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La proposta di legge è articolata nei seguenti punti:
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Punto 1)
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Per consentire a 22 milioni di contribuenti, che non scelgono nè le opzioni religiose nè lo Stato, di poter fare una scelta laica, diversa.
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| Istituzione di un Fondo integrativo per finanziare le varie branche della ricerca. All'elenco vigente dei possibili beneficiari cui poter destinare l'8x1000 dell'Irpef, ovvero le opzioni tra cui il contribuente può scegliere di firmare in sede di dichiarazione annuale dei redditi, aggiungere: "ricerca scientifica" . | ||
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.Punto 2)
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Per essere certi che almeno una parte dell'8x1000 a gestione statale vada al Fondo per la ricerca scientifica.
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| All' art. 48 della legge 20 maggio 1985 n. 222, dopo le parole: “conservazione dei beni colturali” aggiungere: “ricerca scientifica”. Della quota 8x1000 a diretta gestione statale, una percentuale non inferiore al 20 per cento va aggiunto al Fondo derivante dal precedente punto 1). | ||
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.Punto 3)
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Perchè tra gli scopi di interesse sociale la ricerca è fra quelli di carattere prioritario.
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Al secondo comma dell' art. 47 della legge 20 maggio 1985 n. 222, le parole ”scopi di interesse sociale o di carattere umanitario” sono sostituite dalle seguenti: “ scopo di interesse sociale, di carattere umanitario e scientifico”. |
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.Punto 4)
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Per evitare che il governo di turno possa ridurre la dotazione statale annuale e rallentare il progresso della ricerca scientifica.
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Il Fondo per la ricerca derivante dall'8x1000 dell'Irpef, si intende integrativo e non sostitutivo del finanziamento statale che ogni anno viene previsto nella Finanziaria. Pertanto, nelle finanziarie successive all'approvazione della presente proposta di legge, detto finanziamento statale non dovrà essere inferiore a quello stabilito nell'ultima finanziaria precedente l'approvazione della legge medesima. |
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.Punto 5)
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Perchè chi finanzia la ricerca con i propri soldi desidera verificare se ha fatto la scelta giusta. Ma anche per consolidare il rapporto di fiducia tra chi i soldi li investe e chi invece li spende. |
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| Si istituisce l'obbligo della trasparenza per tutti i beneficiari di finanziamenti statali e derivanti dall'8x1000. I contribuenti hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi per valutare se rinnovare o revocare la propria scelta. Pertanto, entro e non oltre il primo trimestre di ogni anno, pena la cancellazione irrevocabile dall'elenco dei beneficiari di danaro pubblico (8x1000 e fondi diversi), gli stessi devono presentare: a) il bilancio dimostrante come sono stati spesi i finanziamenti nell'anno precedente; b) il programma che intendono realizzare nell'anno successivo. I bilanci e i programmi di tutti i beneficiari ammessi dovranno essere riportati su un apposito sito web istituzionle, gestito e controllato dallo Stato. Detto sito dovrà essere pubblicizzato e messo bene in evidenza. | ||
| N.B. Non rientrano nell'obbligo della trasparenza di cui al presente punto 5) le fondazioni e le associazioni di ricerca non profit che non beneficiano di danaro pubblico di nessuno tipo, compreso l'8x1000. | ||
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.Punto 6)
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Per promuovere le donazioni volontarie da parte di più imprese senza penalizzare troppo le entrate dell'erario.
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| Donazioni volontarie e deducibilità fiscale. Al fine di rimpinguare il Fondo integrativo per la ricerca e di favorire il sostentamento delle fondazioni e delle associazioni no profit che si occupano di qualunque settore della ricerca, da quella bio-medica a quella tecnologica o di altro tipo, si riconosce la deducibilità fiscale totale delle donazioni. Le donazioni possono essere versate anche a più soggetti, purchè il totale importo annuo non superi la somma di 20.000 euro o il due per cento del reddito complessivo di chi dona. | ||


immagine postata da Maria
Giulia il festino di Alessandro è grandioso [a parte i testicoli di tigre e la frittura di unicorno,ahahah]
Maria
Ma Alessandro che amava i cavalli, come avrebbe mai potuto cibarsi di unicorno? Lance,urla,accerchiamento...noooooooo L'unicorno con un balzo si è dileguato ed ora gioca con ninfe e bambini in un post che non so, mentre Alessandro si fa una frittura di calamaretti. I coglioni non erano di tigre, ma d'asino (non che io abbia nulla contro gli asini, figuriamoci), un asino caduto in un dirupo mentre montava una somarella, un modo migliore di altri per morire.
Giulia
Mica scemo Alessandro l'onnipotente.... tranne che per la buccia di mela, io credo che fra i seni di Astarte abbia riscaldato un bel tost farcito doppio....che ridere! Certo morire in quel modo è un bel morire da asini!
Maria
Ma la somarella si è salvata, pianse un po' il suo asino dai grandi coglioni (lui, per fortuna si era ritratto, fu così che cadde, arretrando), poi partorì due gemelli, li chiamò Ale e Sandro in ricordo dei gran coglioni del marito, passati per bocca regale. Ale da grande divenne un cavallo da corsa all'indietro (vizio di famiglia), Sandro un cavallo vapore. La somarella si consolò con l'ippogrifo e partorì ippocampi.
Astarte cucinò ippocampi alle mele, ma le cadde una buccia in terra e su quella buccia la storia si conclude. Astarte si avvolse nella pelle dell'asino e nessuno più da allora la vide. Le mele sono pericolissime, ne sanno qualcosa Elena, Eva, il figlio di Guglielmo, quello di tell me, tell me...
Giulia
morale della favola: le somare si salvano sempre! seconda morale: non sbucciare le mele prima di mangiarle! altrimenti finisci con un pelle d'asinosenzacoglioni!
Un esempio di "quasi umorismo" nato spontaneamente, magari non fa ridere se non le protagoniste, però è capacità di battuta fantasiosa e spassosa. Ma l’umorismo è una cosa seria. Vivere è difficile e vivere con humour lo è ancora di più. Non c’è niente di più serio dell’umorismo. L’umorismo lavora sul senso del senso, cioè sul non senso. Non dice ma suggerisce, evoca, fa pensare: è il mormorio enigma del visibile invisibile che definisce il mondo e l’erotismo. Affinché l’umorismo possa continuare ad esistere è necessario che il senso distrutto abbia il tempo di rinascere. L’umorismo indica una direzione, imprime una spinta, permette all’uomo di mettersi in cammino, di superarsi, di andare verso terre sconosciute.
Cos’è veramente l’umorismo?
Giulia



Certo metto la cravatta di ieri,

