chissà

parole, paradossi, cose vecchie, cose nuove, alberi, incontri, scontri, cose piccole, chissà

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Blogger: mariaprivi
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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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sabato, 23 dicembre 2006

ho scritto al papa, per i funerali negati.


Santità,
Pinochet merita i funerali religiosi e Welby no?
La prego, mi faccia capire.
Si può assassinare, si può torturare, si può costringere in catene, ma non si può volere per se stessi una morte "giusta" decretata dal Dio in cui Lei crede ed ingiustamente protratta ed impedita dalla stupidità umana.
Mi faccia capire.
Mi faccia capire come Lei non possa sentire di dare conforto alla famiglia di Piergiorgio che crede nel suo stesso Dio.
La prego, mi faccia capire.

Maria Privitera
la mail del papa
benedettoxvi@vatican.va



Il funerale di Piero


Camera ardente all’obitorio del Verano dalle 8.00 alle 10.00


Commemorazione laica a piazza San Giovanni Bosco (Cinecittà)


Fermata Agricola metro A                                           10.30  



Non fiori. Si accettano contributi per l’Associazione Luca Coscioni.   


Grazie per la vostra vicinanza e il vostro sostegno.

(dal blog di Welby)


postato da: mariaprivi alle ore 13:43 | link | commenti (37)
categorie: riflessioni, vita, emozioni, violenza, morte, eutanasia, welby
venerdì, 22 dicembre 2006

Speranza. La lotta di un poeta.

«Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore,
stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa».
Dal blog di Welby


Welby, grande persona, un eroe contemporaneo, credo abbia segnato l'inizio di un tempo nuovo, meno oscuro.
Penso che dovremmo far festa, far festa alla vita perché Piergiorgio Welby ha dato, morendo, maggior valore e dignità alla vita.
Io sorrido, sorrido contenta.
Lui ha lottato con forza, coraggio e dignità per tutti noi. Ha spazzato via i demoni della paura della morte, della morte vera che è il vivere senza più dignità e forza di vivere.
L'altra morte, il passaggio verso il nulla o verso chissachecosa, è solo quel che è ed è giusto e buono che la si debba affrontare senza dolore, che non sia quello del distacco da chi si ama e dalla bellezza dellla vita.
Ho cercato nel web una foto di Welby in piedi, senza tubi, non l'ho trovata.
L'avrei voluta postare nel mio blog.

Ascolto ora al tg che il vicariato non ha concesso il funerale religioso, malgrado Welby sia stato credente e cattolico, come lo è la sua famiglia. Intanto si infierisce ancora sul suo corpo per una autopsia che non so che significato possa avere. Ipocrisia. Rancore. Stupidità.
Welby vola alto, oramai sopra tutto questo.
Mi dispiace molto per la moglie, per la sorella, per gli amici ai quali non è permesso il privilegio del lutto "pulito". Si infierisce ancora, su chi vive.
Ma loro spero abbiano ancora la forza ed il coraggio che finora hanno dimostrato.
Dobbiamo gratitudine anche a loro.
Maria


New York, 20 DIC (Velino) - La "lotta d'un poeta per il diritto di
morire quando vuole": e' cosi' che il New York Times ha deciso questa
mattina di raccontare la storia di Piergiorgio Welby.
il blog di welby


I miei auguri a tutti voi
per tanti passi avanti verso un mondo senza paure.
Maria

vado fuori per le feste, senza computer
m
postato da: mariaprivi alle ore 15:26 | link | commenti (9)
categorie: vita, emozioni, ricerca, paura, violenza, morte, eutanasia, piergiorgio welby
domenica, 10 dicembre 2006

Teoria del caos 3. Linea gialla.

ULTIMISSIMA SABATO 6 e DOMENICA 7
Sabato, Domenica &… alle ore 14 su RAI1 i ragazzi della BarBoonBand saranno in trasmissione e parleranno anche del loro blog, che oramai è un po' anche nostro.


Un battito di farfalla a Pechino, porta pioggia a New York.
Un filo che si spezza, un accadimento qualunque, un errore forte o apparentemente leggero e la vita può cambiare  t o t a l m e n t e, si può superare la linea gialla:
il caso può buttarci a capofitto nel caos più totale, nel mondo degli invisibili.
Gli invisibili. Loro ci sono, anche se non vorremmo vederli.
STAZIONEMILANO, il blog dei clochard milanesi.

foto di OrsaRossa, bloggara amica di molte virtù.
Ho letto da loro, dai barboni che scrivono blog. Ho letto Ina, la sua storia di violenta "normalità" e così ho scritto, con rabbia e vergogna:
Ci si sente come dei guardoni spudorati a leggervi qui dalle nostre case riscaldate.
Vi vediamo quando al mattino corriamo alla metro, vi vediamo ancora durante la giornata mentre andiamo al bar per la pausa-caffè, vi vediamo ancora fino a sera, vi vediamo invadere i "nostri" spazi puliti e perbene e vorremmo cancellarvi o, almeno, rendervi invisibili.
Chi siete? In voi vediamo chi potremmo noi essere, chi potremmo diventare. Abbiamo paura di voi, perché è così sottile, così breve lo spazio da valicare per trovarsi di là, invece che di qua dalla linea gialla.
La depressione che si fà più forte, il mutuo che non si riesce a pagare, uno sfratto, la perdita del lavoro, una scelta sbagliata, un abbandono e potremmo essere di là, invece che di qua.
Per questo, penso, vi vorremmo invisibili e silenti.
Invece, avete preso la parola e siete entrati nei nostri spazi virtuali, spazi di autoreferenzialità, spazi di sogno, spazi a volte di bugie, spazi di fuga dal quotidiano, spazi di nostra affermazione.
Prendetevela questa parola, parlate, urlate, sussurrate...
maria



E la parola la prende subito Ina, che mi manda una sua cosa, ringraziandomi, per giunta, di dare qui, a lei e agli altri della "bar boon band", spazio di visibilità.

SOLA di Ina V.

In una notte buia
in fondo al mio cuore
un grido di disperazione
un grido senza voce.
In silenzio mi allontano
per le strade di MILANO,
chiedendomi da sola
cosa sarà il mio domani?
Nessuno sa,nessuno saprà.
Cosa resterà
del mio grido senza voce?
Cosa succederà?
Il mio sorriso, la mia allegria
per nascondere il dolore
della vita mia
e sempre disperata
cammino per le strade.
E con lo sguardo nel vuoto
penso se
c'è un posto in paradiso
anche per me.

Grazie di aiutarci a farci conoscere...
Con affetto, Ina

Ho riletto Ina, la sua poesia.
cosa sarà il mio domani?
Nessuno sa, nessuno saprà.

Quel nessuno saprà può farci capire molto: non è solo l'angoscia del domani, è la certezza che di lei, di Ina, di come si evolverà o peggiorerà la sua vita non importa a nessuno, peggio: nessuno nemmeno saprà.
Ina, a qualcuno importa. In questi spazi virtuali ti hanno conosciuta come persona e ti hanno apprezzata.
Ora tentiamo di dare più voce alla tua voce e a quella degli altri.
Non sperate troppo, ma non disperate nemmeno.
Maria


un'immagine da stazionemilano, un coniglio abbandonato che abbandonato non lo è più. Il coniglio si chiama Mozart.
javascript:misure('public/clochard/11-12-06_0838.3gp');
Già alcuni blogger si stanno attivando incominciando con pubblicare un post che rimandi al link STAZIONEMILANO, in molti chiedono come poter aiutare, Mutty può dirvi come, soprattutto se siete di Milano.

Questo è l'indirizzo a cui potete scrivere direttamente, ad Ina e agli altri:
stazionedimilano@yahoo.it
e questa è la mail di Mutty, che ha avuto l'idea del blog e che aiuta la BBB, BarBoon Band.
volodellaquila@hotmail.com

Ed ora i volti di alcuni di loro, ce li ha voluti spedire Ina, con autorizzazione di Mutty alla pubblicazione.


da Mauri
ALTRE VITE
(mi sono permesso di prendere da qui
htpp://stefy71.splinder.com)

L’ho lasciato lì, mentre giocava con le sue parole, quelle appena pronunciate e quelle che mai avrebbe detto.
Le rigirava tra le mani, erano tutte le parole della sua vita. Ogni tanto qualcuna cadeva a terra calpestata dalla gente che gli passava accanto senza vederlo, che lo sfiorava senza toccarlo.
Parole perse per sempre.
Era di fronte a me, seduto a terra all’altro capo della strada, abiti sdruciti ed uno sguardo perso ad inseguire l’ultimo pensiero.
L’ho visto immergersi in un ricordo e risalire annaspando in quel mare di indifferenza umana. Ho visto una lacrima inumidire appena il bordo delle sue ciglia.
Seduta su un gradino facevo scorrere la matita sul grande foglio bianco.
La gente mi passava accanto senza vedermi e mi sfiorava senza toccarmi.
Deve essere il destino di chi decide di sedersi a terra, ci si mimetizza con l’asfalto e si diventa suolo da calpestare. In questo deve avermi avvertito come una presenza più vicina a se stesso.
Sentivo tutto il peso del suo sguardo su di me e dentro di me. Osservava i movimenti decisi di quella matita violare il candore di un foglio bianco.
Poi la matita si fermò dopo un ultimo tratto deciso a fendere l’aria.
Riposi tutto nella borsa e con cura presi il foglio su cui avevo disegnato per tutta la mattinata.
Attraversai la strada e mi ritrovai di fronte a quell’uomo che mi osservava senza dire nulla.
Raccolsi a terra l’ultima parola che gli era caduta e gliela restituii.
Una parola salvata.
Poi gli consegnai il mio foglio.
Mi guardò con stupore e lo prese con una lentezza ed una delicatezza tale da intenerirmi.
Guardò il suo ritratto, non di come era adesso ma di come i miei occhi lo avevano immaginato in gioventù.
Vidi una lacrima scendere e percorrere i solchi di un viso segnato da una vita non vissuta.
Poi mi guardò:
“Ero esattamente così tanti anni fa. E’ bello scendere in una fotografia”.
L’ho lasciato lì, mentre giocava con le sue parole, quelle appena pronunciate e quelle che mai avrebbe detto.
postato da Mauri
sabato, 09 dicembre 2006

ma

MA!
?
postato da: mariaprivi alle ore 15:45 | link | commenti (35)
categorie: blog
giovedì, 07 dicembre 2006

La teoria del caos. 2


C'è una ragione per cui il caso (anagramma di caos) dovrebbe farci incontrare la persona giusta al momento giusto? Ne dubito.

Nella scala alimentare dell'amore è il caos a sistemarci in un posto piuttosto che in un altro, negli empirei o negli inferi, oppure in un limbo di calma piatta senza brio.
O forse dipende anche da noi, o soprattutto da noi, da come ci poniamo e da come e dove ci andiamo a cercare gli altri.

Sono spesso le donne a marchiare le altre donne, squadrandole e giudicandole fanno capire quale sia il posto dell'altra nella catena alimentare dell'amore, giù o su, in o out.
Ancora più crudeli sono verso gli uomini, alcuni non vengono nemmeno considerati, sono messi fuori
dalla scala dei valori con uno sguardo che appena li sfiora.
Eppure la teoria del caos ci dice che un minimo cambiamento nel sistema può produrre sovvertimenti, tanto che gli equilibri si sconvolgono.
L'omino senza appeal acquista appetibilità con il successo, la oversize out of trend sfodera improvviso glamour perché chissà quale piccolo elemento del caos le fa scoprire sicurezza e sensualità.

Mai disperare, i cuori marci di delusioni, chissà, potranno improvvisamente trovare miracolo d'incontro.

l'immagine è una mia elaborazione grafica di una foto trovata su Flickr, un germoglio di felce che è un perfetto frattale. Qui sotto altre elaborazioni, troppo ruffiane.

postato da: mariaprivi alle ore 13:11 | link | commenti (24)
categorie: grafica, vita, frattali
mercoledì, 06 dicembre 2006

La teoria del caos. 1

"Chaos is a name for any order that produces confusion in our minds"
George Santayana


Un minimo cambiamento in un piccolo sistema locale può produrre effetti ad onda, tali da sconvolgere persino l'equilibrio di un sistema molto più grande e lontano.
"
La teoria del caos è nata quando la scienza classica non aveva più mezzi per spiegare gli aspetti irregolari e incostanti della natura; è innanzitutto una teoria scientifica, nata su sperimentazioni fisiche, biologiche, matematiche, socio-economiche, che ha cambiato", almeno per gli uomini più attenti, il modo stesso di concepire e fare. Nelle scuole e nelle università nostrane pochi se ne sono accorti, e questo non mi meraviglia, mi rattrista.
Oggi, in questa Teoria del caos n°1, abbasso il tiro e riconduco la teoria filosofica e scientifica a livelli di vita comune, quella che ci tocca nel quotidiano, che afferisce al nostro mondo di affettività, di conti da pagare, di perdite, di incontri e di desiderio d'incontri.
Rilegget il grassetto, per favore. Fatto? Bene.
Il sistema siamo noi ed il nostro intorno. Buono o cattivo che sia, c'è equilibrio nel nostro sistemino, le cose vanno come vanno -una meraviglia, una schifezza o così così-
Ecco che un incontro nuovo, un piccolo incidente, un ritorno di qualcosa da un passato dimenticato, un'occasione inaspettata giungono improvvise e immediatamente o lentamente smuovono tutto, creano crisi od opportunità, cambiamento comunque. E questo cambiamento è probabile che da noi si spanderà intorno, mutando non solo il nostro sistemino personale, ma il sistema "locale" e quindi, a catena, i sistemi più grandi e lontani.
Alcuni di noi sembrano aver raggiunto un equilibrio, vivono in un sistema chiuso ed apparentemente sicuro: famiglia o nessun legame, lavoro, qualche amico e un qualche interesse fuor di sistema (il blog? ok, il blog).
Di fatto i sistemi piccoli e chiusi dovrebbero essere i più sicuri.
Ma la perfetta armonia con noi e con l'universo -o il suo più probabile opposto- possono rompersi per un nonnulla.
La teoria del caos
(e dell'ordine) dice che quando si trova una condizione di equilibrio delle probabilità -tipica del sistema piccolo e chiuso- da qualche parte succede qualcosa che cambierà quell'equilibrio, e quindi cambierà noi, il nostro mondo, il nostro sistemino chiuso e sicuro, o chiuso e insicuro, o chiuso e felice, o chiuso e infelice.

Questo post è dedicato a due persone, che informo attraverso mail privata.
Le immagini sono frattali di Navarta, i frattali sono prodotti visivi dell'applicazione a sistemi matematici della legge del caos.

Cosa fare di questo post?
  1. riflettere, se vi va
  2. raccontare un fatto vostro in cui la legge del caos vi ha cambiato la vita
  3. trovare un caso per cui un piccolissimo evento ha smosso un sistema
  4. raccontare una storia breve che interpreti il tema del post
  5. andare ad un altro post, in un altro blog
postato da: mariaprivi alle ore 18:12 | link | commenti (26)
categorie: vita, emozioni, frattali, fili attorcigliati
martedì, 05 dicembre 2006

Bellezza.

*
"Bisogna nutrire gli occhi per i sogni della notte."

Una battuta di un film, letta in un blog. Oltre a "Domani è un altro giorno" non so citare a memoria.
La trovo bella e vera questa frase, anche così fuor di contesto.
Nutrire gli occhi, carezzare bellezza scovandola, malgrado e comunque, persino nelle cose di pessimo gusto.
Far l'amore coi sensi aperti, far l'amore persino con l'inconsistenza della vita.
Ti capita, allora, che ti pare che quella cosa lì, chessò un pezzetto tremulo di facciata che si specchia sui sanpietrini lucidi di pioggia metropolitana, esista in quel preciso solo per te.
Ti capita che quello sniffo di pizza speziato di cipolla, sfuggito dal retro del forno antico in via della scrofa, lo senti magnifico e vorresti dire all'impettita fanciulla che passa annuvolata di D&G "annusa, fermati e annusa".
Ti capita che andando verso l'81 con la mano sfiori il parapetto rugoso intorno al Pantheon e improvviso senti sotto i polpastrelli morbido ed umido di muschio, che ti riporta boschi quel microcosmo di vita minuta abbrancato sulla pietra antica.
Ti capita che mentri batti letterine sulla tastiera t'arrivi ritmico rumore dal piano di sopra di D.e A. che stanno palesemente scopando e con gusto, e quel suono buono e vivo ti fà compagnia portando sorrido.
E quando la sera, segnata la pagina, posato il libro, spenta la sigaretta, gli occhi chiusi, la testa affondata nelle piume economiche di Ikea, ti tornano colori, suoni, odori, superfici, e t'addormenti con buon senso di vita andando incontro a sogni che non sai.
Bisogna nutrire i nostri sensi, tutti, per andare con sorriso incontro ai sogni della notte.
maria

*olio su tela di Roberta Orecchia
postato da: mariaprivi alle ore 23:13 | link | commenti (17)
categorie:
domenica, 03 dicembre 2006

Costi di ricarica dei cellulari. Anomalia tutta italiana.

ULTIMISSIMA: ALLE 15.30 SU REPUBBLICA RADIO & TV
 
Oggi giovedi' 7 Dicembre alle ore 15.30 andrà in onda su Repubblica Radio & TV all'indirizzo http://repubblicaradio.repubblica.it/home_page.php un'intervista registrata fattami per la trasmissione Consumi & Costumi. Si parlerà di telefonia e quindi anche di costi di ricarica.
Parteciperà alla trasmissione, tra gli altri, il Presidente dell'AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni) Corrado Calabrò.
 
Vi invito a partecipare numerosi inviando e-mail o chiamando in trasmissione per far sentire la Vostra, la Nostra voce, a colui (Calabrò appunto) che deve intervenire per abolire quest'anomalia tutta italiana!
 
Grazie per il Vostro sostegno!
 
Andrea D'Ambra
Promotore della petizione contro i costi di ricarica
http://www.aboliamoli.eu
 
Quante cose da scoprire.
Ogni volta che effettuiamo una ricarica telefonica paghiamo una non-tassa in più.
Quei 2, 3, 5 euro che paghiamo oltre il costo effettivo della ricarica sono un balzello solo italiano voluto dal cartello dei gestori telefonici, non sono tasse, ma una rapina da cui non possiamo difenderci.
Su questo sito http://www.aboliamoli.eu/ è possibile firmare una petizione alla
COMMISSIONE EUROPEA

Conserviamo le ricevute delle ricariche effettuate, potremo richiedere i rimborsi (dicono).
postato da: mariaprivi alle ore 20:55 | link | commenti (34)
categorie: appelli, telefono, comunicare
venerdì, 01 dicembre 2006

Le paure 2. AIDS.


L'AIDS in Italia uccide di meno.
Un dato parzialmente confortante.
Non so quanto possa confortare la brava moglie incinta che ha scoperto di avere l'AIDS e di averlo trasmesso al suo bambino per una scappatella brasiliana da congresso di lavoro del marito brava persona, non so quanto possa confortare chi l'aids se l'è preso per trasfusione ospedaliera o per gammaglobuline.
L'Aids uccide "innocenti" in Africa e non solo.
L'aids uccide oggi meno tossici, meno puttane, meno omosessuali perché hanno imparato a difendersi dall'aids, se non dalla vita.
L'AIDS è come il fuoco amico, uccide e basta.
Confortante è che comincia a curarsi e che cominciano ad esserci vaccini efficaci.
Più soldi alla ricerca, più ricercatori liberi alla ricerca.
Maria
(questa è una paura che gli italiani hanno dimenticato)
post amico da Giulia.
postato da: mariaprivi alle ore 20:07 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, vita, appelli, sesso, ricerca, costume, ospiti