Possibile? In Sicilia e in Italia pare che tutto sia possibile.
Sono profondamente delusa per il modo in cui sono stata trattata oggi a Cala Croce da chi si vanta di essere il "proprietario"della spiaggia.
Non tornavo a casa da mesi e non vedevo l'ora di godermi le mie spiagge e il mio mare. Il primo giorno, sono arrivata a Cala Croce e il tizio lampedusano che dice di essere il bagnino mi dice che non posso mettere l'asciugamano sulla spiaggia e che possono starci solo quelli che prendono in affitto i lettini. Confusa e disorientata mi allontano e mi metto sugli scogli. Ero appena arrivata e prima di fare polemica volevo avere delle informazioni più precise sul regolamento della spiaggia e sulla famosa questione del "demanio". Il giorno dopo, per paura di essere "cacciata"di nuovo, cambio spiaggia e mi reco alla Guitgia, dove mi aspetto di ricevere lo spesso trattamento. Il ragazzo che lavora al chioschetto è gentilissimo e addirittura mi "regala"due lettini. Gli spiego che a Cala Croce ero stata trattata male e si meraviglia del fatto che i lampedusani non vengano rispettati. Oggi raggiungo alcuni amici di Termini Imerese a Cala Croce. MI ritaglio un angolino per mettere l'asciugamano, in un posto tranquillo, quasi vicino al Canneto. Arriva il solito bagnino e mi dice che devo alzarmi perché la spiaggia è privata e, inoltre, perché posso disturbare i turisti nel caso volessero "girare"i loro lettini. Scusatemi ma mi sono incavolata di brutto. Gli ripeto che in 36 anni nessuno mi aveva mai cacciata da una spiaggia dove avevo trascorso la mia vita. Mi guardo attorno e vedo tutti i turisti sui lettini che prendono beatamente il sole alla faccia dei lampedusani che lavorano tutto il giorno e che vanno al mare solo poche ore...per essere mandati via...
Dopo una bella litigata mi invita ad alzarmi e sapete dove ho preso il sole? Accanto al bidone della spazzatura, nel cannetto, perché quello era l'unico posto in cui "un lampedusano"che prende il sole non dà fastidio.Distesa accanto ai rifiuti, tra mosche e vespe, umiliata, mortificata.
Poichè non mi reputo una persona ignorante, ricordo al bagnino che il regolamento della capitaneria forse lo conosco meglio di lui.
Se davvero un lampedusano non può mettere un telo da mare sulla spiaggia dove è cresciuto allora perchè il regolamento non si fa rispettare in toto?
I lettini non dovrebbero essere messi a 5 metri dalla riva?
Perché la Capitaneria non controlla che il regolamento venga rispettato?
Colui che si vanta di essere il proprietario di Cala Croce (persona con la quale ho sempre avuto un ottimo rapporto)sapete cosa mi ha risposto?:
"Vi lati a livari da testa su fattu ca a spiaggia è de mpidusani perchè a spiaggia iu ma accattaiu e iu a puliziu e a tegnu pulita (vi dovete togliere dalla testa questo fatto che la spiaggia di Cala Croce è dei lampedusani perché la spiaggia io l'ho pagata e il suolo è mio, io la tengo pulita".
Dopo aver sentito queste parole mi vergogno di stare a Lampedusa, mi vergogno per tutto quello che succede sull'isola ma soprattutto per il fatto che le bellezze dell'isola siano diventate merce da vendere al primo che intende arricchirsi alle spalle di tutti i lampedusani che non possono nemmeno godere di quel poco che ormai resta. Vi lamentate che non arrivano i turisti?
Chi ha permesso e chi permette che certe cose accadano dovrebbe vergognarsi!
Oggi mi veniva da piangere quando quel tizio, che non è nemmeno lampedusano, mi ha ricordato che la spiaggia è sua e non dei lampedusani. Ma come potete permettere certe cose? Per fortuna Legambiente ha salvato la spiaggia più bella che abbiamo dalle mani di certi speculatori. Avete il coraggio di criticare la direttrice della Riserva e di parlare sempre male di lei e di Legambiente?
La dovete ringraziare perché se non ci fosse stata lei, a quest'ora la Spiaggia dei Conigli chissà a chi l'avrebbero venduta!
Un giorno ci renderemo conto che la nostra isola sta morendo e che noi non abbiamo fatto niente per salvarla perché quello che conta è sempre il denaro e la speculazione.
Finito il turismo e finito il denaro cosa ci resterà?
Solo il ricordo, solo il sogno di un'isola che stiamo distruggendo. E non basteranno soldi per farla ritornare quella che era...
Ci stanno sfrattando dal nostro paese, dalle nostre spiagge, dal nostro mare.
Lamentiamoci, ma muoviamoci.
Abbiamo imparato sulla nostra pelle che ogni diritto naturale o conquistato non si può dare per scontato, bisogna rivendicarlo e rivendicarlo ancora.
Tra i tanti frequentatori dei blog ci sarà pure qualcuno con competenze adeguate per darci un buon avvio di "impegno concreto" che vada oltre la lamentatio.
Maria