chissà

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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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martedì, 30 ottobre 2007

Artisti a Ripetta. Almagno, Dottorini, Gatti.

Una mostra importante. Una mostra di amici, artisti e docenti. Opere belle. Un incontro diretto con
i Modi e i Mondi del Fare Artistico
Almagno Dottorini Gatti
(ne sono molto, ma molto orgogliosa. La grafica è mia. Fatta con amore ed emozione)



www.liceoripetta.it

Comunicato

immagine per l'invito web

Almagno
cartolina d'invito
Dottorini
cartolina d'invito
Gatti
cartolina d'invito
 Locandina
la locandina

ModieMondidelFareArtistico

Mostra di

ALMAGNO DOTTORINI GATTI

 

Il 5 novembre alle ore 18.00, presso il liceo artistico Ripetta di Roma, s’inaugura la mostra di tre artisti, Roberto Almagno, Roberto Dottorini e Valter Gatti, scultori e docenti.

Generosamente, essi presentano nel luogo dove insegnano, o dove hanno insegnato, tre importanti opere. di cui due inedite.

Nei magici spazi dell’architettura neoclassica del liceo ripetta, tra i grandi gessi d’epoca –la Nike di Samotracia, i Dioscuri, il fregio del Partenone…- i maestri incontrano il pubblico romano, incontrano soprattutto gli studenti romani per raccontarsi e per raccontare il loro personale modo di fare arte.

Un’occasione particolare di comunicazione autentica, viva, diretta, senza filtri, tra chi fruisce l'arte e chi l’arte la fa. Un'occasione didattica privilegiata per gli studenti di tutte le scuole per conoscere da vicino gli artisti e  “farsi toccare” dalle loro opere.

I materiali: legno, ceramica, smalti.

Cosa

mostra

AlmagnoDottoriniGatti

sculture

Quando

Inaugurazione: Lunedì 5 novembre 2007 0re 18.00

Apertura: 5 /20 novembre 2007

Orario: 9.00/19.00

Sabato 9.00/14.30

 

Dove

Liceo Artistico Ripetta

Via Ripetta 286, Roma

Ufficio Stampa

 Beatrice Bertini – Cristina Zaccaria

328.71.78.360 – 333.86.25.162

bc.ufficiostampa@gmail.com

giovedì, 25 ottobre 2007

Si uccide un cane e si chiama arte.

Possibile?

aggiornamento di mercoledì 31 ottobre.

ultimissima: ABBIAMO VINTO!


NEWSLETTER OIPA DEL 30 OTTOBRE 2007
VITTORIA! CANE UCCISO PER “ARTE” IN NICARAGUA: MAI PIU’!
Guillermo Vargas artista costaricano, conosciuto col soprannome di Habakkuk, ha suscitato le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo a seguito della morte del cane randagio conosciuto col nome di Nativity esposto alla galleria di Managua. I visitatori della galleria si sono trovati davanti agli occhi: un cane denutrito, affamato, legato in un angolo della stanza, senza cibo e senza acqua, sulla parete il titolo dell’opera “Sei quello che leggi”, composta utilizzando crocchette per cani.
Questa “opera d’arte” aveva lo scopo di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. Il cane è morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto, notizia confermata da Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di La Prensa in Nicaragua.
Lo pseudoartista ci spiega: “Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema.


La battaglia che è stata portata avanti, a livello internazionale, era rivolta agli organizzatori della Biennale Centroamericana, affinché non ammettessero questo “artista” all’edizione del prossimo anno.

Dopo che un rappresentante della Biennale ha contattato Vargas, mediante lettera scritta, per esprimere il suo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da “Sei quello che leggi” e nella stessa lettera è stata messa in dubbio la legittimità dell’ammissione come eccellente artista e rappresentate, l’uomo ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che “Sei quello che leggi” non verrà più chiamata “opera d’arte”, in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi, ha ammesso l’errore commesso ed affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. Chiede a tutti di accettare le sue scuse.*
Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l’opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, Presidente dell’OIPA Italia - In verità quest’opera “artistica” è solo l’ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé e per riempire una galleria d’arte.
L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno firmato l’appello, contribuendo ad ottenere un importante risultato, nella speranza che un episodio come questo non debba mai più ripetersi.

Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/notizie/nicaragua.html

*rimane comunque non scusabile.

maria (contenta)

Ricevo questa notizia.

L’ “artista” Guillermo Habacuc Vargas ha organizzato un'esposizione, tra insiallazione e performance, in un museo: un cane è legato ad una corda senza possibilità di alimentarsi, il tutto dentro un ambiente decorato con scritte fatte con croccantini, tipico alimenti per cani.

Il povero animale è deceduto poco tempo dopo l’inizio della mostra… senza che nessuno sia intervenuto. Molte fotografie mostrano il pubblico intento a guardare "l'evento artistico", con free drink e stuzzichini fra le mani.

L’ “artista” si giustifica sottolineando che, poiché il cane è randagio, prima o poi sarebbe morto comunque.


(fonte immagini: marcacme.com)

Ora questo “artista” sta per rappresentare il proprio paese alla Biennal Central America Honduras 2008.

Esiste una petizione online volta ad impedire che questo avvenga:

boicottiamo Guillermo Habacuc Vargas!

Spero tanto che sia una bufala del web. Lo spero proprio, ma ne dubito.
Ecco qui le fonti per chi abbia desiderio di verificare:

http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc

http://reiskeks.blogspot.com/2007/10/boycott-guillermo-habacuc-vargas_18.html

http://reiskeks-natividad.blogspot.com/2007/10/boycott-guillermo-habacuc-vargas.html

http://miami.craigslist.org/pet/456133270.html

http://www.care2.com/c2c/groups/disc.html?gpp=3109&pst=881789&archival=&posts=12

Quotidiani:
SPIEGEL http://www.spiegel.de/kultur/gesellschaft/0,1518,512799,00.html

LA NACION http://www.nacion.com/ln_ee/2007/octubre/04/aldea1263590.html


Può sembrare, eppur non sono una maniaca delle petizioni e degli appelli on-line. Infastidiscono e molti lasciano il tempo che trovano.
In più sono l'opposto di una depressa, cerco la gioia, per quanto possibile.
Ma non ce la faccio a far finta di nulla, né per la Birmania, né per questa atrocità (che continuo a sperare sia uno scherzo di pessimo gusto).
Io ho firmato.
E pensare che stammattina avevo cominciato la giornata con un bel commento di Mel al mio post "La sacralità del quotidiano".


maria

aggiornamento
non è una bufala, purtroppo

per chi volesse protestare per iscritto:
Ambasciata di Costa Rica
Viale Liegi, 2 - 00198 Roma
Tel. +39 06 84242853
Fax +39 06 85355956
e-mail
costaricaroma@yahoo.it
embcosta@tiscalinet.it


AMBASCIATA DELL'HONDURAS Roma, Italia
Ambasciatore
ROBERTO OCHOA MADRID

Via Giambattista Vico no.40 interno 8
Secondo Piano
00196 Roma
Tel. +39-06-3207236
Fax +39-06-3207973
Email: embhon@fastwebnet.i

Birmania. Un segno rosso 5. Aggiornamento.

birmaniaWebDear Avaaz member,

What Avaaz members have done so far:

789,479 petition signatures, hand-delivered to UK Prime Minister and UN Security Council member Gordon Brown. (Video here.)

$315,000 raised for the Burmese democracy movement.

33,403 emails to EU leaders urging targeted sanctions.

1,952 messages sent to Singapore's Foreign Minister George Yeo.

100+ protests in cities worldwide against the Burmese regime.

1 global ad campaign, including a full-page ad in the Financial Times pushing China to act.

If they haven't yet, ask friends to
sign the petition
!
Burma's streets are quiet--no mass demonstrations, no riot police. But the calm is an illusion. Change is coming to Burma, and we are all a part of it.

Here's where we stand: The regime has massacred, tortured, and intimidated its critics at home, and continues its night arrests and brutal interrogations. But while it has momentarily silenced the domestic opposition, its attacks on the revered Buddhist monks ignited an anger amongst the Burmese people that cannot be extinguished. Contacts inside Burma tell us that the demonstrators are steadily regrouping, even in the face of the deadly crackdown.

And around the world, the roar has grown deafening--so powerful that governments are scrambling for ways to bring new pressure to bear on the junta. Government leaders and the media have publicly credited the outcry of global civil society. Look at the statistics in the box on the right to see how, working alongside allies around the world, Avaaz members have begun to make a difference.

Many Burmese members of Avaaz have written in. Here's a note from one of them--Trisa, now living abroad:

I am one of the 8888 uprising generation. Since the September uprising in Burma, I can't get good night sleep. I can't contact my remaining families and friends if they are ok... The voice of the world is very powerful. I have heartfelt thank you for all the supporters. Your voice can change our lives!

And here's a note from an Avaaz member, Lynn in London, who joined a group of Burmese monks to hand-deliver the Avaaz petition--contained in a big red box--to UK Prime Minister Gordon Brown, a permanent member of the UN Security Council, on the steps of 10 Downing Street last week:

When I put my hand on the red box, which held the 753,000 signatures from around the world collected by Avaaz, I imagined the outrage of the many people from every country in the world, every culture, every race, and every religion, contained within this box which was about to be presented to the Prime Minister of the United Kingdom. I thought about what it might mean for these Burmese monks whose religious brothers far away had been hurt and mistreated by the crackdown, to know that in every country in the world, people were supporting them.

And here's what May Ng, a Burmese writer, editorialized on the news site Mizzima after seeing our petition:

As their voices have been heard and their faces have been seen, Aung San Suu Kyi and the people of Burma will no longer be alone. Avaaz.org, whose mission is to ensure that the views and values of the world's people shape global decisions, will make sure that Burmese people will have a voice over their own fate from now on.

Avaaz will share the struggle of the Burmese people until the struggle is won. Our goals are constant: transition, dialogue, reconciliation, and democracy. We will also continue to take action together on many urgent issues, from climate change to peace in the Middle East to human rights--but we will not turn from the cause of the Burmese people. We believe that every human life has equal value, whether in Berlin, Beijing or Rangoon.

As Aung San Suu Kyi once urged, we will use our freedom to promote theirs.

With hope,

Ben, Ricken, Paul, Galit, Graziela, Iain, Sarah, Pascal, and Milena--the Avaaz team

PS: 52 years ago today, the UN charter enshrined "the principle of equal rights and self-determination of peoples." Twelve years ago today, Aung San Suu Kyi was imprisoned. And today, in key cities around the world, protesters held a new wave of protests; the first shipment of supplies, paid for by Avaaz members, left for Burma--and the junta agreed to re-admit Ibrahim Gambari, the U.N. envoy who is working to build a dialogue between the regime and the opposition, earlier than previously announced. It's been a long struggle, but the most important ones always are.

PPS: If your friends haven't yet signed the petition, urge them to sign at: http://avaaz.org/en/burma_hope_lives/6.php

PPPS: Some further reading:

Voices from within Burma:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7058610.stm
and
http://www.globalvoicesonline.org/-/world/east-asia/myanmar-burma/
and
http://www.mizzima.com/MizzimaNews/Interview/01-Oct-2007.html

Avaaz's Paul Hilder "People Power can win": http://commentisfree.guardian.co.uk/paul_hilder/2007/10/people_power_can_win.html

____________________

[-525.866375-]
ABOUT AVAAZ

Avaaz.org is an independent, not-for-profit global campaigning organization that works to ensure that the views and values of the world's people inform global decision-making. (Avaaz means "voice" in many languages.) Avaaz receives no money from governments or corporations, and is staffed by a global team based in London, New York, Paris, Washington DC, Geneva, and Rio de Janeiro.

To contact Avaaz, write to info@avaaz.org. You can also send postal mail to our New York office: 260 Fifth Avenue, 9th floor, New York, NY 10001 U.S.A.

If you have technical problems, please go to http://www.avaaz.org or write to tech@avaaz.org for help.
postato da: mariaprivi alle ore 11:12 | link | commenti (1)
categorie: birmania
domenica, 21 ottobre 2007

La sacralità del quotidiano.

Ne parlava Mel sul suo Sulle spalle dei giganti.
Parlava molte bene, come lui sa, di sacralità, quotidiano, spiritualità.
Di un film sul malessere di un letterato, che pare sarà un capolavoro.
Andate a leggere da lui.


(fotografia dall'album di Flickr. Autore: Gomez)

Un mio commento, il mio oppormi alla ricerca ed alla professione della religiosità.

Pare che la felicità o l'aspirazione alla felicità non produca arte.
Non ci sto più con il male di vivere come essenza di vita.
Proprio no.
Aspiro e voglio praticare l'arte della gioia.
Tu, voi, no?
Provo a praticare la sacralità del quotidiano, la sacralità del risvegliarmi viva e odorosa di sonno e coperte, di riconoscermi in pelle, viscere e sinapsi.
La sacralità dello sguardo al di fuori ed attraverso il mio giardinetto il contatto con l'esterno, con il tempo che fa.
La sacralità del biscotto integrale con marmellata di more, della tazza del caffè insieme alle notizie dal mondo.
La sacralità dell'impegno quotidiano, che è fatta di "virtus" e di "fortuna", di quel far bene io nostri tanti mestieri.
La sacralità del vestirmi con il gusto del gusto, dell'espressione di me.
La sacralità degli affetti, dell'essere importante per alcuni e del tenere a molti.
Il quotidiano è sacrosantemente sacro, colmo dei nostri segni, colmo dei segni di vita.

maria (trovo divertente autocitarmi)
postato da: mariaprivi alle ore 09:19 | link | commenti (9)
categorie: vita, arte, religione, sacro, laicità
mercoledì, 17 ottobre 2007

Come un miracolo. Un piccolo delfino rosa.

IL DELFINO ROSA
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Avvistato nel lago Calcasieu (il lago connesso al Golfo del Messico), in Louisiana.
Si tratta di un cucciolo del delfino tursiope albino, una vera e propria rarità in natura, al limite della leggenda, e i cui avvistamenti ufficiali ammontano a 14 da sempre.

L' unicità di questo tipo di animale, oltre che al ridottissimo numero di nascite, è dovuta agli handicap che questa caratteristica comporta: vista ridotta, elevata sensibilità alla luce del sole, e grade difficoltà di camuffamento contro i predatori.
Parliamone un po'.
Ne sono sicura, queste immagini vi hanno strappato un sorriso, vi hanno intenerito.
Facile che vi sia scappato un "che meraviglia".
Quel piccolo delfino rosa è bello?
E, se lo è, perché lo considerate bello?
Forse perché è rosa.
Forse perché è diverso.
Sicuramente non solo perché e piccolo.
Ecco mi piacerebbe leggere alcune opinioni e poi fare, insieme, alcune considerazioni.
(sempre che qualcuno abbia ancora la pazienza di passare da questo blog, muto o urlante appelli)
;-)
maria

perché anche guardando un piccolo delfino rosa, non si dimentichi.
postato da: mariaprivi alle ore 13:22 | link | commenti (11)
categorie: natura, mare, delfino

Birmania. Un segno rosso 4. per non dimenticare.

Soldi, anche pochi,  per la libertà.
Pesa aprire il borsellino, pesa ancor di più quando non possiamo esser certi di dove vadano a fare le nostre donazioni.
Forse ne vale la pena, malgrado e comunque.
piccolomonaco

Dear friends,

Last week, Burma went dark--the military shut down all internet, telephone and communication links with the rest of the world. They did it because it has been the pictures, blog posts, and emails--of monks brutally murdered, journalists shot--that have done the most to galvanize the entire world on Burma. Without that flow of information, the media is reporting dry diplomatic processes--and each day the danger grows that the press will move on.

We can't allow the Burmese blackout to succeed. Avaaz is working to support highly respected Burmese democracy and civil society groups by sending them $100,000 in crucial technical and humanitarian support this week. These groups, working in the region with the right equipment and tools, can help bring stories out of Burma and poke holes in the blackout, shining spotlights on the ongoing cruelty in Burma. They are desperate for help to give humanitarian assistance to the victims of the crackdown and tell their stories to the world before the current window of media attention passes. Other donors take months to raise money; only we can be fast enough to meet this urgent need. Can we raise $100,000 (75,000 Euros) in the next 24 hours so the money can be transferred this week? Click below now to make a donation online:

https://secure.avaaz.org/en/end_the_burmese_blackout/1.php?cl=32506671

A massive military crackdown has quashed the public protests and thousands of peaceful monks and protesters are right now being brutalized in secret prisons, away from the TV cameras. Burma's people need us more than ever. Over the last several days, over 775,000 Avaaz members have answered the call for help and signed our petition, launched a global ad campaign, organized hundreds of protests, and lobbied their governments. Yesterday, we delivered our petition personally to UK Prime Minister Gordon Brown, and helped win stronger measures on Burma from the European Union. The UN Security Council, including China, has finally condemned the crackdown.

The pressure is working. Every news story on Burma cites the power of global public opinion in this situation. Burma's generals want to stifle that power by cutting off all communication, and there is a real danger this week that they will succeed, and the press will move on. But we can stop them. Click below to donate whatever you can:

https://secure.avaaz.org/en/end_the_burmese_blackout/1.php?cl=32506671

With hope and determination,

Ricken, Pascal, Graziela, Ben, Paul, Milena and the whole Avaaz Team

PS - If you're new to Avaaz and want to know more about us, our name means "voice" in many languages, and we are a legally registered non-profit organization, co-founded with the support of major NGO partners like Oxfam and MoveOn.org, and working with global figures like Al Gore on climate change and Desmond Tutu on poverty. We have offices in 6 countries and an administrative office in New York City at the address below. Our mission is a global democratic one, and our community has grown in just 9 months to over 1.5 million members from every nation on earth. Here are some links to more information about us:

Economist magazine features Avaaz after our launch in January:
http://www.economist.com/world/international/PrinterFriendly.cfm?story_id=8703047

A summary of all our recent campaigns and their impact:
http://www.avaaz.org/en/report_back_1/

A report back on all of our work on Burma so far –
http://www.avaaz.org/blog/en

And here are a couple of articles about the situation so far:
http://www.guardian.co.uk/burma/story/0,,2186651,00.html

http://www.mizzima.com/MizzimaNews/EdOp/2007/Oct/02-Oct-07.html
domenica, 14 ottobre 2007

Ripetta. Nuova stagione.

ModieMondidelFareArtistico
Mostra di
ALMAGNO DOTTORINI GATTI










ModieMondidelFareArtistico
Mostra di
ALMAGNO DOTTORINI GATTI
 
Il 5 novembre alle ore 18.00, presso il liceo artistico ripetta di Roma, s’inaugura la mostra di tre artisti, Almagno, Roberto Dottorini e Valter Gatti, scultori e docenti.
Generosamente, essi presentano nel luogo dove insegnano, o dove hanno insegnato, una loro importante opera.
Nei magici spazi dell’architettura neoclassica del liceo ripetta, tra i grandi gessi d’epoca –la Nike di Samotracia, i Dioscuri, il fregio del Partenone…- i maestri incontrano il pubblico romano, ma soprattutto gli studenti romani per raccontarsi e per raccontare attraverso le opere il loro personale modo di fare arte.
Un’occasione particolare di comunicazione autentica, viva, diretta, senza filtri, tra il pubblico e chi l’arte la fa. Una rara occasione didattica per gli studenti di tutte le scuole di conoscere da vicino gli artisti e di “farsi toccare” dalle loro opere.




Cosa    mostra AlmagnoDottoriniGatti
sculture

Quando    Inaugurazione: Lunedì 5 novembre 2007 0re 18.00
Apertura: 5 /20 novembre 2007
Orario: 9.00/19.00
Sabato 9.00/14.30


Dove    Liceo Artistico Ripetta
Via Ripetta 286, Roma

card_fanta_web























Loca_fanta_webGENERAZIONI DI LUCE
 
Un monolite su cui pulsano e sedimentano brani di luce incandescente è caduto dall'alto, un blocco di cielo sottratto al campo magnetico dell'atmosfera è scivolato a esplodere e a far luce dentro il cuore di Roma.
 
Il Muro di stelle, di Piero Fantastichini, insiste e formalizza la personale ricerca dell'artista, impegnato da anni a circoscrivere le spericolate evoluzioni di uno studio ostinato, teso alla definizione empirica della luce: la sua genesi, gli effetti abbaglianti delle sue migrazioni, gli spasimi prolungati per scampare alle sabbie immobili dell'oscurità.
 
L'opera, un parallelepipedo le cui misure sono calibrate su precise proporzioni alchemiche, si compone di quattro pareti, quattro porte, quattro soglie che schiudono l'accesso a dimensioni spaziali scollate dai consueti rapporti formali: approdo a terre ancora da colonizzare, "fuori luogo", schermi dove lo sguardo è sollecitato da flussi visivi inediti, travolto da offensive luminose che gli consentono di congedare la ragione e lasciare che i propri occhi vengano scagliati all'interno dei nuclei in cui (sole)rti e senza sosta si incastrano le materie prime che accendono di luce il cosmo.
L'opera, che nasce in virtù della consolidata integrazione tra le tecniche e i materiali che Piero Fantastichini impiega più frequentemente (resine, oro a foglia, ecc.) con i nuovi supporti della ricerca informatica (pc di ultima generazione, tavola grafica, ecc.) sembra rivendicare nella sua colma, incisiva semplicità e nell'ossessiva amplificazione della traccia luminosa i tratti di un modulo: la matrice di ogni fatto di luce, per riaprire i nostri occhi e capire che dietro ogni forma, ad alimentare il codice di ogni riflesso, vibra limpida la luce scossa da una rissa di stelle.

venerdì, 12 ottobre 2007

Birmania. Un segno rosso 3. per non dimenticare.

Da "Matrici" su Equilibriarte
di Antonella Iurilli Duhamel

La Comunità Europea ha assicurato che ci sarebbero state conseguenze se il regime del Myanmar avesse usato violenza.
La situazione è nota, la comunità europea può fare pressione affinché si ponga un limite a tale violenza.
Firma la mail di petizione rivolta al Presidente della Comunità Europea, forse è poco o quasi niente ma una lunga marcia comincia da un piccolo passo
www.burmacampaign.org.uk/eu_action.html









Sono solo delle mie rielaborazioni da foto prese nella rete.
Per non dimenticare, perché è facile dimenticare.
Troppo facile.
maria
domenica, 07 ottobre 2007

birmania. Un segno rosso 3.

Sempre più blog aderiscono all'iniziativa del post precedente.
qui potete informarvi direttamente, sono siti e blog tenuti da gente birmana:

Blogs e siti di Birmani in esilio

www.irrawaddy.org/
www.mizzima.com/
www.ibiblio.org/freeburma/
www.burmanet.org/news/
www.dvb.no/
www.dvb.no/
it.blogbabel.com/search/ [...] es/myanmar/7/

300 blogs birmani
myanmarblogdirectory.blogspot.com/

Sito di news del Governo birmano (notate la differenza) : www.burmanet.org/news/
questo aggiornamento è dovuto a ricerche di vari bloggers, ognuno contribuisce come può.

birmaniaWeb

giovedì, 04 ottobre 2007

birmania. Un segno rosso 2.

piccolomonaco


Ho parlato con gente di lì che vive a Roma: pizzettari, verdumai, gente perbene che lavora sodo e dignitosamente, gente onesta.
Mi raccontano di un paese che è una prigione, dove tutto è proibito fuorché la fame.
Quando sento gente che dice "ogni paese ha il governo che si merita", mi domando dove sarebbe l'India se non avesse avuto un Ghandi. Non è facile dare giudizi. Trovo importante che ci sia mobilitazione in occidente. Cosa ci ha colpito? Ne abbiamo viste tante, ma quei monaci e quelle monache in fila e accanto a loro quei cordoni di gente fiduciosa che finalmente trovava speranza per vincere la paura ci hanno colpito forte. Ed ora non si può dimenticare che molte di quelle persone -bambini compresi- non ci sono più, che probabilmente migliaia di monaci sono spariti chissà dove e che molti di loro cominceranno a morire della fame del digiuno di protesta.
Maledetti quei signori in divisa e maledetti quei governi stranieri come la Cina che li sostengono.
maria

birmaniaWeb

Aiutiamo il popolo Birmano aggiungendo questo post e queste immagini al proprio blog.

(Questo è un nuovo tipo di protesta on line che usa i blog per diffondere globalmente una petizione, per partecipare seguite le istruzioni del post)

Non si tratta di politica partigiana ma di democrazia e diritti umani basilari. Per favore aiutate a prevenire una tragedia umana in Birmania (Myanmar) aggiungendo il vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso.

Passando il testimone attraverso la blogosfera, speriamo di generare maggiore consapevolezza e di evitare un massacro.

In quanto attenti cittadini del mondo, questo è quanto noi bloggers possiamo fare.

come partecipare:

copia l'intero post sul tuo blog includendovi questo numero speciale

1081081081234

Dopo qualche giorno cerca su Google questo numero per cercare tutti i blog che partecipano alla protesta e petizione. Potrebbe occorrere qualche giorno in più perchè il tuo blog appaia nei risultati a causa del modo in cui google indicizza i blogs.

La situazione in Birmania (Burma o Myanmar) e perchè ci interessa

Non esiste libertà di stampa in Birmania, il governo ha cominciato mettendo fuori uso internet e gli altri mezzi di comunicazione, diventa quindi difficile mandare notizie al di fuori del paese. Gli individui in loco hanno continuato ad inviare i loro reportage giornalieri alla BBC e sono strazianti.

Vi incoraggio a leggerli di persona per farvi un'idea su cosa stia succedendo. Qua sotto trovate il link, che pregherei di lasciare nel post che copierete.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7011884.stm

La situazione è incredibilmente pericolosa: centinaia di migliaia di dimostranti pacifici, compresi monaci e monache, stanno rischiando la loro vita per marciare a favore della democrazia e contro una dittatura militare ben armata e impopolare che non si arresta di fronte a niente pur di continuare col suo governo repressivo. Mentre i generali e le loro famiglie sono letteralmente cosparsi di oro e diamanti, il popolo è stato impoverito, deprivato dei diritti umani di base, tagliato fuori dal resto del mondo e sempre più a rischio di violenza.

Questa settimana il popolo birmano si è sollevato in modo unitario nelle più grandi dimostrazioni di piazza contro il governo Junta mai viste da decenni. E' un'incredibile dimostrazione di coraggio, dignità e democrazia in azione. Ma nonostante le proteste siano pacifiche, i militari stanno cominciando a usare la violenza. Secondo le fonti sono già diversi i morti e centinaia i feriti, quest'ultimi a causa di soldati che picchiano a sangue civili disarmati.

La situazione è probabilmente peggiore di quanto sembri, ma le uniche notizie che abbiamo ci arrivano per vie traverse da individui che riescono a sfuggire al controllo delle autorità. Purtroppo sembra trattarsi di un bagno di sangue su larga scala dove le vittime sono principalmente donne, bambini, anziani, monaci e monache. 

Al contrario di quanto affermato dai governi di Birmania, Russia e Cina questo non è solo un argomento di politica interna locale, è un argomento di importanza globale e ha risonanza nell'intera comunità globale. In quanto cittadini, non possiamo permettere che nessun governo in nessuna parte del mondo usi l'esercito per attaccare ed uccidere cittadini disarmati durante una protesta pacifica.

La violenza contro cittadini disarmati è inaccettabile in questa epoca, e se può accadere senza serie conseguenze per i responsabili, crea un precedente che può ripetersi in qualsiasi altro paese. Se vogliamo un mondo più pacifico, sta ad ognuno di noi prendere posizione quando questi argomenti fondamentali si presentano.

sottoscrizioni

Petizione Avaaz
Petizione Amnesty
Petizione United Nations Security Council
Campaigning For Human Right in Burma