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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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martedì, 25 marzo 2008

Tibet ed Olimpiadi. Giochi e massacri. Esserci o non esserci.

Per me un paese appena civile non dovrebbe partecipare alle Olimpiadi in Cina. Proprio non si può.
Maria


Ricevo e pubblico:
Caro amico
Qui puoi trovare delle informazioni sulla situazione in Tibet che vengono dalla  International Campaign for Tibet.
Questo organismo afferma che c’è da essere estremamente preoccupati circa le notizie riportate dall’interno del Tibet, dove la situazione peggiora continuamente.
Queste notizie da fonti attendibili testimoniano di arresti di massa, perquisizioni e ricerche casa-per-casa e di percosse.
Le cause alla radice di questa situazione devono essere ben chiare: risentimento e amarezza a lungo covate che vengono a galla mentre il governo cinese e i media non fanno nulla per calmare la situazione.
Il Dalai Lama è un uomo di pace che è pienamente dedito alla non-violenza e occorre che sia da noi sostenutoin questa ora di bisogno.
Si può dare una mano contattando il vostro rappresentante politico, spiegando l’urgente situazione in Tibet e chiedendo di appellarsi alla Cina per  fare ciò che segue:
  • Permettere l’accesso in tutte le aree tibetane a osservatori internazionali e giornalisti indipendenti
  • Astenersi dall’uso della violenza di fronte a proteste pacifiche dei Tibetani
  • Astenersi dall’uso della tortura  e/ di altri trattamenti degradanti
  • Cominciare un sostanziale e significativo dialogo con il Dalai Lama e i suoi inviati, per portare cambiamenti durevoli e pace in Tibet.
La Cina ha l’onore di ospitare le Olimpiadi quest’anno. Tuttavia possiamo appellarci allo IOC ( Comitato olimpico internazionale) perché ponga l’urgenza di ritirare il Tibet dal percorso della fiaccola olimpica al Comitato Organizzatore, per questioni umanitarie. Il passaggio della fiaccola sarà visto come una provocazione alla popolazione tibetana e potrebbe perciò portare ad ulteriori disordini, tensioni e quindi più violenze e arresti.
Possiamo inoltre fare appello a politici e pubbliche personalità di astenersi dal partecipare alla cerimoia di apertura dei giochi quale espressione di preoccupazione per le violazioni dei diritti umani in Tibet; in particolare perché la cerimonia di apertura servirà alla Cina come un palcoscenico, per presentarsi all’opinione pubblica mondiale come paese ospitante con una buona immagine.
Continui aggiornamenti si possono trovare su www.savetibet.org , oppure www.italiatibet.org .
Se volete, spedite questo messaggio a quante più persone potete.

per firmare per il TIBET o solo per informarsi
Dear friends,

In just 7 days over 1 million of us have signed the petition supporting human rights and dialogue in Tibet - the fastest growing internet petition in history! After decades of injustice, the Tibetan people are crying out to the world for change, and the world is answering.

As China's leaders decide whether to respond to Tibetan grievances with increased repression or dialogue with the Dalai Lama, an International Day of Action has been declared for Monday, March 31st. In 4 days, thousands of people in cities across the world will march to Chinese embassies and consulates, and stack hundreds of boxes containing our petition outside them. 1 million signatures makes a mountain of boxes - it's a powerful way to deliver our message.

We have just 4 days left until the petition delivery, so we're redoubling our efforts to build the petition even larger - to 2 million signatures - in that time. Please sign below, and then forward this email to all your friends and family:

http://www.avaaz.org/en/tibet_end_the_violence/75.php/?cl=67513289

China's hardliners are lashing out publicly at the Dalai Lama--but many Chinese leaders believe dialogue is the best hope for stability in Tibet. Governments around the world have begun calling for dialogue, and there are many hopeful signs that, if we can keep the pressure up, China will agree. Already, we have had constructive discussions with Chinese officials about the message of our campaign.

Chinese President Hu Jintao values his country's international reputation, and he needs to hear from us that the 'Made in China' brand and the upcoming Olympics in Beijing will succeed only if he chooses dialogue over the hardliners' repression. An avalanche of global people power is moving to get his attention. Our petition recognizes the concerns of Chinese leaders that riots and separatism could lead to dangerous instability. But we support the position of the Dalai Lama, that the best path to stability and development for China lies through dialogue and respect, not repression.

This is the most promising moment in decades to address the injustices of Tibet - but already the media is moving on to other stories. We need to seize this moment with a massive statement of global support this Monday -- for the next four days, let's pull out all the stops for Tibet.

With hope,

Ricken, Graziela, Ben, Iain, Pascal, Milena, Galit, Paul, Esra'a and the whole Avaaz team

PS - Here are some links for more information:

Reuters reports unrest continues:
http://www.reuters.com/article/vcCandidateFeed1/idUSPEK369654

China allows first journalists back into Lhasa, monks speak out:
http://www.chinapost.com.tw/china/local%20news/tibet/2008/03/27/149167/Tibet-monks.htm

Europe and the US step up calls for dialogue:
http://www.iht.com/articles/2008/03/27/europe/27europe.php

Prominent Chinese Intellectuals call for fair approach to Tibet:
http://www.iht.com/articles/2008/03/24/asia/chinasub.php
-----------

ABOUT AVAAZ
Avaaz.org is an independent, not-for-profit global campaigning organization that works to ensure that the views and values of the world's people inform global decision-making. (Avaaz means "voice" in many languages.) Avaaz receives no money from governments or corporations, and is staffed by a global team based in London, Rio de Janeiro, New York, Paris, Washington DC, and Geneva.

Don't forget to check out our Facebook and Myspace pages!

To contact Avaaz write to info@avaaz.org. You can also send postal mail to our New York office: 260 Fifth Avenue, 9th floor, New York, NY 10001 U.S.A.

If you have technical problems, please go to http://www.avaaz.org.

PS: la Cina sostiene il governo birmano, ovviamente.
sabato, 02 febbraio 2008

Da Mina Welby. Per andare avanti per i diritti alla salute, alla qualità della vita, alla dignità della morte.

Cari amici,

non vedo l’ora che arrivi il 15 febbraio giorno di inizio del Congresso di Salerno.

Spero di incontrarvi numerosi. Questo mi darebbe un grande entusiasmo, nonostante vi sia una situazione politica incerta, data peraltro da porte chiuse nei palazzi, sordità dei benpensanti e veti di gerarchi di ogni parte.

“A volte non siamo noi a decidere di quali problemi occuparci, ci sono nodi gordiani che troviamo sulla nostra strada e non possiamo evitare di tentare di sciogliere.” Queste sono alcune parole di Piero Welby scritte nel lontano 2002. Credo che tutti noi abbiamo la percezione dei tempi difficili che stiamo percorrendo, anzi che viviamo sulla nostra pelle.

Non possiamo demordere nelle battaglie iniziate da Luca e seguite poi da Piero: libertà di ricerca scientifica, adeguata assistenza per una vita dignitosa, autodeterminazione nelle scelte delle terapie e rispetto delle nostre ultime volontà di vita e di morte.

Spero ci sarete in tanti, ché con la vostra presenza, la vostra iscrizione potrete rendere forte l’Associazione Luca Coscioni e le nostre comuni battaglie.

Portate i vostri corpi, le vostre menti, le vostre proposte. Per molti di voi sarà un grande sforzo sostenere il viaggio. Sicuramente vi sentirete ripagati nel turbine intrigante dei lavori. Altri impediti da altro seguiranno attivamente i lavori da casa e per questo hanno già registrato dei brevi messaggi. Fanno parte di noi e do loro un benvenuto speciale. Nessuno sarà solo, saremo una squadra forte nelle battaglie e seria nella trasparenza di quello che vogliamo.

Infine ricordo quelli che oggi non ci sono più. Il sacrificio nella vita e nella morte di tutti quelli di noi che ci hanno lasciati in questi anni non deve rimanere vano. La nostra presenza a Salerno ne sarà viva testimonianza.

Vi aspetto e intanto vi saluto con affetto,

Mina Welby






guarda il video spot del VI Congresso su Piergiorgio Welby




Ps: per iscriversi o fare una donazione all’Associazione Coscioni vai a questa pagina: http://www.lucacoscioni.it/contributo per partecipare al congresso: in ostello pernottamento a 12 euro! http://www.lucacoscioni.it/congresso#dove preannuncia la tua partecipazioni http://www.lucacoscioni.it/partecipo

tutte le info: http://www.lucacoscioni.it/congresso




questo blog ha sostenuto Piergiorgio, ha pianto per Piergiorgio, ha fatto festa per Piergiorgio.

Ora ricorda di non dimenticare e che c'è sempre qualcosa che si può fare per rendere migliore questo mondo, per noi stessi e per gli altri.

Un grazie a Mina Welby.
mercoledì, 17 ottobre 2007

Birmania. Un segno rosso 4. per non dimenticare.

Soldi, anche pochi,  per la libertà.
Pesa aprire il borsellino, pesa ancor di più quando non possiamo esser certi di dove vadano a fare le nostre donazioni.
Forse ne vale la pena, malgrado e comunque.
piccolomonaco

Dear friends,

Last week, Burma went dark--the military shut down all internet, telephone and communication links with the rest of the world. They did it because it has been the pictures, blog posts, and emails--of monks brutally murdered, journalists shot--that have done the most to galvanize the entire world on Burma. Without that flow of information, the media is reporting dry diplomatic processes--and each day the danger grows that the press will move on.

We can't allow the Burmese blackout to succeed. Avaaz is working to support highly respected Burmese democracy and civil society groups by sending them $100,000 in crucial technical and humanitarian support this week. These groups, working in the region with the right equipment and tools, can help bring stories out of Burma and poke holes in the blackout, shining spotlights on the ongoing cruelty in Burma. They are desperate for help to give humanitarian assistance to the victims of the crackdown and tell their stories to the world before the current window of media attention passes. Other donors take months to raise money; only we can be fast enough to meet this urgent need. Can we raise $100,000 (75,000 Euros) in the next 24 hours so the money can be transferred this week? Click below now to make a donation online:

https://secure.avaaz.org/en/end_the_burmese_blackout/1.php?cl=32506671

A massive military crackdown has quashed the public protests and thousands of peaceful monks and protesters are right now being brutalized in secret prisons, away from the TV cameras. Burma's people need us more than ever. Over the last several days, over 775,000 Avaaz members have answered the call for help and signed our petition, launched a global ad campaign, organized hundreds of protests, and lobbied their governments. Yesterday, we delivered our petition personally to UK Prime Minister Gordon Brown, and helped win stronger measures on Burma from the European Union. The UN Security Council, including China, has finally condemned the crackdown.

The pressure is working. Every news story on Burma cites the power of global public opinion in this situation. Burma's generals want to stifle that power by cutting off all communication, and there is a real danger this week that they will succeed, and the press will move on. But we can stop them. Click below to donate whatever you can:

https://secure.avaaz.org/en/end_the_burmese_blackout/1.php?cl=32506671

With hope and determination,

Ricken, Pascal, Graziela, Ben, Paul, Milena and the whole Avaaz Team

PS - If you're new to Avaaz and want to know more about us, our name means "voice" in many languages, and we are a legally registered non-profit organization, co-founded with the support of major NGO partners like Oxfam and MoveOn.org, and working with global figures like Al Gore on climate change and Desmond Tutu on poverty. We have offices in 6 countries and an administrative office in New York City at the address below. Our mission is a global democratic one, and our community has grown in just 9 months to over 1.5 million members from every nation on earth. Here are some links to more information about us:

Economist magazine features Avaaz after our launch in January:
http://www.economist.com/world/international/PrinterFriendly.cfm?story_id=8703047

A summary of all our recent campaigns and their impact:
http://www.avaaz.org/en/report_back_1/

A report back on all of our work on Burma so far –
http://www.avaaz.org/blog/en

And here are a couple of articles about the situation so far:
http://www.guardian.co.uk/burma/story/0,,2186651,00.html

http://www.mizzima.com/MizzimaNews/EdOp/2007/Oct/02-Oct-07.html
venerdì, 12 ottobre 2007

Birmania. Un segno rosso 3. per non dimenticare.

Da "Matrici" su Equilibriarte
di Antonella Iurilli Duhamel

La Comunità Europea ha assicurato che ci sarebbero state conseguenze se il regime del Myanmar avesse usato violenza.
La situazione è nota, la comunità europea può fare pressione affinché si ponga un limite a tale violenza.
Firma la mail di petizione rivolta al Presidente della Comunità Europea, forse è poco o quasi niente ma una lunga marcia comincia da un piccolo passo
www.burmacampaign.org.uk/eu_action.html









Sono solo delle mie rielaborazioni da foto prese nella rete.
Per non dimenticare, perché è facile dimenticare.
Troppo facile.
maria
domenica, 07 ottobre 2007

birmania. Un segno rosso 3.

Sempre più blog aderiscono all'iniziativa del post precedente.
qui potete informarvi direttamente, sono siti e blog tenuti da gente birmana:

Blogs e siti di Birmani in esilio

www.irrawaddy.org/
www.mizzima.com/
www.ibiblio.org/freeburma/
www.burmanet.org/news/
www.dvb.no/
www.dvb.no/
it.blogbabel.com/search/ [...] es/myanmar/7/

300 blogs birmani
myanmarblogdirectory.blogspot.com/

Sito di news del Governo birmano (notate la differenza) : www.burmanet.org/news/
questo aggiornamento è dovuto a ricerche di vari bloggers, ognuno contribuisce come può.

birmaniaWeb

giovedì, 04 ottobre 2007

birmania. Un segno rosso 2.

piccolomonaco


Ho parlato con gente di lì che vive a Roma: pizzettari, verdumai, gente perbene che lavora sodo e dignitosamente, gente onesta.
Mi raccontano di un paese che è una prigione, dove tutto è proibito fuorché la fame.
Quando sento gente che dice "ogni paese ha il governo che si merita", mi domando dove sarebbe l'India se non avesse avuto un Ghandi. Non è facile dare giudizi. Trovo importante che ci sia mobilitazione in occidente. Cosa ci ha colpito? Ne abbiamo viste tante, ma quei monaci e quelle monache in fila e accanto a loro quei cordoni di gente fiduciosa che finalmente trovava speranza per vincere la paura ci hanno colpito forte. Ed ora non si può dimenticare che molte di quelle persone -bambini compresi- non ci sono più, che probabilmente migliaia di monaci sono spariti chissà dove e che molti di loro cominceranno a morire della fame del digiuno di protesta.
Maledetti quei signori in divisa e maledetti quei governi stranieri come la Cina che li sostengono.
maria

birmaniaWeb

Aiutiamo il popolo Birmano aggiungendo questo post e queste immagini al proprio blog.

(Questo è un nuovo tipo di protesta on line che usa i blog per diffondere globalmente una petizione, per partecipare seguite le istruzioni del post)

Non si tratta di politica partigiana ma di democrazia e diritti umani basilari. Per favore aiutate a prevenire una tragedia umana in Birmania (Myanmar) aggiungendo il vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso.

Passando il testimone attraverso la blogosfera, speriamo di generare maggiore consapevolezza e di evitare un massacro.

In quanto attenti cittadini del mondo, questo è quanto noi bloggers possiamo fare.

come partecipare:

copia l'intero post sul tuo blog includendovi questo numero speciale

1081081081234

Dopo qualche giorno cerca su Google questo numero per cercare tutti i blog che partecipano alla protesta e petizione. Potrebbe occorrere qualche giorno in più perchè il tuo blog appaia nei risultati a causa del modo in cui google indicizza i blogs.

La situazione in Birmania (Burma o Myanmar) e perchè ci interessa

Non esiste libertà di stampa in Birmania, il governo ha cominciato mettendo fuori uso internet e gli altri mezzi di comunicazione, diventa quindi difficile mandare notizie al di fuori del paese. Gli individui in loco hanno continuato ad inviare i loro reportage giornalieri alla BBC e sono strazianti.

Vi incoraggio a leggerli di persona per farvi un'idea su cosa stia succedendo. Qua sotto trovate il link, che pregherei di lasciare nel post che copierete.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7011884.stm

La situazione è incredibilmente pericolosa: centinaia di migliaia di dimostranti pacifici, compresi monaci e monache, stanno rischiando la loro vita per marciare a favore della democrazia e contro una dittatura militare ben armata e impopolare che non si arresta di fronte a niente pur di continuare col suo governo repressivo. Mentre i generali e le loro famiglie sono letteralmente cosparsi di oro e diamanti, il popolo è stato impoverito, deprivato dei diritti umani di base, tagliato fuori dal resto del mondo e sempre più a rischio di violenza.

Questa settimana il popolo birmano si è sollevato in modo unitario nelle più grandi dimostrazioni di piazza contro il governo Junta mai viste da decenni. E' un'incredibile dimostrazione di coraggio, dignità e democrazia in azione. Ma nonostante le proteste siano pacifiche, i militari stanno cominciando a usare la violenza. Secondo le fonti sono già diversi i morti e centinaia i feriti, quest'ultimi a causa di soldati che picchiano a sangue civili disarmati.

La situazione è probabilmente peggiore di quanto sembri, ma le uniche notizie che abbiamo ci arrivano per vie traverse da individui che riescono a sfuggire al controllo delle autorità. Purtroppo sembra trattarsi di un bagno di sangue su larga scala dove le vittime sono principalmente donne, bambini, anziani, monaci e monache. 

Al contrario di quanto affermato dai governi di Birmania, Russia e Cina questo non è solo un argomento di politica interna locale, è un argomento di importanza globale e ha risonanza nell'intera comunità globale. In quanto cittadini, non possiamo permettere che nessun governo in nessuna parte del mondo usi l'esercito per attaccare ed uccidere cittadini disarmati durante una protesta pacifica.

La violenza contro cittadini disarmati è inaccettabile in questa epoca, e se può accadere senza serie conseguenze per i responsabili, crea un precedente che può ripetersi in qualsiasi altro paese. Se vogliamo un mondo più pacifico, sta ad ognuno di noi prendere posizione quando questi argomenti fondamentali si presentano.

sottoscrizioni

Petizione Avaaz
Petizione Amnesty
Petizione United Nations Security Council
Campaigning For Human Right in Burma

sabato, 29 settembre 2007

BIRMANIA

                                 
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Sarete sicuramente tutti al corrente di ciò che sta accadendo in Birmania in questi giorni.
Una associazione internazionale www.Avaaz.com -che, onestamente, non conosco direttamente- lancia una petizione per sostenere la lotta di questo popolo che ha trovato coraggio prima nei suoi monaci, poi in se stesso.

Potete firmare andando al sito:
http://www.avaaz.org/en/stand_with_burma/i.php?cl=20890209&signup=1

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sabato, 09 giugno 2007

Per Welby nessuna pace. Cosa rischia il medico etico.

Il Gip: nessuna archiviazione su caso Welby.

"È eutanasia passiva".

Questa la considerazione che ha portato il Giudice delle Indagini Preliminari Renato Laviola a decidere per l'imputazione coatta del medico Mario Riccio. Questo vuol dire che la Procura della Repubblica, che per due volte aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, dovrà chiedere "per forza" il rinvio a giudizio nei confronti del medico anestesista di Cremona che rispettò la volontà di Piergiorgio.

Aperto "fondo processo".

Aperto il "fondo processo Welby" che raccoglierà i contributi di quanti vorranno aiutare l'Associazione Coscioni nelle spese legali processuali. (c/c postale 41025677 intestato a Associazione Coscioni, causale "fondo processo Welby" - online su www.lucacoscioni.it/contribuisci)

Cappato: “Pronti ad assumere in giudizio responsabilità, contro la tortura di stato”

Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Deputato europeo radicale, in merito alla decisione del Gip di non corrispondere alla richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica e di imporre l'imputazione coatta di Mario Riccio

Apprendiamo della mancata archiviazione del provvedimento contro Mario Riccio, il medico che ha reso materialmente possibile la interruzione della tortura alla quale era sottoposto il co-Presidente dell'Associazione Coscioni, Piero Welby. Insieme a Mina e Carla Welby, Marco Pannella e agli altri dirigenti di Radicali italiani e dell'associazione Coscioni che hanno aiutato Piergiorgio a vedere rispettata la sua volontà e a fermare la violenza perpetrata contro il suo corpo, siamo pronti ad assumerci in giudizio le nostre responsabilità, che rivendichiamo pienamente. La lotta del radicale Welby ha già investito le istituzioni del nostro Paese ad ogni livello. La proseguiremo con serenità nelle aule dei tribunali, accanto al coraggioso medico Mario Riccio. Ringraziamo Furio Colombo e Federico Orlando che hanno per primi contribuito al fondo per le spese processuali (c/c postale 41025677 intestato a Associazione Coscioni, causale "fondo processo Welby", online su

www.lucacoscioni.it/contribuisci

venerdì, 08 giugno 2007

Feste e celebrazioni

23 giugno, Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo

Sì, avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell'orgoglio Pedofilo; tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra. Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché "vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l'amore che proviamo per i bambini" (boyloveday international).
.
a quando la giornata dello stupratore?

su segnalazione di Dog
A Palermo si manifesta (contro, non pro)
http://www.mobilitazionesociale.it/ams/intro.asp

http://cronacaeattualita.blogosfere.it

domenica, 10 dicembre 2006

Teoria del caos 3. Linea gialla.

ULTIMISSIMA SABATO 6 e DOMENICA 7
Sabato, Domenica &… alle ore 14 su RAI1 i ragazzi della BarBoonBand saranno in trasmissione e parleranno anche del loro blog, che oramai è un po' anche nostro.


Un battito di farfalla a Pechino, porta pioggia a New York.
Un filo che si spezza, un accadimento qualunque, un errore forte o apparentemente leggero e la vita può cambiare  t o t a l m e n t e, si può superare la linea gialla:
il caso può buttarci a capofitto nel caos più totale, nel mondo degli invisibili.
Gli invisibili. Loro ci sono, anche se non vorremmo vederli.
STAZIONEMILANO, il blog dei clochard milanesi.

foto di OrsaRossa, bloggara amica di molte virtù.
Ho letto da loro, dai barboni che scrivono blog. Ho letto Ina, la sua storia di violenta "normalità" e così ho scritto, con rabbia e vergogna:
Ci si sente come dei guardoni spudorati a leggervi qui dalle nostre case riscaldate.
Vi vediamo quando al mattino corriamo alla metro, vi vediamo ancora durante la giornata mentre andiamo al bar per la pausa-caffè, vi vediamo ancora fino a sera, vi vediamo invadere i "nostri" spazi puliti e perbene e vorremmo cancellarvi o, almeno, rendervi invisibili.
Chi siete? In voi vediamo chi potremmo noi essere, chi potremmo diventare. Abbiamo paura di voi, perché è così sottile, così breve lo spazio da valicare per trovarsi di là, invece che di qua dalla linea gialla.
La depressione che si fà più forte, il mutuo che non si riesce a pagare, uno sfratto, la perdita del lavoro, una scelta sbagliata, un abbandono e potremmo essere di là, invece che di qua.
Per questo, penso, vi vorremmo invisibili e silenti.
Invece, avete preso la parola e siete entrati nei nostri spazi virtuali, spazi di autoreferenzialità, spazi di sogno, spazi a volte di bugie, spazi di fuga dal quotidiano, spazi di nostra affermazione.
Prendetevela questa parola, parlate, urlate, sussurrate...
maria



E la parola la prende subito Ina, che mi manda una sua cosa, ringraziandomi, per giunta, di dare qui, a lei e agli altri della "bar boon band", spazio di visibilità.

SOLA di Ina V.

In una notte buia
in fondo al mio cuore
un grido di disperazione
un grido senza voce.
In silenzio mi allontano
per le strade di MILANO,
chiedendomi da sola
cosa sarà il mio domani?
Nessuno sa,nessuno saprà.
Cosa resterà
del mio grido senza voce?
Cosa succederà?
Il mio sorriso, la mia allegria
per nascondere il dolore
della vita mia
e sempre disperata
cammino per le strade.
E con lo sguardo nel vuoto
penso se
c'è un posto in paradiso
anche per me.

Grazie di aiutarci a farci conoscere...
Con affetto, Ina

Ho riletto Ina, la sua poesia.
cosa sarà il mio domani?
Nessuno sa, nessuno saprà.

Quel nessuno saprà può farci capire molto: non è solo l'angoscia del domani, è la certezza che di lei, di Ina, di come si evolverà o peggiorerà la sua vita non importa a nessuno, peggio: nessuno nemmeno saprà.
Ina, a qualcuno importa. In questi spazi virtuali ti hanno conosciuta come persona e ti hanno apprezzata.
Ora tentiamo di dare più voce alla tua voce e a quella degli altri.
Non sperate troppo, ma non disperate nemmeno.
Maria


un'immagine da stazionemilano, un coniglio abbandonato che abbandonato non lo è più. Il coniglio si chiama Mozart.
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Già alcuni blogger si stanno attivando incominciando con pubblicare un post che rimandi al link STAZIONEMILANO, in molti chiedono come poter aiutare, Mutty può dirvi come, soprattutto se siete di Milano.

Questo è l'indirizzo a cui potete scrivere direttamente, ad Ina e agli altri:
stazionedimilano@yahoo.it
e questa è la mail di Mutty, che ha avuto l'idea del blog e che aiuta la BBB, BarBoon Band.
volodellaquila@hotmail.com

Ed ora i volti di alcuni di loro, ce li ha voluti spedire Ina, con autorizzazione di Mutty alla pubblicazione.


da Mauri
ALTRE VITE
(mi sono permesso di prendere da qui
htpp://stefy71.splinder.com)

L’ho lasciato lì, mentre giocava con le sue parole, quelle appena pronunciate e quelle che mai avrebbe detto.
Le rigirava tra le mani, erano tutte le parole della sua vita. Ogni tanto qualcuna cadeva a terra calpestata dalla gente che gli passava accanto senza vederlo, che lo sfiorava senza toccarlo.
Parole perse per sempre.
Era di fronte a me, seduto a terra all’altro capo della strada, abiti sdruciti ed uno sguardo perso ad inseguire l’ultimo pensiero.
L’ho visto immergersi in un ricordo e risalire annaspando in quel mare di indifferenza umana. Ho visto una lacrima inumidire appena il bordo delle sue ciglia.
Seduta su un gradino facevo scorrere la matita sul grande foglio bianco.
La gente mi passava accanto senza vedermi e mi sfiorava senza toccarmi.
Deve essere il destino di chi decide di sedersi a terra, ci si mimetizza con l’asfalto e si diventa suolo da calpestare. In questo deve avermi avvertito come una presenza più vicina a se stesso.
Sentivo tutto il peso del suo sguardo su di me e dentro di me. Osservava i movimenti decisi di quella matita violare il candore di un foglio bianco.
Poi la matita si fermò dopo un ultimo tratto deciso a fendere l’aria.
Riposi tutto nella borsa e con cura presi il foglio su cui avevo disegnato per tutta la mattinata.
Attraversai la strada e mi ritrovai di fronte a quell’uomo che mi osservava senza dire nulla.
Raccolsi a terra l’ultima parola che gli era caduta e gliela restituii.
Una parola salvata.
Poi gli consegnai il mio foglio.
Mi guardò con stupore e lo prese con una lentezza ed una delicatezza tale da intenerirmi.
Guardò il suo ritratto, non di come era adesso ma di come i miei occhi lo avevano immaginato in gioventù.
Vidi una lacrima scendere e percorrere i solchi di un viso segnato da una vita non vissuta.
Poi mi guardò:
“Ero esattamente così tanti anni fa. E’ bello scendere in una fotografia”.
L’ho lasciato lì, mentre giocava con le sue parole, quelle appena pronunciate e quelle che mai avrebbe detto.
postato da Mauri
martedì, 24 ottobre 2006

Perdonate se vi annoio. Informazione, Blog ed editori=pagare.

Dal 3 ottobre (decreto legge n. 262, art. 32) in internet non si possono piu' riportare liberamente articoli dai giornali, ma bisogna pagare un compenso all'editore, a pena di sanzioni salatissime.
Prima il copyleft era ammesso sul web con il solo obbligo di citare rigorosamente fonte e autore del pezzo.
Cosi' si imbavagliano migliaia di siti, di blog e di forum.
Questo incredibile balzello non fa differenza tra gli operatori professionali dell'informazione e chi pubblica articoli senza scopo di lucro: semplicemente, si penalizza chi diffonde informazione.
Una "svista" del governo Prodi? Se cosi' e', la si corregga subito.
Se no, sarebbe un grossolano e inaccettabile tentativo di limitare e controllare
la libera e autonoma diffusione dell'informazione.
"La liberta' non si puo' fermare
- dice Peacelink, la rete pacifista che ha lanciato l'allarme sul decreto -
L'informazione su internet deve rimanere libera.
Chiediamo al Governo che ritiri questo decreto legge.
Chiediamo al Parlamento che lo cancelli".

http://db.peacelink.org/campagne/info.php?id=3D20
http://db.peacelink.org
pezzo tratto da la Catenadisanlibero
Onda scrive: fatta la legge trovato l'inganno, basta linkare...
Maria risponde
(se ha capito b