chissà

parole, paradossi, cose vecchie, cose nuove, alberi, incontri, scontri, cose piccole, chissà

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Blogger: mariaprivi
Nome: maria
una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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mercoledì, 31 gennaio 2007

bel sito di un amico

Ottavio è un "vetusto", magnifico signore.
Chi sia lo scoprirete nel suo sito. Vi anticipo che il cinema è protagonista, che la prosa è elegante ed accattivante, e non c'è nulla di ovvio.
http://web.mac.com/ottavio.iemma.mac/iWeb/Ottavio%20Jemma/Benvenuti.html
postato da: mariaprivi alle ore 23:59 | link | commenti (4)
categorie: italia, riflessioni, cinema, amici, emozioni, sito, costume, www , sceneggiatura, ospiti
giovedì, 25 gennaio 2007

amore e quotidiano



Come suol dirsi, -
"l'incidente è chiuso",
la barca dell'amore
è naufragata contro il quotidiano.
 
Vladimir V. Majakovskij, da Il mare va a ritroso

(poesia ricevuta da Miskin)
 
c'è un senso in queste immagini qui
postato da: mariaprivi alle ore 20:18 | link | commenti (47)
categorie: poesia, amore, vita, coppia
lunedì, 22 gennaio 2007

Arte a Ripetta



Due degli appuntamenti prossimi d'arte e di storia dell'arte a Ripetta.
Di Giotto c'è poco da dire, c'è solo da aggiungere che Tommaso Strinati parlerà di nuove scoperte ed attribuzioni di affreschi romani. Quindi la conferenza avrà sapore di scoop, oltre che di cultura.

Guelfo (Bianchini) è stato uno degli artisti docenti al liceo artistico Ripetta.
Amico di grandi surrealisti, da Cocteau a Dalì, da Man Ray a Masson, che lo hanno anche ritratto, era molto legato a Giorgio De Chirico (artista che io non amo particolarmente, "Piazze" a parte) e lui stesso è stato di uno dei più interessanti esponenti del surrealismo italiano.
Guelfo, come ha scritto Costanzo Costantini, …è passato attraverso la cultura moderna e contemporanea… a volo d'uccello. Anche per questo ho deciso di illustrare la locandina con uno dei suoi uccelli improbabili.
Purtroppo è morto giovane, e suicida.
Alla conferenza presenteremo una pubblicazione, un ricco catalogo in occasione del decennale della sua morte.

Prossimamente:
interventi, installazioni, discorsi sull'arte:
1.    Giovanni Albanese
2.    Roberto Almagno
3.    Maria Dompè
4.    Nunzio
5.    Mimmo Paladino
6.    Cesare Tacchi


Maria Dompè, bella, brava, simpatica, generosa ed entusiasta.

Mimmo Paladino al lavoro ed in un ritratto di Michele Comte

Nunzio

Giovanni Albanese

Cesare Tacchi nel suo studio, in primo piano le sculture Capo e Giro

Roberto Almagno mentre monta la sua Sciamare a Palazzo Venezia
maria
mercoledì, 17 gennaio 2007

La Turchia gratis al Quirinale



Ho visitato con la mia cara amica bloggara romana Leira alla mostra "Turchia 7000  anni di storia"
Un plusvalore al piacere degli occhi e del cuore la presenza  di Leira.
Ve la consiglio: è interessante, non si paga e non si prenota.
Ho scelto di mostrarvi queste due opere che stilizzano in maniera notevolmente diversa ed ugualmente "attrattiva" la figura femminile.
La seconda è una deamadre preistorica.

Aggiungo lo splendore di questi orecchini con smeraldi.
postato da: mariaprivi alle ore 19:38 | link | commenti (9)
categorie: arte, mostre, bellezza, donna
lunedì, 15 gennaio 2007

Bellezza ed autenticità.


io la trovo BELLISSIMA.
(e normalmente non uso lettere capitali)

"bellissima perchè quasi mai è stato cosi sottile il filo che differenzia esteriore con interiore"
Ha ragione Gungo (vedi nei commenti).
Margherita è una splendida persona nel pubblico e suppongo lo sia anche nel privato. L'ho sentita parlare dell'amore -reciproco- che la lega al marito.
Donna forte e femminile, di una femminilità non canonizzata secondo gli standard post-moderni, donna di cultura vera che è scienziata ed è artista.
In lei si legge forza e piacere di vita che spazia intorno e diventa generosità ed impegno civile, senza boria.
Mi piace assai questa gran donna.
Seven, "se fosse uomo?"  dici nel tuo commento "lo troveresti ugualmente bello?" Se fosse uomo non sarebbe lei.
Ma suppongo tu intendessi altro: certo se fosse uomo di stesso calibro di mente e di spirito, avrebbe uno sguardo ed un'umanità di uguale bellezza, lo troverei diversamente bello.
La bellezza non è dote esclusiva della gioventù, la bellezza vera è una miscela di doti preziose quanto rare che non può che crescere nel tempo.
Einstein ne è stato un esempio.
  
E cambiando completamente campo trovo che Sean Connery sia molto più bello oggi, che non ai tempi di 007, quando sembrava un grazioso manichino. Fra l'altro non prediligo gli uomini eccessivamente magri e nemmeno i palestrati nerboruti.
 
postato da: mariaprivi alle ore 21:07 | link | commenti (18)
categorie: astronomia, bellezza, donna, ritratto

stazionemilano, i "nostri" barboni c'ariprovano.

martedì, 16 gennaio 2007
RAI 2, PIAZZA GRANDE
ore 11.00/13.30

Aggiornamento: Ina ed Antonello ospiti della trasmissione

Ina ed Antonello durante la trasmissione.
Questa volta Ina non l'hanno cotonata,
mi pare che stia benissimo, assolutamente naturale.


Primi piani di Antonello ed Ina

Non ho potuto vedere la trasmissione, ma pare che Antonello sia stato determinatissimo e che abbiano potuto parlare, oltre che della loro storia d'amore, del progetto casa-famiglia.
fotografie di Erica

Dopo la delusione della precedente performance televisiva -Sabato & Domenica, Rai 1-, i "nostri" aripartono verso Roma,  forti dell'esperienza precedente ed ancor più determinati, riusciranno a parlare dei loro progetti: il blog e la casa-famiglia.
Sosteniamoli con la nostra presenza davanti alla TV (chi può. Io, purtroppo ho lezione in quell'orario) e con tanti commenti d'incoraggiamento sul loro blog.



Perché in TV?
Alcuni potrebbero chiedersi da dove nasca questa apparente voglia di presenzialità da parte di Ina ed Antonello. Potrebbero chiedersi come mai loro abbiano desiderio di apparire in tv dopo la delusione precedente, quando, malgrado precedenti accordi, Ina ha dovuto parlare dei fatti suoi, invece che della loro situazione e dei loro progetti.
Ina ed Antonello vogliono vincere l'invisibilità, l'essere senza volto e senza voce di chi, come loro, non rientra nei binari della stabilità comune -casa e lavoro-, vogliono dar voce al loro desiderio di attenzione non pietistica e di ottenere una casa-famiglia.
Per ottenere questo ci vuole v i s i b i l i t à: l'hanno in parte ottenuta con il loro blog www.stazionemilano.splinder.com
e con qualche articolo sui giornali, ora tentano di ottenerla comparendo in trasmissioni televisive. Forse la pressione di un'opinione pubblica più vasta riuscirà ad influire sulle decisioni delle amministrazioni e del mondo politico.
Noi siamo con loro, con tutto il nostro appoggio morale e, soprattutto, con tutta la nostra stima ed il nostro affetto.

FORZA RAGAZZI!
maria
postato da: mariaprivi alle ore 17:12 | link | commenti (6)
categorie:
martedì, 09 gennaio 2007

La nostra stazione si chiama Termini.

Da UAAR (www.uaar.it)
Sabato 13 gennaio 2007 alle ore 10.30
davanti all'ingresso della "
Galleria Termini" in Via Giolitti 2A

le associazioni laiche ed i cittadini contrari all'intitolazione della stazione alla persona di Giovanni Paolo II, saranno presenti per manifestare il proprio dissenso al sindaco di Roma ed alla società GRANDI STAZIONI, responsabili del mutamento toponomastico che è stato effettuato furtivamente il 23 dicembre 2006
in un momento di sciopero della stampa
e di assenza dalla città di molti Romani per il periodo festivo.
 
Durante il presidio saranno raccolte le firme per una interrogazione al sindaco, mentre una delegazione consegnerà una richiesta di chiarimenti
presso la sede della società GRANDI STAZIONI in Via Giolitti 34.
 
Il luogo, ovviamente, è facilmente raggiungibile in metropolitana
sia con LINEA A, sia con la LINEA B
(oppure a piedi in pellegrinaggio, eh, eh eh)
scusate lo sfarfarfallio dei colori, ma l'editor non mi permette di cambiare

Diffondete se volete e potete:
Maria e Stazione Termini ringraziano


La Stazione Termini prende il nome dalle Terme di Diocleziano, poco distanti.




Il 23 dicembre il sindaco di Roma Walter Veltroni ha ufficialmente 'ribattezzato' la stazione Termini con il nome di Giovanni Paolo II.
Le modalità con cui si è arrivati a questa "dedica" sono state assai poco trasparenti, e prive di rispetto nei confronti delle migliaia di cittadini romani, e dei cittadini laici in particolare, che l'avevano criticata in occasione dell'annuncio, effettuato all'indomani della morte del pontefice.

Già la Galleria Colonna ha cambiato nome, ora si chiama Galleria Alberto Sordi e prima ancora Piazza Esedra è diventata una "banalissima "piazza della Repubblica". Che fine farà via delle Zoccolette? Le zoccolette erano le figlie delle "zoccole" (puttane, mignotte, meretrici) che venivano istruite dalle suore.

I nomi dei luoghi cittadini appartengono alla storia ed ai cittadini, sono tradizione, raccontano fatti, storie piccole e grandi, evocano situazioni, momenti, mondi.

Perché cambiarli?

E poi dedicare oggi la stazione di Roma a un papa (per quanto già santificato dai media e dai suoi fedeli), perché? Potrei capire, al limite dedicare un nuovo edificio, una nuova piazza, ma la stazione Termini? E poi no. Ritengo che sempre più ciò che è pubblico debba essere laico, aconfessionale, mentre la religiosità debba essere intima, interiore, privata. E penso che c'entri proprio nulla il fatto che la maggioranza degli italiani sia cattolica, né che Giovanni Paolo II sia stato un papa ritenuto da moltissimi eccezionale.

La Stazione Termini ha il suo nome storico, che il suo nome resti. Noi diciamo "ci vediamo a Termini alle 9",
ci toccherà dire "ci vediamo a Giovanni Paolo alle 9"?

Non sarebbe male, come invita l'UAAR, contestare il provvedimento, telefonando allo 060606 oppure scrivendo direttamente al sindaco (utilizzando il form presente sul sito del Comune di Roma; selezionando dal menu a tendina, come destinatario, il campo 'sindaco'; compilando il campo 'mittente' e lasciando un breve messaggio).


venerdì, 05 gennaio 2007

emozioni


foto di Navarta su Flickr

visto che vi son piaciute le macro, eccovi accontentati




proprio bravino il ragazzo, bravino davvero.

Ultimissima dalla BarBoonBand

ULTIMISSIMA SABATO 6 e DOMENICA 7
Sabato, Domenica &… dalle ore 6,45 aale 9,30 su RAI 1
i ragazzi della BarBoonBand saranno in trasmissione
e parleranno anche del loro blog, www.stazionemilano.splinder.com,
che oramai è un po' anche nostro.
(vedi post Teoria del caso 3)
postato da: mariaprivi alle ore 21:02 | link | commenti (4)
categorie: amici, stazione milano, barboonband

filastrocche e dolci della befana


La Befana Romana in una stampa del Pinelli.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
le calzette a la romana
tira giu' la cappellana.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
un ciuffone tutto blu
fichi e noci butta giu'.


La Befana zitta zitta
quando vien la neve fitta
passa riempie la calzina
oh, che bella Befanina!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trullalà, la Befana:
Eccomi qua!


La Befana vien di notte,
con le scarpe tutte rotte,
le sue guance son pagnotte,
i suoi occhi fanno a botte.
Ti va bene se ci credi,
perché troverai bei doni.
Ti va male se la vedi
mentre passa a mezzanotte,
perché troverai carboni
con cipolle cotte!

Vien dai monti a notte fonda.
Com'è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana!




Alcune di queste filastrocche sono decisamente brutte. Questo ho trovato e questo vi propongo.
Mi piacerebbe sapere come siano le calzette alla romana.
Ma chi era questa vecchietta tanto sfigata da dover vagare con un sacco sulle spalle in mezzo a gelo e neve con scarpe ed ossa rotte, seppure con l'ausilio di una scopa magica?
Secondo la tradizione cristiana la vecchina -peraltro rappresentata come una strega delle peggiori tradizioni misogine- doveva seguire i re magi, ma o perse tempo o ci ripensò non arrivò in tempo a portare i doni a Gesù Bambino se non dopo una settimana dalla sua nascita. Arrivò alla grotta e la trovò vuota, non c'era più nessuno. Da allora è condannata a portare ogni anno nella notte del 5 gennaio regali ai bambini -solo a quelli buoni ovviamente. A quelli cattivi deve portare carbone, e non è che il carbone non pesi.

C'è un'altra versione:
I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù. Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere. Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme perché là era nato il Salvatore. La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione. I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perché aveva molto lavoro da sbrigare. Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma nonostante li cercasse da ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino. E così ogni anno, la sera dell' Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c'è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.

le filastrocche degli ospiti
Filastrocca della Befana

La Befana è una vecchietta,
linda arzilla e piccoletta;
va discinta ha in man la sacca,
porta scarpe alla polacca.
Lo sciallino ha sulla vesta
e la cuffia porta in testa;
ratta va senza che faccia
sulla neve alcuna traccia.

E si cala pei camini
nè si sporca i vestitini;
alla sacca dà di piglio
dove stanno in iscompiglio
cavallucci pupazzetti
palle bambole e confetti
e li pone tra gli alari
degli spenti focolari.

I fanciulli sul mattino
tutti corrono al camino
e a quei doni misteriosi
restan timidi e pensosi
esclamando: "Cosa strana!
Chi sarà questa Befana?".

Blue, timeline

senza titolo (Befana Postmoderna, mia proposta di titolo)

La Befana vien di notte
a mangiare pere cotte
è strastufa poveretta
si è rifatta anche la tetta
per apparir un po' puttana
viva viva la Befana!!!


Giulia

i dolci della befana
(graditi i contributi)
Il carbone dolce

Ricetta classica
Ingredienti:
1 kg. Di zucchero
3 bicchieri di acqua
un bianco d'uovo
colorante nero per alimenti

Fate bollire 3 etti di zucchero con l'acqua sino allo stadio di caramello, quindi mettete il colorante nero. Battere a neve il bianco d'uovo, unite lo zucchero restante reso a velo. Appena duro rompetelo a pezzetti!

ricetta gustosa e ciccolattosa
Ingredienti Cioccolato bianco  100 gr
Cioccolato nero 100 gr
Riso soffiato  100 gr

Preparazione Fate fondere a fuoco bassissimo e a bagnomaria il cioccolato.
Dividete in due il riso soffiato e fondetene una parte con il cioccolato nero ed una con il cioccolato bianco.
Prendete un foglio di carta da forno e con un cucchiaio stendetevi il composto, modellatelo come se fosse del carbone.
Lasciate asciugare e i dolcetti saranno pronti.
Il carbone rappresenta l’anno passato, consumato e ridotto in cenere.

Befanini biscotti della tradizione

Gradevoli biscotti dalle diverse forme rotondeggianti e allungate, che venivano preparavano in occasione della festa della Befana. Con queste delizie si riempivano dei canestri ornati da carta colorata e la tradizione popolare attribuiva ai befanini la proprietà di garantire un abbondante latte alle puerpere.
Fare un cratere di farina e impastarla con burro, zucchero, uova, scorza grattugiata d’arancio e limone, lievito, un bicchierino di rum e un pizzico di sale. Bagnare con un po’ di latte, in modo da avere un composto liscio, e farne una palla da mettere a riposare in luogo fresco. Aiutandosi con un mattarello, stendere l’impasto non troppo sottile, e ritagliare delle forme di animali o fiori. Nel frattempo, imburrare una teglia ed adagiarvi i biscotti, spennellandoli con uovo sbattuto e cospargendoli di confettini colorati. Passare in forno ben caldo, affinché i befanini non avranno assunto un bel colore tra il dorato e il nocciola.

IL BOSTRENGO
Ingredienti per 8 persone: Gr. 300 di pane raffermo – Gr. 500 di riso – Gr. 250 di noci e nocciole – Gr. 250 d’uvetta sultanina – Gr. 150 di fichi secchi – L. 1 di latte – Gr. 400 di zucchero – 3 uova – Gr. 100 di cacao amaro – 1 bicchierino di liquore – Scorza grattugiata di un’arancia non trattata.

Mettere al fuoco una pentola con abbondante acqua salata. Quando questa bolle, buttare il riso e farlo cuocere per circa 15 minuti prestando attenzione che rimanga bene al dente. Intanto tritare le noci e le nocciole, tagliare in piccoli pezzi i fichi secchi e rinvenire l’uvetta in acqua tiepida.
Quando il riso sarà cotto, scolarlo e metterlo in un recipiente molto grande. A questo punto aggiungere tutti gli ingredienti iniziando dallo zucchero, proseguendo poi con il pane raffermo grattugiato, il latte e la frutta secca tritata.
E’ bene mescolare accuratamente ogni volta, in modo che gli ingredienti possano essere ben amalgamati. Si aggiungano per ultimi il cacao amaro in polvere, la scorza dell’aracia grattugiata, il liquore e le uova sbattute. Si dovrà ottenere un composto né troppo né troppo denso, se così non fosse aggiungere un po’ di latte. Preparare due teglie da forno imburrate, dai bordi piuttosto bassi e versarvi il composto, scuotendo leggermente la teglia in modo che lo spessore si uniformi. A questo punto, si prende una forchetta e s’infila nel bostrengo: lo spessore non deve superare la lunghezza dei rebbi. Il bostrengo deve essere cotto in forno, a calore moderato, per circa un’ora. Va consumato freddo, tagliato a losanghe e cosparso con dello zucchero. Conservato in un luogo fresco, è possibile gustarne in tutta la sua fragranza anche dopo una settimana.

DOLCE DELL'EPIFANIA
Ingredienti (per 4 persone)
50 gr di lievito di birra
50 gr di latte
600 gr di farina
220 gr di burro
6 cucchiai di zucchero vanigliato
12 tuorli
Marmellata (a piacere)

Sciogliete il lievito nel latte tiepido e in 300 gr di farina. Mentre il fermento lievita, lavorate in una ciotola il burro fino a renderlo spumoso, aggiungendo lo zucchero vanigliato e i tuorli uno per volta. Mescolate a lungo sino a ottenere un composto omogeneo; quindi, versate su tutto la farina restante e lavorate l'impasto fino a che sarà gonfio. Infine, ungete e infarinate accuratamente tre tortiere di diametri differenti riempiendole solo per metà. Fate lievitare il composto e, quindi, cuocetelo a forno caldo per 15 minuti. Una volta che le tre torte si saranno raffreddate, disponete quella col diametro più largo su un piatto di portata, spalmate con la marmellata e sovrapponete gli altri due strati procedendo nello stesso modo. Glassate il tutto con una glassa al limone (per la glassa: spremete un limone e fatevi macerare per 20 minuti circa la buccia accuratamente lavata. Mettete 250 gr di zucchero a velo in una casseruola bagnando con 5 cucchiai di acqua fredda e mescolando con un cucchiaio di legno fino a che lo zucchero non sarà completamente sciolto e il composto non risulti morbido e cremoso. Quindi aggiungete la spremuta di limone filtrata). Servite.

Nella torta della befana si usava nascondere un fagiolo (?) ed una monetina portafortuna. Il fagiolo per i cattivi e la monetina per i buoni? Chi trovava il fagiolo era nominato re della festa, chi trovava la monetina se la teneva.

Ciambelline della Befana

Ingredienti per 6-7 porzioni
2 patate lesse fredde schiacciate
2 uova intere
75 gr di zucchero
75 gr di burro
1 cubetto di lievito
500 gr di farina
1 scorza grattugiata d'arancia o limone
il succo di 1 arancia e/o un po' di liquore
zucchero a velo
olio per friggere

Amalgamare tutti gli ingredienti assieme, formare una pasta bella liscia, fate dei cilindretti (come per fare i gnocchi) e tagliate dei pezzi lunghi a vostro piacere (10-12 cm).
Formate delle ciambelline, posatele sulla carta forno e fatele raddoppiare di volume.
A fine lievitazione potete friggerle in abbondante olio caldo (ma non bollente) o cuocerle in forno a 180° per 8-10 minuti.
Sfornate e servite con zucchero a velo e sciroppo d'acero o altro.
Se friggete passate le ciambelline nello zucchero normale.

 

postato da: mariaprivi alle ore 14:12 | link | commenti (13)
categorie: dolci, ricette, tradizioni, costume, befana, ospiti