Da UAAR (
www.uaar.it)
Sabato 13 gennaio 2007 alle ore 10.30
davanti all'ingresso della "Galleria Termini" in Via Giolitti 2A
le associazioni laiche ed i cittadini contrari all'intitolazione della stazione alla persona di Giovanni Paolo II, saranno presenti per manifestare il proprio dissenso al sindaco di Roma ed alla società GRANDI STAZIONI, responsabili del mutamento toponomastico che è stato effettuato furtivamente il 23 dicembre 2006
in un momento di sciopero della stampa
e di assenza dalla città di molti Romani per il periodo festivo.
Durante il presidio saranno raccolte le firme per una interrogazione al sindaco, mentre una delegazione consegnerà una richiesta di chiarimenti
presso la sede della società GRANDI STAZIONI in Via Giolitti 34.
Il luogo, ovviamente, è facilmente raggiungibile in metropolitana
sia con LINEA A, sia con la LINEA B
(oppure a piedi in pellegrinaggio, eh, eh eh)
scusate lo sfarfarfallio dei colori, ma l'editor non mi permette di cambiare
Diffondete se volete e potete:
Maria e Stazione Termini ringraziano


La
Stazione Termini prende il nome dalle Terme di Diocleziano, poco distanti.
Il 23 dicembre il sindaco di Roma Walter Veltroni ha ufficialmente 'ribattezzato' la stazione Termini con il nome di Giovanni Paolo II.
Le modalità con cui si è arrivati a questa "dedica" sono state assai poco trasparenti, e prive di rispetto nei confronti delle migliaia di cittadini romani, e dei cittadini laici in particolare, che l'avevano criticata in occasione dell'annuncio, effettuato all'indomani della morte del pontefice.
Già la Galleria Colonna ha cambiato nome, ora si chiama Galleria Alberto Sordi e prima ancora Piazza Esedra è diventata una "banalissima "piazza della Repubblica". Che fine farà via delle Zoccolette? Le zoccolette erano le figlie delle "zoccole" (puttane, mignotte, meretrici) che venivano istruite dalle suore.
I nomi dei luoghi cittadini appartengono alla storia ed ai cittadini, sono tradizione, raccontano fatti, storie piccole e grandi, evocano situazioni, momenti, mondi.
Perché cambiarli?
E poi dedicare oggi la stazione di Roma a un papa (per quanto già santificato dai media e dai suoi fedeli), perché? Potrei capire, al limite dedicare un nuovo edificio, una nuova piazza, ma la stazione Termini? E poi no. Ritengo che sempre più ciò che è pubblico debba essere laico, aconfessionale, mentre la religiosità debba essere intima, interiore, privata. E penso che c'entri proprio nulla il fatto che la maggioranza degli italiani sia cattolica, né che Giovanni Paolo II sia stato un papa ritenuto da moltissimi eccezionale.
La Stazione Termini ha il suo nome storico, che il suo nome resti. Noi diciamo "ci vediamo a Termini alle 9",
ci toccherà dire "ci vediamo a Giovanni Paolo alle 9"?
Non sarebbe male, come invita l'UAAR, contestare il provvedimento, telefonando allo 060606 oppure scrivendo direttamente al sindaco (utilizzando il form presente sul sito del Comune di Roma; selezionando dal menu a tendina, come destinatario, il campo 'sindaco'; compilando il campo 'mittente' e lasciando un breve messaggio).
