Manichini dorati indossano tanti "rosso valentino", invadono lo spazio museale, si mostrano allo sguardo del passante coprendo pesantemente la visuale dell'ara augustea.
All'ingresso una scatolona di plastica rossa trasparente segna l'evento a chi fosse distratto.
Che dire?
Sicuramente non m'indigna l'accostamento tra una delle opere più affascinanti -e belle- dell'arte romana e le opere di uno dei più significativi stilisti della nostra epoca.
Perché no?
Abbiamo superato la divisione tra i generi, tra le Arti e le arti minori. Abbiamo un rapporto dialettico con il nostro passato "storico". E questa è buona cosa.
La commistione e la contaminazione, , dalle Avanguardie storiche al contemporaneo, sono parte essenziale e significativa della ricerca artistica. E questa è buona cosa.
Allora?
Rimango perplessa. Non per l'accostamento "blasfemo". Figuriamoci, l'arte è di per sé blasfema.
Rimango perplessa per il risultato dell'allestimento.
Se si ha il coraggio di proporre ed accettare una contaminazione forte come questa, bisogna avere la forza e la creatività di progettare un intervento che possa "confrontarsi" con l'opera, che possa dialogare con dialettica intelligenza.
E qui intelligenza non c'è, e non c'è poesia.
Si è scelta l'intonazione forte, invece dell'understatement. E va bene: scelta possibile.
Ma quest'urlo è solo un urletto, invadente e mal riuscito.
Quest'urletto ha presunzione, senza aver forza di creatività autentica.
Se si trova il coraggio di progettare un'installazione nello spazio dell'Ara Pacis e di progettare un'installazione che copra l'Ara Pacis -tanto all'interno, quanto dall'esterno-, bisogna saperlo farlo bene.
Qui, a parer mio, bene non lo si è fatto.
C'è presunzione ed arroganza, senza talento.
Nulla togliendo al genio di Valentino ed alla bellezza delle sue opere, anzi.
Operazioni "modaiole" come questa, rischiano di ottenere l'effetto contrario: condurre il design contemporaneo a carta straccia.
Cosa ne pensate?
maria
m'indigna che sulla stampa siano apparsi solo articoli di plauso -leggi "leccaculismo"-, m'indigna che intellettuali ed artisti non abbiano aperto dibattito.
M'indigna che tutto sia possibile senza confronto, senza analisi, senza ricerca critica.