



Salvator Gotta nasce a Montalto Dora (Ivrea) nel 1888, da una famiglia
borghese. Compie gli studi regolari, per poi entrare nel mondo della
letteratura e del giornalismo. Nel 1915, si arruola volontario fra gli
alpini per combattere al fronte. Tale esperienza gli servirà da spunto
per il suo romanzo più amato, "Il Piccolo Alpino". Tornato dalla
guerra, torna a penna e carta. Gotta aderisce al fascismo, il suo nome
rimarrà legato al regime come autore delle parole dell'ex inno degli
Arditi poi usato anche dai fascisti "Giovinezza". Pubblica molte opere
legate al fascismo e all'Italia del periodo, come "Musica e Patria" del
1932. Dopo la 2a Guerra Mondiale e la caduta del Regime Fascista,
Gotta non rimane nell'ombra, continuando a scrivere dalla sua casa di
Portofino fino alla morte, avvenuta nel 1980 a 92 anni. Fra le sue opere:
La Saga dei Vela, Ottocento, Musica e Patria, Il Piccolo Alpino.
Mario Vellani Marchi è l'autore della copertina e delle illustrazioni.
Pittore della luce, lo hanno chiamato. Mi è piaciuta una sua litografia.
Sicuramente un ottimo disegnatore ed illustratore.

http://www.mariaprivi.com/public/almagno_proiezione/provaAlmagno1.htmlcliccare sull'immagine o qui sopra la stringa di testo per vedere l'animazione.






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sophos56 |







| PIPISTRELLO |
Carattere Stile kai (stampato)
Carattere Stile xing (corsivo)Finirete arrosto!
Un atomo di carbonio e due di ossigeno, e in certe condizioni diventa una molecola di CO2, uno dei cosiddetti gas serra, quelli che fanno si che la terra diventi sempre più calda, facendoti alla fine finire arrosto come un pollo.

Allora questi gas, il loro effetto (serra) è sempre dannoso? Nein!
Se non ci fosse l’effetto serra la terra sarebbe più fredda di
Gli esperti dicono che da qui al 2100 la terra si scalderà da
La grande differenza che c’è tra il minimo e massimo previsto ci dice che queste previsioni non hanno un grosso fondamento.
Però…..però…quando c’è una qualche probabilità che ci sia un pericolo, intelligenza vorrebbe che si prendessero precauzioni.
Quindi la deforestazione e i grandi incendi boschivi sono anch'essi responsabili del fenomeno.
Noi, coi processi industriali, producendo energia elettrica, bruciando gas nelle nostre case, consumando petrolio nelle nostre auto.
Si possono vedere le cose in vari modi: uno è considerare che noi nel 2100 non ci saremo più e quindi poco c’importa del riscaldamento globale, l’altro è preoccuparci per le generazioni a venire e ridurre i consumi, che è l’unico modo per tener basse le emissioni di gas nocivi per il pianeta.
Ma chi?
Tutti allo stesso modo, o chi consuma molto più della media?
E qui si arriva alla sostanza del problema, che tutto sommato è politico e ha un segno di classe: l’equità sociale.
Devono consumare di meno soprattutto coloro che consumano troppo e non chi già consuma poco o nulla.
Pensate che succederà?
(Copia e incolla da mareprofondo)
L'equità di classe non mi pare la sostanza del problema. La sostanza del problema è la salvezza del pianeta per le generazioni future (non colpevoli del nostro disastro ecologico), per gli animali (non colpevoli del nostro disastro ecologico), per le piante (non colpevoli del nostro disastro ecologico). Per equità di classe non possiamo aspettare uno sviluppo "consumistico" paritario al nostro, pena soccombere equamente ricchi e poveri, primi, secondi, terzi e quarti mondi.
Così rispondo a Mareprofondo sul suo blog:
Bella sintesi.
Cominciamo noi, anche quelli come me che non vanno in auto, che accendono poco il riscaldamento, che si lavano i denti con il rubinetto chiuso, che non usano l'aria condizionata in estate...
E, con informazione, sostegno e sana politica, facciamo in modo che i paesi emergenti crescano e si sviluppino utilizzando soprattutto energie alternative, senza seguire le strade sbagliate che noi abbiamo disastrosamente percorso.
Copio ed incollo il tuo post.
Merci,
maria







fotografie di Frank Horvat
Germania, 1 febbraio 2007 - Sebbene le tre principali organizzazioni tedesche per l'ambiente non abbiano organizzato in proprio l'adesione al black out volontario di questa sera, saranno comunque in molti in Germania, oltre che in Francia, a stacccare la corrente dalle ore 19,55 alle ore 20:00.
(http://ct56.blog.kataweb.it/historie)