando questi argomenti fondamentali si presentano.
sottoscrizioni
Petizione Avaaz
Petizione Amnesty
Petizione United Nations Security Council
Campaigning For Human Right in Burma


"È eutanasia passiva".
Questa la considerazione che ha portato il Giudice delle Indagini Preliminari Renato Laviola a decidere per l'imputazione coatta del medico Mario Riccio. Questo vuol dire che la Procura della Repubblica, che per due volte aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, dovrà chiedere "per forza" il rinvio a giudizio nei confronti del medico anestesista di Cremona che rispettò la volontà di Piergiorgio.
Aperto "fondo processo".
Aperto il "fondo processo Welby" che raccoglierà i contributi di quanti vorranno aiutare l'Associazione Coscioni nelle spese legali processuali. (c/c postale 41025677 intestato a Associazione Coscioni, causale "fondo processo Welby" - online su www.lucacoscioni.it/contribuisci)
Cappato: “Pronti ad assumere in giudizio responsabilità, contro la tortura di stato”
Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Deputato europeo radicale, in merito alla decisione del Gip di non corrispondere alla richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica e di imporre l'imputazione coatta di Mario Riccio
Apprendiamo della mancata archiviazione del provvedimento contro Mario Riccio, il medico che ha reso materialmente possibile la interruzione della tortura alla quale era sottoposto il co-Presidente dell'Associazione Coscioni, Piero Welby. Insieme a Mina e Carla Welby, Marco Pannella e agli altri dirigenti di Radicali italiani e dell'associazione Coscioni che hanno aiutato Piergiorgio a vedere rispettata la sua volontà e a fermare la violenza perpetrata contro il suo corpo, siamo pronti ad assumerci in giudizio le nostre responsabilità, che rivendichiamo pienamente. La lotta del radicale Welby ha già investito le istituzioni del nostro Paese ad ogni livello. La proseguiremo con serenità nelle aule dei tribunali, accanto al coraggioso medico Mario Riccio. Ringraziamo Furio Colombo e Federico Orlando che hanno per primi contribuito al fondo per le spese processuali (c/c postale 41025677 intestato a Associazione Coscioni, causale "fondo processo Welby", online su






http://db.peacelink.org/campagne/info.php?id=3D20http://db.peacelink.orgOnda scrive: fatta la legge trovato l'inganno, basta linkare...
pezzo tratto da la Catenadisanlibero
Maria risponde (se ha capito b