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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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giovedì, 23 febbraio 2006

Come muore la mia terra. di Alex

.: Come muore la mia terra (post incazzato nero) :.
giovedì 23 febbraio

(colonna sonora: Goblins - Profondo rosso)
 
Premessa.
Potrei sistemarlo meglio, togliendo qualche parolaccia e i riferimenti alle persone, e farne un buon articolo per AltreNotizie, o per il miglior offerente o per chi che sia. Ma non posso. Per farlo con taglio "giornalistico" dovrei essere più "freddo" nella narrazione, ed osservare le cose... non dico dall'esterno, ma quanto meno obiettivamente e soprattutto senza farsi trascinare dalle emozioni. E non posso.
Perchè sono coinvolto. Non personalmente, ma molto da vicino.
Proprio perchè sono coinvolto, preferisco di proposito un taglio personale. Un taglio da blog. Un taglio incazzato.
 
Sabato 18 febbraio 2006. Località imprecisata della provincia di Napoli, dove ho approfittato della mia augusta presenza per visitare dei vecchi amici persi di vista alla fine del secolo scorso (eh, ero giovane all'epoca...). Ci ritroviamo seduti, come un tempo, sul solito muretto, con la solita birra. Molti di noi non ci sono. Non ci sono più.
 
Giorgio: "Alex, non sai di Raf, vero?"
Io: "No... non lo vedo dal 1999. Come sta?"
Giorgio: "E' andato..."
Io: "Porc#@ Come caz! Quando?"
Piero: "Tre settimane fa. Non abbiamo neanche avuto la testa per mandare sms a voi che siete via, per avvisarvi dei funerali..."
Io: "Merda... adesso aveva... 33 anni, vero?"
Tiziana: "Già. 33 anni, ed una bambina di due."
Io: "....." (sorso di birra)
Giorgio: "E Rob... sai di Rob?"
Io: "Eh no cazzo! Non può essere andato anche lui! L'ho sentito per mail tre mesi fa!"
Giorno: "No non è andato, non ancora, ma manca poco. E' spacciato..."
Io (sorso di birra): "Ma è del '76... merda... in tre mesi?"
Tiziana: "No. In uno. Un mese solo."
Piero: "Già..."
Tiziana: "Ale... sai che.. sta toccando a me? Ho già finito tutti gli accertamenti... sto messa proprio come stava messa Robby due anni fa."
Io: "...."
Giorgio: "Hai fatto bene ad andare via, col senno di poi...", pausa poi mi fissa negli occhi quasi con rabbia, e urla verso di me: "ma che cazzo ci torni a fare, qui??"

 qui taglio vedi alex ed inserisco un aggiornamento da www.altrenotizie.org

LA DISCARICA DELLA SALUTE
 
 Mercoledì, 01 Marzo 2006 - 00:22 -
di Alessandro Iacuelli

 Nell'estate 2004, il dottor Alfredo Mazza, ricercatore in Fisiologia Clinica del CNR a Pisa, ha pubblicato sulla prestigiosa rivista medica "The Lancet Oncology" un suo agghiacciante studio sull'incidenza tumorale in Campania. I risultati degli studi e delle analisi effettuate dal ricercatore furono anche pubblicate su quasi tutti i quotidiani italiani. Nello studio, ci si riferisce ad un'area di 12 comuni, compresi tra Acerra, Pomigliano d'Arco, Nola e  le falde settentrionali del Monte Somma, facente parte del Parco Nazionale del Vesuvio. In quest'area vivono oggi circa un milione di persone. Statistiche alla mano, Mazza mostra come l'indice di mortalità per tumore al fegato ogni 100.000 abitanti sfiora il 35.9 per gli uomini e il 20.5 per le donne rispetto a una media nazionale che è del 14. Questo in un quadro generale che assegna alla zona un indice di mortalità mediamente più elevato anche per altre forme di cancro.  Le cause sono certamente molteplici. Per cercare di farsi un'idea occorre guardare indietro nel tempo e tornare agli anni dello sviluppo industriale della zona, che fino ai primi anni '70 ha visto un'economia completamente basata su agricoltura ed artigianato. Solo nel 1972 entra in produzione il grande stabilimento AlfaSud di Pomigliano d'Arco, oggi Fiat Auto, senza che dal punto di vista sanitario si osservasse un aumento di certi tipi di malattie.  Solo con l'apertura dello stabilimento Montefibre ad Acerra si rileva (e tra l'altro nel giro di pochi anni) una prima impennata dei casi di tumore e dei morti di cancro nella zona.  Nel giro di pochi anni, si è cercato di correre ai dovuti ripari, impegnando la direzione di Montefibre (leader nel settore dell'Acrilico), ad usare solo resine non inquinanti.

Poi, tra il 1990 e il 2000, i morti di cancro sono improvvisamente raddoppiati, ma dietro questa seconda impennata stavolta c'è l'ombra lunga della camorra: un numero imprecisato di discariche illegali, senza alcun controllo, dove viene scaricato nottetempo di tutto, dal chimico al radioattivo.  Non è certo lo stoccaggio abusivo l'unica attività illegale inquinante, visto che si sta anche verificando qualche caso di "riciclaggio abusivo". Di recente è scoppiato lo scandalo con il cosiddetto "caso Pellini": una storia che ha dell'incredibile portata alla luce dalla Procura della Repubblica di Napoli dopo due anni di indagini, con l'arresto di 13 persone tra cui diversi sottufficiali dei Carabinieri ed i gestori della ditta Pellini di Acerra. Dal Veneto, in particolar modo da Porto Marghera, arrivavano ad Acerra fanghi tossici e rifiuti di ogni tipo, soprattutto chimici, che la ditta Pellini stoccava e rivendeva come fertilizzanti che finivano per fertilizzare i terreni agricoli. Il tutto, secondo le accuse della Procura, con la complicità dei Carabinieri di Acerra..

Oltre questo caso-limite, il problema quotidiano rimane oggi quello delle discariche abusive.  Il più grave dei pericoli derivanti da tali discariche è sicuramente quello dell'inquinamento del suolo e quello delle acque. L'inquinamento del suolo è determinato dal fatto che per la legge italiana non si può costruire su zone adibite a discarica legale. Molto spesso, i materiali di risulta degli scavi di fondamenta di edifici o quelli di smaltimento dei rifiuti vengono invece utilizzati come compattamento per le strutture fondiarie, o comunque per le fondamenta di altre strutture edilizie abusive. Il che significa che molte delle strutture abusive vengono costruite su ex discariche abusive. Perché? Perché con questo materiale si cementa tutto e ciò non consente di verificare in un secondo momento la presenza della discarica e questo, a distanza di tempo, si concretizza in danni per la salute dei cittadini. Per non parlare dell'inquinamento sia delle falde acquifere che delle acque superficiali. Il più celebre caso di questo tipo è nel casertano: 80.000 metri quadrati di discarica abusiva a cielo aperto che riversava grossi fusti tossici nel fiume Volturno, inquinato ed ormai ecologicamente quasi irrecuperabile.

Le modalità tipiche dello scarico sono le seguenti:  1) I camion carichi di rifiuti giungono, nelle ore notturne, in corrispondenza di buche, spesso ex cave a loro volta abusive di sabbia e materiali per l'edilizia; Le buche vengono riempite di rifiuti e poi vengono immediatamente coperte. Inutile precisare che questo tipo di scarico comporta gravi infiltrazioni indirette di sostanze tossiche sia nelle falde acquifere sia nel terreno.  2) I fanghi di depurazione e i rifiuti industriali liquidi, formalmente destinati a impianti di depurazione e riciclaggio, sono versati direttamente nel terreno, con conseguenze gravissime.

Recenti analisi chimiche dei terreni hanno evidenziato alte concentrazioni di diossina, mercurio, arsenico, amianto. Migliaia di persone sono esposte a sostanze tossiche per decenni. Tutto è contaminato: gli agenti inquinanti nell'aria, nell'acqua e nei prodotti della terra sono ben al di sopra dei livelli consentiti.

Rifiuti tossici quindi, (alla base della diffusione non solo dei tumori, ma anche di allergie ed asma fin dall'infanzia), gestiti dalla criminalità organizzata. Le Amministrazioni locali lo sanno. Di conseguenza, presumibilmente, lo sa anche lo Stato. Ma sono dieci anni che non si interviene e non si capisce come mai. Questa mancanza di intervento, ha continuato a dare alla popolazione locale l'idea che "lo Stato non c'è", ad alimentare la sfiducia nelle istituzioni e nelle Amministrazioni.  Le uniche campagne di sensibilizzazione sono state fino ad oggi quelle delle A.S.L. locali, pertanto campagne di tipo sanitario, con cartelli e manifesti che recitano "Tra i 20 e i 40 anni il rischio leucemie e linfomi è più elevato", ed inviti a svolgere controlli preventivi.  Il problema viene quindi trattato come emergenza sanitaria, mentre a livello politico viene negato ogni problema a monte di quello sanitario. Come se questa incidenza di morti fosse una casualità statistica.

Lo smaltimento dei rifiuti, in particolare di quelli tossico-nocivi, come quelli chimici, ospedalieri, industriali, è diventato oggi una delle maggiori fonti di lucro per la criminalità organizzata. La Campania detiene il triste primato del fenomeno dell'ecomafia (spesso legato all'abusivismo edilizio, dove cave abusive diventavano facilmente discariche abusive e poi palazzine abusive), seguita poi da Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata; ma il fenomeno si sta rapidamente estendendo a tutta Italia.  Emergenze rifiuti vengono orchestrate periodicamente e questo è assolutamente inspiegabile, visto che si è di fronte ad una situazione cronica, non certo ad emergenze temporanee, con il chiaro scopo di esasperare e mantenere sotto ricatto la popolazione. Anche l'inceneritore di Acerra nasceva nel modo peggiore: un impianto di concezione obsoleta, con inadeguati piani di smaltimento delle ceneri, CDR (combustibile derivato da rifiuti, le cosiddette "ecoballe") inadatto e potenzialmente pericoloso, perché non differenziato. Dietro tutto questo, il drammatico, consueto, micidiale mix di collusioni, disinformazione e paura.  E' importante notare come negli anni ci sia stato uno spostamento degli interessi dell'ecomafia dall'attività di smaltimento dei rifiuti - intesa come gestione delle discariche abusive - al controllo degli appalti di smaltimento ed all'associazione con le strutture amministrative che governano questo tipo di appalti. In questo senso, siamo quindi, in presenza di un'evoluzione dell'ecomafia. Evoluzione che non viene fronteggiata. Anzi, è un'evoluzione che ha trovato "impreparati" i legislatori.

I rifiuti non interessavano a nessuno fino a quando non ci si è accorti che, con il miglioramento anno dopo anno della legislazione, soprattutto comunitaria, in materia ambientale, smaltirli costa molto. C'è oggi un notevole interesse economico nel cosiddetto "affare dei rifiuti": lo smaltimento dei rifiuti inerti costa circa 7 centesimi di Euro al Kg: se si sommano tutti i rifiuti illegalmente depositati, scoperti e messi sotto sequestro nel 2004 dai vari corpi delle forze dell'ordine, si arriva ad una quantità di rifiuti stoccati abusivamente di ben 8 milioni di tonnellate! Pertanto ci si aggira su cifre dell'ordine dei seicento milioni di Euro e, ovviamente, si parla solo delle discariche scoperte e sequestrate, senza quindi inserire nel conteggio i proventi del fitto "sottobosco" illecito e mai scoperto.  I dati del 2004 sui rifiuti nocivi danno un quadro per certi versi peggiore: quelli sequestrati ammontano a 1,8 milioni di tonnellate, ma il loro costo di smaltimento è quasi dieci volte quello degli inerti: 60 centesimi di Euro al Kg. In ogni caso, si tratta di un giro d'affari che ha attirato l'attenzione di tutti i clan camorristici del napoletano.  La criminalità organizzata è dunque intervenuta dapprima nello smaltimento abusivo, poi si è allargata al coinvolgimento della pubblica amministrazione, al condizionamento degli appalti per poter ricevere e gestire le strutture di discarica legali, infine al controllo delle società di smaltimento dei rifiuti stessi. Successivamente tali attività sono state utilizzate come strumento di copertura di traffici illeciti e per effettuare riciclaggio di denaro sporco. Che aumenta, come tutti i tumori.

da qui continua il post di Alex del 23 febbraio

Cerchiamo di capire da dove viene questo scempio.
 
Era il 31 agosto 2004, quando il dott. Alfredo Mazza, ricercatore in Fisiologia Clinica del CNR, riuscì a pubblicare sulla prestigiosa rivista "The Lancet Oncology" il suo studio, considerato agghiacciante da tutti gli oncologi anglosassoni. In Italia, invece, salvo qualche articoletto su "La Repubblica", non ha avuto effetti agghiaccianti, soprattutto non ha avuto conseguenze a livello politico. Già, perchè in quel lavoro si parla di Italia, ed in particolare si dimostra, statistiche alla mano, come in un pezzo di provincia di Napoli, da Acerra a Nola e Marigliano, passando per Pomigliano d'Arco, si muore di cancro molto di più che nel resto d'Italia, anzi molto più che nel resto d'Europa.
L'elevata densità di popolazione, porta a quasi un milione di persone il conteggio di chi vive nell'area, di questo milione di persone, l'indice di mortalità per neoplasie al fegato si attesta al 35% per gli uomini ed al 20.5% per le donne, contro una media nazionale del 14%. Una vera e propria strage continua.
Attenzione: 35% significa mortalità maggiore dell'infarto.
 
Le cause? Di sicuro molteplici. Per scoprirle basta guardare indietro nel tempo, e tornare agli anni dello sviluppo industriale della zona.
Nonostante la presenza nell'area di altri complessi industriali molto grandi, primo tra tutti quello della Fiat Auto di Pomigliano d'Arco, ex Alfasud, non si è mai rilevato un aumento di certi tipi di malattie. Solo con l'apertura del Polo Conciario della Montefibre ad Acerra si rileva, e tra l'altro nel giro di pochi anni, una prima impennata dei casi di tumore e dei morti di cancro nella zona (già perchè poi ci sarà anche una seconda impennata).
Acerra, nota per essere il paese che diede i natali a Pulcinella, dove l'inquinamento da diossina è talmente alto da risultare non compatibile con ogni forma di vita, ha invece ben 46.000 abitanti. E' lì che c'è la Montefibre.
Fino a pochi anni fa, ci passavo spesso nei pressi di quella fabbrica, con le sue ciminiere che emettono fumo denso di colore arancione, pieno di polveri che si depositano poi sui terreni. Tutta illuminata di notte, la si vede bene dall'asse autostradale che collega la Napoli-Roma con Nola.
 
Poi, nell'ultimo decennio del XX secolo, i morti di cancro sono improvvisamente raddoppiati (seconda impennata), ma dietro questo aumento del tasso annuo di strage c'è l'ombra lunga della camorra: 5.000 discariche illegali, senza alcun controllo, dove viene scaricato di tutto, dal chimico al radioattivo.
Pochi giorni fa, la punta d'iceberg con il caso Pellini: una storia che ha dell'incredibile e portata alla luce dalla Procura della Repubblica di Napoli dopo due anni di indagini, con l’arresto di 13 persone tra cui diversi sottufficiali dei Carabinieri ed i gestori della ditta Pellini di Acerra.
Dal Veneto, ed in particolar modo da Porto Marghera arrivavano ad Acerra fanghi tossici e rifiuti di ogni tipo soprattutto chimici, la ditta Pellini li stoccava e li rivendeva come fertilizzanti, il tutto con la complicità dei Carabinieri di Acerra. Fertilizzanti che finivano per fertilizzare i terreni dove si coltiva l'insalata venduta poi nei mercati. Per approfondire questa notizia rinvio ai maggiori quotidiani o a VAS Campania
E' un solo caso scoperto. Nel frattempo continua lo stoccaggio abusivo di rifiuti chimici, sepolti nel terreno, in tutta l'area, ma anche le vere e proprie discariche a cielo aperto, sotto gli occhi di tutti. Volete che vi porto a vederne qualcuna? Posso anche organizzare un giro turistico.
Recenti analisi chimiche dei terreni hanno evidenziato alte concentrazioni di diossina, mercurio, arsenico, amianto.
Come lo stesso dott. Mazza ha dichiarato, "migliaia di persone sono state esposte a sostanze tossiche per decenni. Tutto è contaminato: gli agenti inquinanti nell'aria, nell'acqua e nei prodotti della terra sono ben al di sopra dei livelli consentiti. E' una emergenza: io stesso ho perso diversi amici colpiti da tumore. E non c'è dubbio che dietro quelle morti ci siano i rifiuti tossici".
Peccato che, dopo la pubblicazione di Mazza, vari istituti ministeriali si siano dati da fare per contestare i suoi dati, le sue statistiche, per smontare la sua analisi...
Rifiuti tossici, dicevamo, gestiti dalla criminalità, e le Amministrazioni locali lo sanno. Di conseguenza, presumibilmente, lo sa anche lo Stato. Ma sono decenni che non si interviene, dando luogo a più di un sospetto di collusione. Scusateci se ad un certo punto diventiamo sospettosi. Non è sfiducia nelle istituzioni, no, per carità.. ma se permettete il dubbio di collusione viene, prima o poi.
A dire il vero qualcosa si è fatto: camminando nell'atrio della sede A.S.L di uno dei comuni della zona, mi sono imbattuto in un Avviso al pubblico che recita testualmente: "Tra i 20 e i 40 anni il rischio leucemie e linfomi è più elevato", ed invita a fare controlli preventivi.
Il problema viene quindi trattato come emergenza sanitaria, viene negato ogni problema a monte di quello sanitario. Come se questa incidenza di morti fosse una casualità statistica.
Per approfondire, dati di mortalità oncologica ISS (si contestano i dati di Mazza!).
 
Altro passo indietro. Di circa un anno. Sabato 15 gennaio 2005
 
Passeggio per un corridoio al sesto piano dell'Istituto Nazionale per la lotta ai tumori "G. Pascale" di Napoli, mi guardo attorno. Non c'è un solo letto libero. Infermieri vari corrono da una parte all'altra a infilare e sfilare aghi, sostituire bocce di chemioterapici vari, principalmente taxolo, un medico bestemmia in un angolo. Il reparto è affollato più affollato di quelli degli ospedali normali.
Dopo un po', volendo capire qualcosa, riesco ad attaccare discorso con un giovane ricercatore, più o meno mio coetaneo, fermatosi con me su un balcone a fumare.
Io: "Ma... sempre così tanta gente?"
Lui: "E' poca."
Io: "Come poca? Non ci sono letti liberi. Ho girato tutte le stanze."
Lui: "Appunto. Se avessimo più stanze e più letti, allora sì vedresti quanta gente ha bisogno di noi."
Io: "Quindi vivete in emergenza sanitaria continua..."
Lui: "Ma quale emergenza sanitaria! Dai! Mica è un'epidemia! Il cancro non è un virus. Se la percentuale di cancro sale troppo non è emergenza sanitaria, è emergenza sociale."
Io: "Ma... scusa... emergenza sociale lo sarebbe, se tutta questa gente venisse dallo stesso posto..."
Lui: "Acerra, Pomigliano, Sant'Anastasia, Marigliano, Nola, Brusciano, Mariglianella. l'80% dei ricorverati viene da questi Comuni, che sono tutti vicini tra loro. Il rimanente 20%.... è quella percentuale normale, nella media nazionale."
Io: "Ok. E' emergenza sociale."
Lui: "E sai quanti siamo? La metà di quanti dovremmo essere, come personale medico".
Io: "E... perchè?"
Lui: "Perchè questo Istituto è una Fondazione, il Ministero sgancia sempre meno soldi, visto che si preferisce finanziare le cliniche private, e ci dobbiamo reggere sulle donazioni".
Io: "Beh... magari qualcuno che qui da voi guarisce... magari qualche donazione ve la fa..."
Lui: "Col cazzo. La gente che guarisce mica capisce che è guarita grazie alla terapia. Buttano i soldi in viaggio e alberghi e vanno a Lourdes o a Piazza San Pietro. Se li dessero alla ricerca, quei soldi, staremmo molto più avanti."
Io: "La ricerca va piano, vero?"
Lui: "Vieni con me, ti porto nella mia stanza, ti faccio vedere una cosa su internet. Una cosa successa due anni fa".
Mi fa vedere un trafiletto del Resto del Carlino, che ho ritrovato, sta qua, ma lo copio/incollo per chi è svogliato e non vuole cliccare:
"NAPOLI — La banca dati con le ricerche scientifiche sulla lotta ai tumori è stata trafugata all'Istituto Pascale di Napoli: nei tre computer rubati le informazioni sull'attività della Fondazione per la cura del cancro. Il furto ha provocato il blocco delle attività di ricerca. Si tratta del terzo colpo in venti giorni. Tra le ipotesi la pista racket: obiettivo il ripristino della vigilanza."
 
Intanto la gente continua a morire, giorno dopo giorno, la malavita continua a lucrare, lo Stato non si sa se c'è e da che parte sta, visto che l'unico intervento ad Acerra è stato il tentativo di metterci un inceneritore, e infine, dulcis in fundo, i carabinieri sono stati arrestati dalla polizia giudiziaria perchè collusi con la camorra. Bel quadretto, direi.
Sull'inceneritore è già stato scritto di tutto di più, dalle cose serie alle emerite stronzate, io ho sempre preferito non parlarne, vorrei andare al nocciolo del problema.
Eh no. Sabato 18 febbraio, dopo il bollettino di guerra datomi dai miei vecchi amici, ho deciso che volevo capire qualcosa... qualcosa di più...
 
Sabato 18 febbraio 2006. Sera, dopo cena
 
Sfruttando certe conoscenze fatte in gioventù, e trascinate nel tempo, sono andato di persona a premere il pulsante del citofono di casa dell'Assessore all'Ambiente di uno dei piccoli Comuni del "triangolo della morte", di sabato sera.

Mi ha fatto entrare in casa, e ci siamo accomodati su un divano, con una buona tazza di caffè.
Io: "Ciao T. come va?"
T.: "Alex!! Come va? Non eri a Roma?"
Io: "Già... a Roma. Per questo sono tra i sopravvissuti, solo perchè, per ironia della sorte, sono emigrato."
T. (vena sarcastica): "Ti riferisci per caso ai dati oncologici?"
Io: "Come hai fatto a indovinare?"
T.: "Perchè ho saputo di Robby e poi perchè in quanto sfigatissimo assessore all'ambiente di questo sfigato paesone di 25.000 anime, sto studiando il problema da due anni!"
Io: "E...??"
T.: "E.. nulla. Un cazzo."
Io: "In che senso?"
T.: "Ho detto 'un cazzo', mica pubblicherai questa intervista sulla testata dove scrivi?"
Io: "No sulla testata no, ma magari sul blog...."
T.: "Ok, sul blog sì. Ma non fare nè il mio nome nè quello del Comune!"
Io: "Affare fatto, ma ora spiegami questo fatto. Qui siamo a 10 Km e rotti da Acerra... non è che ci stiamo proprio addosso..."
T.: "Ma tu stai a Roma! Non hai idea, quando alla Montefibre è il turno di pulizia e lavaggio degli impianti.. non puoi sapere se si alza il vento qui cosa arriva! Ma non ricordi? Scusa, abitavi qui!"
Io: "E... non si può fare niente?"
T.: "Come fai? Vorrai mica chiudere Montefibre... mandi 20.000 famiglie, tra fabbrica ed indotto, sul lastrico..."
Io: "Ok, chiudere no.. ma non so, bonificare gli impianti... ed i terreni, convertire le produzioni più inquinanti..."
T.: "Lo abbiamo chiesto. Tutti gli assessori e i sindaci di 12 Comuni"
Io: "Risposta?"
T.: "Non c'è stata alcuna risposta. Siamo stati ignorati."
Io: "E delle discariche che mi dici?"
T.: "Qui nel nostro comune ce ne sono circa 8... tutte abusive."
Io: "E che ne sai? Scusa, sono abusive..."
T.: "Sono andato di persona a cercarle, con la macchina fotografica, e la planimetria dei terreni del Comune".
Io: "E le hai trovate..."
T.: "E sono anche stato invitato gentilmente ad andarmene."
Io: "Che ti hanno detto?"
T.: "Mi hanno detto 'sappiamo chi sei, dove abiti e soprattutto ricorda che sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli'..."
Io: "Ottimo! Quindi immagino che non hai avvisato i carabinieri?"
T.: "Certo che li ho avvisati! Ho parlato con due sottoufficiali!"
Io: "Risultato?"
T.: "Sono due di quelli arrestati per il caso Pellini. Collusi."
Io: "Amen. Possibili soluzioni?"
T.: "Beh, tu per te l'hai trovata... te ne sei andato. Fai andare via anche la tua famiglia, i tuoi conoscenti, tutti via di qui!"
Io (scaldandomi un po'): "No! Ti rendi conto? Non ha senso! Che facciamo lasciamo il deserto qui?? Se ce andiamo... significa che abbiamo perso, significa che hanno vinto loro!!!"
T. (urla, proprio come ha urlato Giorgio qualche ora prima): "Alex! Ma ti rendi conto? Fai il conteggio degli ultimi 10 anni: 100.000 morti in 12 Comuni, gli ospedali oncologici con la lista chilometrica di chemioterapizzati! Con una situazione del genere hanno già vinto loro!"
Non ho saputo rispondere.
L'assessore mi ha spiazzato. Sono rimasto in silenzio. Siamo rimasti in silenzio per qualche minuto. Poi T. ha ripreso a parlare, come se volesse in qualche modo consolarmi della sconfitta.
T.: "Che devo dirti... oramai, ti dico, statistiche del Comune alla mano, che c'è, e guarda che te lo posso dimostrare, un caso di cancro in ogni famiglia. Putroppo una neoplasia c'è anche nella mia".
Io: "Già. Anche nella mia. Prima c'era un carcinoma".
 
La prossima volta parlerò della Sicilia sud-occidentale, dove c'è lo stesso problema, anche se per motivi parzialmente diversi.
 
Ecco come muore la mia terra
 
Ale_Incazzato_Nero

altro post di approfondimento di Alex, del 24 febbraio titolo ricordo dei tempi passati e post del 27 febbraio Rieccomi_Cronache dall'interno dove Alex chiarisce numeri e documenti di riferimento


postato da: mariaprivi alle ore 21:56 | link | commenti (68)
categorie: mafia, costume, follia, ospiti

Cosa mangi?









http://www.themeatrix.com/italian/


concept e grafica di:
http://www.freerangegraphics.com/

e se avete ancora stomaco per andare avanti:
http://www.freerangegraphics.com/flash/fl_diamonds.html
un'altra animazione di questo studio grafico di giovani
http://www.freerangegraphics.com/,
gente che lavora con pensiero ed emozione.

Pensiero nuovo, intelligenza affettiva, creatività  che nascono da  motivazione autentica.



postato da: mariaprivi alle ore 14:46 | link | commenti (19)
categorie:
mercoledì, 15 febbraio 2006

Giochiamo alla passeretta con Federico Garcia Lorca.

Il magico Miskin mi manda questo gioiello di Federico Garcia Lorca:

Oh pajarita de papel!
Águila de los niños.
Con las plumas de letras,
sin palomo
y sin nido.

con questa traduzione:

mondo meraviglioso
dove un'uccellina di carta stampata
acquista la maestosità di un'aquila
le sue piume sono caratteri impressi
la sua solitudine per non avere
ne un compagno ne un nido
si dissolve nella gioia del bimbo.

Vi invito ad altre traduzioni/interpretazioni. La traduzione letterale credo risulti più o meno semplice per tutti.


L'angolo "al centro" dei poeti per gioco

O passeretta di papiro,
aquila dei nostri piccoli sogni,
le tue piume accarezzano
dolcemente come lettere d'amore,
senza nido e senza compagno
riempi col tuo silenzio le mie pagine bianche.
 

(Più che una traduzione è una follia! Ma mi ha ispirato gioco, nel senso più alto)
Melchisedec
e non poteva che essere il primo, il mio uroborico sposo
-----------------------

foglio di carta leggera
diventi aquila o passerotta
in mani compunte di bimbi
che forse
regaleranno alle tue ali narranti
le parole dei loro sogni
il piccolo nido
e il compagno
che ti manca.

divertissement... di una FataAttempata
(mica tanto attempata, ho scoperto l'età, molto più giovane di me, quindi: una pischella)

-------------------------

Vita meravigliosa,
sono un piccolo uccellino.
Scrivo per raggiungere la maestosità di un'aquila.
Le mie piume sono problemi
impressi nella mia solitudine
che si dissolve
nella gioia dei miei bambini.

di Linda
la nostra profumata Spighetta

-----------------------

Di carta! Piegata in forme d'uccellino da mani imperite di bimbi - piccoli d’essere umano.
Carta rapace, carta bianca immensa solo saltuariamente interrotta da lettere, non ancora parole: tracciate da mani di bimbi – piccoli esseri umani - che ancora non sono uomini: incompiuti, mai incompleti.

scrive Bolilla
pudibondo, lui dice ; )

------------------------

Con carta stampata creo un'aquilone,
lo guarderanno volare alto i bambini a naso in su,
sarà una passeretta, senza desiderio di passero, nè di nido.
Avrà ali di parole solo per volare.

di Maria
allusiva con gioco, visto che non avete voluto giocare  con me a  passere e passeri in un precedente post.
Troppo perbene i miei ospiti.

------------------------

Carta velina di origamo
diventi passera
diventi aquila
racchiusa nella mano
e un bambino
ti porterà lontano. 

di Giulia
amica poetica e complice

----------------------

Sei così bella stanotte.
il tuo affanno è più dolce del canto del passero
la tua pelle è come carta accartocciata in una gabbietta.
vola stanotte, ti apro la finestra se vuoi,
torna a sorridere, bambina, non voglio che piangi.
mi potrai scrivere da lontano se vuoi,
e lascerò stendersi tutto l'inchiostro delle mie penne,
per te.
mi potrai mandare una piuma col vento, se vorrai,
e ricambierò con piccole lettere ansiose.
non al postino, non alla zampa del piccione,
le affiderò.
non cercherò io la tua casa.
ti troveranno mentre plani,
sparse nel vento.

di One, che si è fatto desiderare.
-----------------------------------

Pajarita oh бумаги!
Орел детей.
С перями писем,
без
palomo и гнездя.

di Miskin
ed ora chi traduce il traduttore?
----------------------------------

Oh, aquila grande
Madre adottiva
Di bimbi!
Di figli tuoi non hai
Che parole scritte nel vento
E per nido l'aria
Senz'ala di compagno
Che ti sostenga!

Pure voli alto.
Orgogliosa
E ignara
Che troppo in alto ti spingeresti
Se non ti trattenesse
Quell'esile filo
Tra mani di bimbi.

di Leira
Leira generosa qui, acuta nel commento.
---------------------------------------

Vola leggero, cuore, vola
e questa notte fatti aquilone dagli artigli rapaci
per dare ali alle parole.

di Whois
che mette ali d'aquila, ma dice:
Partenza: dal bambino che c'è in te.
----------------------------------------


Un attimo di commento, giusto appena per tediare . Man mano ci stiamo allontanando dalla traduzione letterale, e questo mi piace perchè non si può tradurre un poeta. Ognuno coglie un suo filo vagamente autobiografico, diversi sentono, grazie a questi versi, attivarsi il bambino che è in loro, che sia il fanciullino pascoliano o la magia della percezione aperta, poco importa. Infatti:

Piccola passerina
sottile e impalpabile
volando nel cielo
trasformi in sogni
i cuori bambini

di Timeline, con delicatezza.
--------------------------

" Oh, passerina, passerina storna
che volasti col passero che non torna
come aquila t'immergi nel gioco di bimbi
fra parole di fili di carta e di coriandoli tinti..."

è uscita così..per gioco (chiedo venia a Pascoli):-)
Veradafne
---------------------------------------

Va' passeretta
vola in alto
porta lontano i miei sogni
come lettere
alle tue ali di carta li affidai
proteggili dal mondo
donali a coloro
che vorranno conoscerli

Jimmi Boccino
wow una presenza maschile, non che non siano graditi i contributi delle amichesorellecomplici, ma ci piace il confronto con la sensibilità maschile.
--------------------------------------------

Oh uccello carta - cartuccia
di inchiostro piumata
di infanti rapace
di nido privata
d'amore incapace

Ellade
Maschio, giocoliere. Il suo blog è spesso ricco di sorprese.
La sua interpretazione è noir.

------------------------------------------

Oh papera di carta
aquila per bambini
occhi per volare
piume per scrivere
dove il tuo compagno
dove il tuo nido

Map
tanto tempo che mancava ed ecco di nuovo Map. Bello "occhi per volare".
-------------------------------------------

Vola, vola passerotta
nel cielo infinito
segui la tua rotta
vola, vola, vola, vola
non ti arrendere
entra nella tua favola!

Giulia
E Giulia aggiunge per noi augurio di volo.
-------------------------------------------



Pajarida
GialloLibero
un bell'esempio di poesia visiva, come mi aspettavo da un collega, GL è un grafico.

------------------------------------------
Passerotta
costretta nel suo nido
volare non può
di carta son le ali.
Aquile sul suo capo
osserva librarsi nell’aria.
Chiude i suoi occhi
dissolve il suo nido
mille colori le sue ali
mille le piume
si tende
si lancia
vola.
Dimentica nel vento
la solitudine
di una passerotta
dalle ali di carta

Black
grrrrrrrrr e poi grrrrrrr, si è fatta desiderare toppo Whois: nessun commento.
Però ci piace.
-----------------------------------------

Aquila nei miei sogni sei piccolo passero, ora sei nido nei miei desideri, ora sei ali per abbracciarmi...o per farmi volare con te.

da Speedo

veloce ed emozionante. Grazie per il speedoabbraccio, matto che sei
----------------------------------------

alla Venditti

Passerotta
di carta leggera
voli alta nel cielo di Roma
e i bambini, i bambini
che oggi
cercano nel cuore
un posto, un nido, un compagno
riempiendo di lettere
un prato
a Villa Borghese...


alla De Gregori:

C'era un uccello
un uccello di carta
volava leggero
i bambini a inseguirlo
nè una casa nè un nido lui aveva
solo il suo volo
compagno di stelle
tra parole flautate
ed i tuffi nel vento

alla Cocciante

Vola
passerotta
vola
ma sei di carta
vola
aquila grande
vola
un bambino ha paura
vola
sulle parole
vola
sulle perdute parole
vola
senza un amico
vola
senza una casa
vola
non sei più mia
miaaaaaa..

di Masso
tre esercizi di stile in musica, alla maniera di...
--------------------------------


Passeretta delusa
testarda rincorri parole
che seccano infeconde
su sterile carta inudite.
Disilluse ambizioni di aquila possente,
amari guizzi di solitudine.
Instancabile rivendichi
fertile fiducia.
Passeretta prigioniera
di inutile reminescenza
di intonsa purezza infantile
libera le tue ali
comprendi come il vuoto del tuo nido
nessuna voce innocente
può raccontare.
Celebra il tuo volo tu sola
fiera smetti di essere muta.
Canta, passeretta, canta
la musica divina
dell'umido tiepido tuo recetto.
Dispensa doni
di silenzioso amore urlante
ricolma.

di FataAttempata
non bella, di più. Amara, eppure  generosa di piacere di vita, di coraggio, malgrado e comunque.
Brava Fata, in queste parole mi ritrovo e ti sono complice e sorella.


 Ó, papírový ptáčku!
 Orle dětí.
 S křídly z písmen,
 bez holoubka,
 bez hnízda.

di Atyka
un contributo che viene da lontano.

O passerella
che m'apri la strada a nuovi scompartimenti d'amore
dentro al treno lanciato della mia vita!

Tu che mi rechi sempre messaggi
intrisi d'ignoto e gocciolanti
del tuo miele d'oro

Tu che leggera e lieve come velina
nel tuo tessuto di filigrana
sei banconota rara
per acquistare l'oblio d'una notte
sul banco del Tempo

Tu membrana incandescente che m'accendi di lava la faccia
tu che sempre
mi conduci all'Altrove da me,
nel regno del mitico tempo e del rito

Adoro il tuo odore pene-trante,
profumo di dea marina e sapore inebriante che mi spalanca
le dolcezze di Diòniso

Tu frutto acerbo e frutto maturo
T'apro con sacra devozione
e suggo il nettare che per me gli Dei
crearono, per farmi schiavo devoto
d'Afrodite!

Tu passerella piccina che apri a me, novello Ulisse, l'antro di Polifemo.

Io come lui, declino il mio nome
quando mi chiedi chi io sia,
sulla tua soglia graziosa
"Nessuno" è il mio nome proclamo
nascondendoti il mio vero volto l'altezza e la dimensione
"Nessuno io sono"quando ancora ti sfioro ma appena mi inoltro deciso nella tua grotta selvaggia
tu esclami "TUTTO è il tuo nome
Barbaro Dio che m'accechi
la vista ed i sensi"

O passerella mia dolce,
o Schiuma ondeggiante di mare
dove s'arresta il naufragare
del tempo mio e dove s'apre un regno di luce e candele, d'incensi e di spezie

Passerella mia cara
ti contemplo ancora una volta
prima di tuffarmi in te per dimenticarmi di me!Conducimi ora, introducimi nel regno della dimenticanza del mio dolore

Aprimi il tempo della celebrazione

Tu aquila, fammi degno compagno tuo, volatile inquieto e instancabile.
Guidami dunque alle altezze, che da sempre contemplo e rimiro

Tu sei l'unico abisso cui aspiro
Tu l'unico ossigeno che mi brucia e insieme mi ridà, senza tregua,
nuovo respiro

Tu passerella,
regalami la strada della profondità
e fammici sprofondare per l'eternità!

di Carlo/Klimt
quasi un poema, generoso e con qualche nota autobiografica, se ben lo conosco.
----------------------------------------
Quanto mi piacete ragazzi!  Non è adulazione per portare acqua a questo mulino. Lo giuro. Mancano solo pochi ospiti all'appello,
e poi vorrei leggere Lunella.
Lunella non è ancora arrivata, ma attenzione UDITE UDITE qui si passa
dalla passeretta
al passerotto
ed è Mag ad iniziare:

Passerotto
Quando ho aperto le mie mani per guardarti
sei volato via.

(da una rivisitazione di una canzone di Ron)

mag

 
Nell'insieme queste poesie appaiono come una fila di uccelli in volo. Vero?
Maria
postato da: mariaprivi alle ore 15:35 | link | commenti (60)
categorie: poesia, emozioni, scrittura creativa, ospiti, ouroboro, miskin
martedì, 07 febbraio 2006

Sul volersi bene nei blog. Amicizia e amore tra realtà e virtualità. Mag e Maria (e ospiti)

Posso rompere un attimo il silenzio Maria ?

giuro che lo faccio in punta di piedi.. scivolando sulla neve senza lasciare traccia..

ma il tuo commento da me è troppo bello.. ed è un regalo prezioso.

Allora il mio piccolo tributo.. ad una donna generosa.. di sentimenti, di emozioni, di passione..

che senza saperlo, perchè non sempre serve sapere ma basta saper "sentire", ha sempre la parola giusta.

Ti abbraccio.

La tua amica mag.

Scema, avrei un bianchetto giusto giusto per riempire il tuo ed il mio bicchiere -i calici credo che mi si siano rotti, no ne son rimasti di spaiati, van bene così-.
Brindiamo allegre alla malinconia, all'essere sceme con intelligenza emotiva.
Brindiamo a parole che raccontano cose segrete e sdrucciolano e volano e incantano.
Brindiamo a quelli che se ne vanno senza coraggio.
Brindiamo al coraggio.
Brindiamo all'ottimismo di alzare un bicchiere brindando alla vita ridendo forte, ballando, ballando un girotondo Stella stellina la notte s'avvicina...
shhhhhhhhh
a presto amica, amica cara, amica sorella, a presto amica. Noi ci siamo.

http://www.webgraffiti.it/gif/amo02/amo035.gif
 

Maria

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Sulle parole e sull'ascolto, nel blog e non solo

Possibile volersi bene davvero, in un blog, senza aver mai visto la faccia dell'altra o dell'altro.
Ci si conosce, ci si riconosce, si impara a leggere dietro le parole, oltre le parole.
A volte succede che troviamo le parole giuste, spesso vengono da sole.
Altre volte no. Vorresti stendere una mano, dare una spintarella nella direzione giusta per aiutare quei primi difficili passi. Invece. A volte accade che dall'altra parte non si legge bene, non perchè non si voglia, ma perchè in quel momento le parole prendono altra strada dal significato che noi gli abbiamo dato o che credevamo di avergli dato. Dipende dall'ascolto, dalla capacità, anzi dalla possibilità, d'ascolto in quel momento.
Con Magg è sempre stato semplice comprendersi oltre le parole, nelle nostre diversità.
E non solo con Mag.
A volte il blog è terapeutico, a volte può essere distruttivo, dipende da noi.
Le parole senza i gesti, i sorrisi, i bronci o gli ammiccamenti. Solo segni immateriali, effimeri. Saper scrivere e saper leggere non è facile. Bisogna affidarsi ai nostri sensi segreti, comprendere con altro, oltre la razionalità, oltre la determinatezza delle parole.
Già la parola è riduzione di pensiero a discorso, quando il pensiero può essere tutto: idea, immagine, emozione.
Riportare il discorso al pensiero...difficile.
E quando il pensiero è emozione?
Bisogna saperlo leggere con la nostra emozionale.
Pe farlo occorre mettersi in gioco, abbattere paletti, aprire porte.
Ascoltare l'altro, l'altra con sensi aperti.  Oltre le parole, oltre le argomentazioni.
Non facile. Possibile.
Maria
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Provo a tirar le somme, dopo una nutrita serie di interventi

Provo a sintetizzare:
1) nei blog è più facile ingannarsi ed ingannare > sì e no.
2) nel blog è possibile l'innamoramento, l'amore no > c'è poi questa grande differenza?
3) l'innamoramento dura poco, dopo l'innamoramento quel che resta, se resta, è amore
4) i miei ospiti hanno diverso senso d'amore, dal tiepido al bollente.

Trovo strano che si continui a considerare il blog come il mondo degli inganni. E' un mondo dove ci possono essere inganni, come nella vita reale. Come nella vita, questione di tempo, il coperchio o lo schermo prima o poi saltano.
Chi inganna, qui, può defilarsi "senza sporcarsi troppo". Nella vita, invece...pure, più o meno. Dipende.

Rileggendo i commenti emerge chiaro il nostro bisogno di emozioni, di contatto, di relazioni affettive. Emerge anche il timore, emerge il desiderio di alcuni di mettere paletti.
Ora, per quanto la comunicazione virtuale possa essere limitata da assenza di fisicità, è evidentemente che l'uso creativo ed affettivo della parola, amplificato dal nostro desiderio di contatto e di emozione, può creare il miracolo del "volersi bene" nelle sue diverse accezioni: amicizia, innamoramento, amore, e pure calesse.
C'è un altro punto qui da considerare: il tempo.
Nella vita reale il tempo ci sfugge, le relazioni interpersonali non hanno modo -spesso- di svilupparsi attraverso il racconto.
Senza il racconto di noi e l'ascolto del racconto dell'altro non c'è modo di costruire il filo della relazione, sia essa affettiva od amorosa.
Ogni forma di affettività ci porta a raccordare a rimettere in discussione e poi a ricostruire l'organicità del nostro essere "noi stessi". Farsi voler bene significa anche volere più bene a se stessi, conoscere/riconoscere se stessi, mutare crescendo.
Il tempo lungo, riflessivo, meditativo del blog permette il racconto di sè e l'ascolto del racconto dell'altro.
Qui non siamo interrotti, qui i timidi possono raccontarsi meglio, qui ci sono permessi persino i silenzi, qui possiamo scegliere chi ascoltare.
Questo potrebbe essere molto pericoloso, solo perchè il blog non può sostituire la vita reale (sebbene in alcuni casi possa allargarsi -incontrandosi de visu- al reale).

Comunque VOLERSI BENE NEI BLOG è possibile, se non altro perchè avviene.
Ognuno di noi ne ha conferme, dirette od indirette.
Maria

postato da: Magg alle ore 10:28 | link | commenti (107)
categorie: amicizia, emozioni, ospiti, ouroboro