chissà

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Blogger: mariaprivi
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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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sabato, 05 gennaio 2008

amo il mio mestiere

perché mi permette di fare cose così:
giraffaxgiu





































e così:
Sito_Cover_firma_5





















ipotesi di cover per il sito di Almagno

Sito_Cover_firma_7




















ipotesi di cover per il sito di Almagno e sotto l'home page e la pagina che mostra le singole opere.



sito1_Home





















sito3b_Scult_op_sing
postato da: mariaprivi alle ore 17:56 | link | commenti (6)
categorie: grafica, animali, scultura, www , giraffa, roberto almagno, almagno
giovedì, 25 ottobre 2007

Si uccide un cane e si chiama arte.

Possibile?

aggiornamento di mercoledì 31 ottobre.

ultimissima: ABBIAMO VINTO!


NEWSLETTER OIPA DEL 30 OTTOBRE 2007
VITTORIA! CANE UCCISO PER “ARTE” IN NICARAGUA: MAI PIU’!
Guillermo Vargas artista costaricano, conosciuto col soprannome di Habakkuk, ha suscitato le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo a seguito della morte del cane randagio conosciuto col nome di Nativity esposto alla galleria di Managua. I visitatori della galleria si sono trovati davanti agli occhi: un cane denutrito, affamato, legato in un angolo della stanza, senza cibo e senza acqua, sulla parete il titolo dell’opera “Sei quello che leggi”, composta utilizzando crocchette per cani.
Questa “opera d’arte” aveva lo scopo di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. Il cane è morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto, notizia confermata da Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di La Prensa in Nicaragua.
Lo pseudoartista ci spiega: “Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema.


La battaglia che è stata portata avanti, a livello internazionale, era rivolta agli organizzatori della Biennale Centroamericana, affinché non ammettessero questo “artista” all’edizione del prossimo anno.

Dopo che un rappresentante della Biennale ha contattato Vargas, mediante lettera scritta, per esprimere il suo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da “Sei quello che leggi” e nella stessa lettera è stata messa in dubbio la legittimità dell’ammissione come eccellente artista e rappresentate, l’uomo ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che “Sei quello che leggi” non verrà più chiamata “opera d’arte”, in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi, ha ammesso l’errore commesso ed affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. Chiede a tutti di accettare le sue scuse.*
Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l’opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, Presidente dell’OIPA Italia - In verità quest’opera “artistica” è solo l’ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé e per riempire una galleria d’arte.
L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno firmato l’appello, contribuendo ad ottenere un importante risultato, nella speranza che un episodio come questo non debba mai più ripetersi.

Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/notizie/nicaragua.html

*rimane comunque non scusabile.

maria (contenta)

Ricevo questa notizia.

L’ “artista” Guillermo Habacuc Vargas ha organizzato un'esposizione, tra insiallazione e performance, in un museo: un cane è legato ad una corda senza possibilità di alimentarsi, il tutto dentro un ambiente decorato con scritte fatte con croccantini, tipico alimenti per cani.

Il povero animale è deceduto poco tempo dopo l’inizio della mostra… senza che nessuno sia intervenuto. Molte fotografie mostrano il pubblico intento a guardare "l'evento artistico", con free drink e stuzzichini fra le mani.

L’ “artista” si giustifica sottolineando che, poiché il cane è randagio, prima o poi sarebbe morto comunque.


(fonte immagini: marcacme.com)

Ora questo “artista” sta per rappresentare il proprio paese alla Biennal Central America Honduras 2008.

Esiste una petizione online volta ad impedire che questo avvenga:

boicottiamo Guillermo Habacuc Vargas!

Spero tanto che sia una bufala del web. Lo spero proprio, ma ne dubito.
Ecco qui le fonti per chi abbia desiderio di verificare:

http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc

http://reiskeks.blogspot.com/2007/10/boycott-guillermo-habacuc-vargas_18.html

http://reiskeks-natividad.blogspot.com/2007/10/boycott-guillermo-habacuc-vargas.html

http://miami.craigslist.org/pet/456133270.html

http://www.care2.com/c2c/groups/disc.html?gpp=3109&pst=881789&archival=&posts=12

Quotidiani:
SPIEGEL http://www.spiegel.de/kultur/gesellschaft/0,1518,512799,00.html

LA NACION http://www.nacion.com/ln_ee/2007/octubre/04/aldea1263590.html


Può sembrare, eppur non sono una maniaca delle petizioni e degli appelli on-line. Infastidiscono e molti lasciano il tempo che trovano.
In più sono l'opposto di una depressa, cerco la gioia, per quanto possibile.
Ma non ce la faccio a far finta di nulla, né per la Birmania, né per questa atrocità (che continuo a sperare sia uno scherzo di pessimo gusto).
Io ho firmato.
E pensare che stammattina avevo cominciato la giornata con un bel commento di Mel al mio post "La sacralità del quotidiano".


maria

aggiornamento
non è una bufala, purtroppo

per chi volesse protestare per iscritto:
Ambasciata di Costa Rica
Viale Liegi, 2 - 00198 Roma
Tel. +39 06 84242853
Fax +39 06 85355956
e-mail
costaricaroma@yahoo.it
embcosta@tiscalinet.it


AMBASCIATA DELL'HONDURAS Roma, Italia
Ambasciatore
ROBERTO OCHOA MADRID

Via Giambattista Vico no.40 interno 8
Secondo Piano
00196 Roma
Tel. +39-06-3207236
Fax +39-06-3207973
Email: embhon@fastwebnet.i
sabato, 03 febbraio 2007

pianetino verde 2. Finiremo arrosto?

Finirete arrosto!

Accendi una sigaretta, usi il fornello a gas, accendi la luce, vai in auto, respiri, e produci  CO2, ossia anidride carbonica che poi si disperde nell’atmosfera.
Un atomo di carbonio e due di ossigeno, e in certe condizioni diventa una molecola di CO2, uno dei cosiddetti gas serra, quelli che fanno si che la terra diventi sempre più calda, facendoti alla fine finire arrosto come un pollo.


Allora questi gas, il loro effetto (serra) è sempre dannoso? Nein!
Se non ci fosse l’effetto serra la terra sarebbe più fredda di 33°C, cioè una grande palla di ghiaccio in cui la vita non sarebbe possibile.

Ma il troppo stroppia!

Se l’atmosfera diventa troppo “densa”, cioè ci sono troppi gas, l’equilibrio tra ciò che arriva dal sole e ciò che la terra rimanda nello spazio per irradiazione si rompe, e voi finite arrosto.

Inutile insistere sugli effetti: tutti ormai ne parlano.
Gli esperti dicono che da qui al 2100 la terra si scalderà da 1,4°C a 5,8°C.
La grande differenza che c’è tra il minimo e massimo previsto ci dice che queste previsioni non hanno un grosso fondamento.
Però…..però…quando c’è una qualche probabilità che ci sia un pericolo, intelligenza vorrebbe che si prendessero precauzioni.

Anche le piante concorrono all’equilibrio del CO2, poiché esse, nel loro ciclo vitale “mangiano” anidride carbonica.

Quando s’incendia un bosco quindi il danno è doppio: l’incendio produce anidride carbonica, inoltre si distruggono piante che per loro natura ridurrebbero tale gas.
Quindi la deforestazione e i grandi incendi boschivi sono anch'essi responsabili del fenomeno.

Ma chi produce sopratutto questo gas in eccesso?

Noi, coi processi industriali, producendo energia elettrica, bruciando gas nelle nostre case, consumando petrolio nelle nostre auto.
Si possono vedere le cose in vari modi: uno è considerare che noi nel 2100 non ci saremo più e quindi poco c’importa del riscaldamento globale, l’altro è preoccuparci per le generazioni a venire e ridurre i consumi, che è l’unico modo per tener basse le emissioni di gas nocivi per il pianeta.

Quindi consumare di meno!

Ma chi?

Tutti allo stesso modo, o chi consuma molto più della media?
E qui si arriva alla sostanza del problema, che tutto sommato è politico e ha un segno di classe: l’equità sociale.
Devono consumare di meno soprattutto coloro che consumano troppo e non chi già consuma poco o nulla. 

Pensate che succederà?

(Copia e incolla da mareprofondo)

L'equità di classe non mi pare la sostanza del problema. La sostanza del problema è la salvezza del pianeta per le generazioni future (non colpevoli del nostro disastro ecologico), per gli animali (non colpevoli del nostro disastro ecologico), per le piante (non colpevoli del nostro disastro ecologico). Per equità di classe non possiamo aspettare uno sviluppo "consumistico" paritario al nostro, pena soccombere equamente ricchi e poveri, primi, secondi, terzi e quarti mondi.

Così rispondo a Mareprofondo sul suo blog:
Bella sintesi.
Cominciamo noi, anche quelli come me che non vanno in auto, che accendono poco il riscaldamento, che si lavano i denti con il rubinetto chiuso, che non usano l'aria condizionata in estate...
E, con informazione, sostegno e sana politica, facciamo in modo che i paesi emergenti crescano e si sviluppino utilizzando soprattutto energie alternative, senza seguire le strade sbagliate che noi abbiamo disastrosamente percorso.
Copio ed incollo il tuo post.
Merci,
maria

fotografie di Frank Horvat

giovedì, 01 febbraio 2007

pianetino verde 1. Spegnere la luce.

Non è un'azione impegnativa e non ci costa nulla.
 
La data?  Oggi 1 febbraio 2007

L'ALLEANZA PER IL PIANETA TERRA (gruppo francese di associazioni ambientali) lancia un appello semplice a tutti i cittadini del pianeta:

spegnete la luce il 1° febbraio 2007 ore 19.55 - 20.00 
5 minuti per il  ns pianeta.


Non si tratta di economizzare l'elettricità, ma di attirare l'attenzione dei cittadini e dei media, sullo spreco di energia e l'urgenza di mettere nelle agende dei nostri politici le questioni ambientali.
Il cambiamento climatico ci riguarda tutti, ma è un argomento purtroppo che sembra non importare molto.
Risparmiare energia e risorse è importante, comunque.
Perchè proprio il 1 febbraio?
E' il giorno in cui verrà pubblicato il nuovo rapporto del gruppo di esperti climatici delle Nazioni Unite.
Questo evento avrà luogo in Francia: non bisogna lasciare passare questa occasione.
Se riuscissimo veramente a partecipare tutti, questa azione avrà un reale peso mediatico e politico.
Fate circolare il più possibile questo appello intorno a voi.

(ricevuto per mail da tanta gente per bene)

IL BLACK OUT VIA E MAIL

Contro lo spreco di energia
al buio anche la Torre Eiffel

L'appello a staccare la luce dalle 19,55 alle 20 di oggi è stato lanciato da una alleanza di organizzazioni ambientaliste francesi 'Alleanza per il Pianeta''. L'idea di partenza e' quella di sfruttare la comunicazione via web per sensibilizzare popolazioni e politici

IL BLACK OUT VIA E MAIL Germania, 1 febbraio 2007 - Sebbene le tre principali organizzazioni tedesche per l'ambiente non abbiano organizzato in proprio l'adesione al black out volontario di questa sera, saranno comunque in molti in Germania, oltre che in Francia, a stacccare la corrente dalle ore 19,55 alle ore 20:00.

Greenpeace, Bund-Amici della Terra e Nabu (Alleanza ambientalista della Germania) hanno solo fatto girare l'appello lanciato da una alleanza di organizzazioni ambientaliste francesi 'Alleanza per il Pianeta''.

L'idea di partenza infatti e' quella di sfruttare la comunicazione via e-mail per raggiungere tutti gli angoli del pianeta. La protesta silenziosa, che non costa niente, mira a sensibilizzare popolazioni, politici e mezzi di informazione sullo spreco giornaliero di energia, in coincidenza con la pubblicazione di un rapporto in materia delle Nazioni Unite, oggi 1 febbraio.

Oggi la torre Eiffel restera' al buio per cinque minuti, dalle 19.55 alle 20.00, per testimoniare ''l'impegno in favore dello sviluppo ecosostenibile e della salvaguardia del pianeta'' della citta' di Parigi. L'iniziativa si pone all' interno dell' operazione 'Cinque minuti di tregua per il pianeta', lanciata dalle 72 Ong ecologiste francesi per ''permettere ai cittadini di esprimere la loro preoccupazione sul riscaldamento climatico'' spegnendo le luci delle loro abitazioni in quei cinque minuti.

Insieme alla torre Eiffel - il cui consumo annuo di energia e' di 7.000 megawatts l'ora, di cui il 9% per la sua illuminazione - una decina di monumenti pubblici della citta' di Parigi resteranno al buio stasera per cinque minuti tra cui probabilmente Notre Dame, l'Hotel de Ville, il Petit Palais, l' Arco di Trionfo e l' obelisco di Place de la Concorde. A Parigi, nella sede dell' Unesco, e' in corso, fino a venerdi', la Conferenza mondiale sul clima.

aggiornamento:
Noi, paese Italia, non c'eravamo. Nei Tg e sui giornali si è parlato della conferenza, si è parlato dell'effetto serra, ma mi pare che si sia taciuta questa notizia e, conseguentemente, nulla si è detto delle adesioni.
Maria

postato da: mariaprivi alle ore 16:20 | link | commenti (16)
categorie: natura, animali, appelli, amici, ecologia, acqua, risparmio energetico
venerdì, 08 settembre 2006

Buone notizie...per il futuro delle foche.

Non è stato inutile firmare. Qualcuno di voi ha firmato anche qui da me -anzi attraverso un post qui da me- ed ora la sua firma sta portando risultati. Fa bene osare sperare.

Quindi BUONE NOTIZIE.

IL PARLAMENTO EUROPEO VOTA PER FERMARE IL MASSACRO DELLE FOCHE
Il Parlamento Europeo con 373 firme ha approvato la dichiarazione scritta per la messa al bando dei prodotti derivati dalla foca della Groenlandia a manto bianco (Canada) e di quella a manto grigio blu, ovvero cistofora crestata (Russia).
Le proposte, come quella lanciata dal parlamentare europeo dei Verdi Caroline Lucas, raramente ottengono il supporto da parte della maggioranza dei membri del Parlamento Europeo.
"Questa è una notizia fantastica – dichiara la Lucas - che ci porta ad un punto significativo, più vicino alla conclusione del crudele ed inutile massacro annuale di centinaia di migliaia di foche in Canada ed in Russia. Mi fa piacere che la maggioranza dei parlamentari europei, di tutti i gruppi politici di tutte le nazioni, abbiano concordato che questa pratica debba finalmente cessare".
"Un grande risultato – dichiara Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia - ottenuto anche grazie alla petizione dell'
OIPA rivolta ai Parlamentari Europei per far loro pressione affinché firmassero la Dichiarazione. Annualmente centinaia di migliaia di cuccioli di foca, 300 mila solo in Canada, vengono bastonati sulla banchisa o colpiti da proiettili che partono dalle imbarcazioni mentre le foche tentano di fuggire".
La Dichiarazione chiede alla Commissione Europea di vietare immediatamente il commercio delle pellicce di foca e dei prodotti derivati. Un divieto già adottato in Belgio, Italia, Lussemburgo, Croazia e Stati Uniti e allo studio dal Consiglio d'Europa
 
Leggi gli altri appelli vinti alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/vittoria.htm

OIPA Italia Onlus
Organizzazione Internazionale Protezione Animali
ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU
Via Passerini 18 - 20162 Milano - tel/fax 02 6427882
info@oipaitalia.com
postato da: mariaprivi alle ore 11:56 | link | commenti (5)
categorie: animali, appelli, emozioni