chissà

parole, paradossi, cose vecchie, cose nuove, alberi, incontri, scontri, cose piccole, chissà

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Blogger: mariaprivi
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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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lunedì, 30 gennaio 2006

Silenzio. Intervallo. Croce e seggio elettorale.


Tombe di immigrati clandestini naufragati sulle coste della Spagna
 foto di manuel Colon.
Un gesto di pietà, queste croci graffite nel cemento, un gesto amorevole che cancella l'identità religiosa di questi neri, probabilmente musulmani, giunti cadaveri sulle coste della Spagna.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Crocifisso nel seggio elettorale. Protesta civile di un amico di un amico

RACCOMANDATA A.R.
A: Carlo Azeglio Ciampi
Presidente della Repubblica - Palazzo del Quirinale - 00184 Roma
A: Giuseppe Pisanu
Ministro dell’Interno - P.le Viminale – 00184 Roma
A: Flavio Zanonato
Sindaco di Padova - Via del Municipio, 2 - 35121 Padova
A:’Ufficio Elettorale Comune di Padova - P.zza Capitaniato, 19 - 35121 Padova
A: Giancarlo Galan
Presidente della Regione Veneto - S. Marco, 2321 - 30124 Venezia (VE)
A: Vittorio Casarin
Presidente della Provincia di Padova
Palazzo Santo Stefano, P.zza Antenore, 3 - 35121 Padova

Oggetto: RESTITUZIONE TESSERA ELETTORALE
CAUSA PRESENZA DEL CROCIFISSO IN MUNICIPIO
Sono pervenuto alla decisione di restituire la tessera elettorale all’ufficio competente del comune di
Padova, sede di mia residenza, privandomi del diritto-dovere del voto. Mi asterrò dal partecipare ad
ogni scadenza elettorale fintantoché, presso i locali dell’ufficio elettorale, non sarà rimosso il
crocifisso, simbolo dell’universalismo cattolico, che, in quel luogo, contraddice l’identità laica e
garantista dello Stato. Ritengo molto grave l’affissione di un simbolo confessionale di parte nel
luogo che, altrimenti, dovrebbe accogliere il ritratto del Capo dello Stato o il tricolore, simbolo
dell’Italia.
Tra le più gravi, esprimo due considerazioni:
La Cei, organo dei vescovi in Italia, e lo stesso Vaticano non rinunciano ad orientare le scelte
politiche dei cattolici, ponendosi, in questo modo, in una evidente posizione politica di influenza,
incompatibile, quindi, con la neutralità di un ufficio pubblico.
Sul piano della coscienza civile, è intollerabile la condivisione da parte di una istituzione pubblica
di un messaggio che dichiara in modo esplicito il diritto morale del genitore – nelle vesti divine – di
incarnare e far sacrificare il figlio per la inopinata “salvezza” dei cattivi e dei violenti!
Il significato ambiguo del martirio cristiano è una pedagogia perversa rivolta all’influenza concreta
degli affetti familiari, ed è causa di inevitabili introiezioni sadiche ed autolesive nei giovani. Poiché
ritengo che la civiltà sociale e la salvezza del singolo risiedano nell’educazione al rispetto ed alla
responsabilità di ciascuno, e non nel rito sacrificale di un debole, denuncio nel modo più fermo e
pubblico la preoccupante caduta di coerenza democratica nelle istituzioni.
Padova 20 gennaio 2006
- Allegata foto dell’ufficio elettorale del comune di Padova, sportello pubblico sulla cui parete è
affisso il crocifisso.
Firma
Dott. Aaaaaaaa Bbbbbbbbb
35100 Padova
-------------------

Mi trova concorde nel considerare incivile esporre un simbolo religioso in luoghi pubblici laici, segno palese di mancanza di rispetto verso credi diversi dal credo cristiano e verso i diversi laicismi ed ateismi.
Sul significato di Cristo e della croce posso concordare o non concordare, ma è ininfluente rispetto al caso.
Di certo l'esposizione del simbolo del Cristianesimo da parte delle istituzioni nei pubblici uffici è segno fuoriluogo ed inopportuno di condivisione pubblica e di appartenenza, laddove lo stato non può essere che laico e laicamente rapportarsi ai cittadini tutti.
postato da: mariaprivi alle ore 17:11 | link | commenti (65)
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domenica, 29 gennaio 2006

Niente da dire.

Silenzio.
C'è ricchezza nel silenzio di parole.
Ad occhi chiusi sentire dentro.
Ad occhi chiusi vedere immagini mentali.

Ascoltate altro, guardate fuori dalla finestra, scendete in strada.
Forse c'è un parco vicino a voi, forse uno squarcio  di vista che permetta di guardare lontano.
Forse c'è qualcuno con cui parlare guardandosi in faccia, forse c'è una carezza da poter dare.

Spengo il computer.
postato da: mariaprivi alle ore 08:24 | link | commenti (27)
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giovedì, 26 gennaio 2006

L'antimafia, Rita Borsellino

Tra tante urla, delusioni, amarezze che ci vengono dal panorama politico di questo nostro paese, stamattina ho letto nella Catena di Sanlibero questi due trafiletti portatori di speranza.
Ve li regalo.
________________________________________

Antimafia 1. La prima cosa che fece il generale dalla Chiesa, quando arrivo' a Palermo, fu di confiscare i pozzi con cui i mafiosi - che ammazzavano chiunque parlasse di dighe nuove - speculavano sulla mancanza d'acqua dei contadini. Il primo punto del programma della lista antimafiosa, adesso, e' quello di difendere l'acqua dei siciliani, riportandola sotto il controllo pubblico (adesso e' "privatizzata", sia pure non nella rozza maniera dei Greco e dei
Riina) e applicando un sistema tariffario che tuteli i contadini e non li costringa a mendicare l'acqua alle cosche. La "non-politica" Rita Borsellino ha individuato immediatamente il centro nevralgico della politica siciliana.

________________________________________

Antimafia 2. E' cominciato il lavoro per l'elaborazione delprogramma del governo antimafioso. Non verra' fuori da qualche testadi politico, ma da un processo lungo e democratico che coinvolgera' migliaia di siciliani. In ogni comune, in ogni area omogenea e alla fine nell'intera regione verranno messi in piedi dei "cantieri" (ognuno supportato da un gruppo di servizio specializzato) sui vari temi da affrontare. Chi vuole portera' qui i suoi contributi, le sue
proposte, i suoi cahiers de doleance.

I temi individuati sono dodici: Bilancio programmazione e politiche di sviluppo; Territorio, Ambiente e Sostenibilita'; Agricoltura e pesca; Industria, artigianato, commercio e cooperazione; Lavori pubblici, infrastrutture e trasporti; Politiche del lavoro, sociali e del terzo settore; Cultura, scuola, universita' e ricerca; Turismo e beni culturali; Sanita'; Legalita' democratica, diritti e partecipazione; Assetti istituzionali ed organizzativi e riforma dell'amministrazione regionale; e Pace, immigrazione, intercultura e cooperazione internazionale.

L'elenco, gia' di per se', e' "politico": delinea una Costituzione, piu' che un semplice programma elettorale. Critica: manca un tema importantissimo, quello dell'informazione libera (che in Sicilia e' assente) e del diritto ad accedervi da parte dei cittadini.
________________________________________
La "Catena di San Libero" e' una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro.
Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a:
riccardoorioles@sanlibero.it. La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L'autore e' Riccardo Orioles un giornalista professionista indipendente (ed un eroe dei nostri tempi, aggiungo io. M).

Puoi riprenderla su web, mail, volantini, giornali ecc, purche' non a fini di lucro. Puoi forwardarla ai tuoi amici. Se hai un sito o un blog puoi montarci la "Catena" e i successivi aggiornamenti.

|Parte dei suoi contenuti si possono trovare su www.antimafiaduemila.com, www.antoninocaponnetto.it, www.arcoiris.tv, www.articolo21.info

postato da: mariaprivi alle ore 12:57 | link | commenti (8)
categorie: mafia, costume, antimafia, ospiti, poveri cristi
martedì, 24 gennaio 2006

rabbia ed impotenza. Io e l'Auditorium

Ho avuto or ora una notizia che mi ha reso rabbiosa d'impotenza.
L'anno scorso all'Auditorium ad una vendita di beneficenza organizzata a Natale all'Auditorium Parco della Musica dal Comune di Roma sono caduta a causa di un laccio trasparente da pacchi lasciato per terra: braccio rotto ingessato, tutore ad una gamba ed a una mano per due mesi, lavoro perso, soldi spesi tanti, terapie, ed ancora non ho la mano efficiente, praticamente ho riportato un danno permanente.
Il mio avvocato, oggi mi dice: l'Assicurazione dell'Auditorium risponde che loro non sono responsabili, il Comune di Roma non è responsabile perchè ha concesso lo spazio per beneficenza, la responsabilità è degli esercenti (praticamente irrintracciabili), ergo me la prendo in quel posto e mi fa piuttosto malino.
Che paese il nostro paese.
Rabbiosa ed avvilita.
Maria
postato da: mariaprivi alle ore 18:28 | link | commenti (19)
categorie:
domenica, 22 gennaio 2006

8 x 1000, scienza e ricerca



l'8 per 1000 dell'irpef alla ricerca scientifica




Vi invito ad aderire ad una iniziativa a favore di un
disegno di legge che prevede la possibilità di devolvere l'otto per mille
dell'irpef alla ricerca scientifica
(attualmente puo essere devoluto solo

alle chiese o allo Stato).

Aderire alla raccolta firme è molto semplice, basta collegarsi al sito cliccando su:
www.clubfattinostri.it/8x1000/


Ci vogliono solo un paio di minuti.
è necessario raggiungere un milione di firme
CREDIAMOCI
-----------------------------------------------------
la legge attuale
LEGGE 20 maggio 1985 n.222 (la potete leggere nel sito www.clubfattinostri.it/8x1000/)

La proposta di legge
La proposta di legge è articolata nei seguenti punti:
Punto 1)
Per consentire a 22 milioni di contribuenti, che non scelgono nè le opzioni religiose nè lo Stato, di poter fare una scelta laica, diversa.
Istituzione di un Fondo integrativo per finanziare le varie branche della ricerca. All'elenco vigente dei possibili beneficiari cui poter destinare l'8x1000 dell'Irpef, ovvero le opzioni tra cui il contribuente può scegliere di firmare in sede di dichiarazione annuale dei redditi, aggiungere: "ricerca scientifica" .
. .
.Punto 2)
Per essere certi che almeno una parte dell'8x1000 a gestione statale vada al Fondo per la ricerca scientifica.
All' art. 48 della legge 20 maggio 1985 n. 222, dopo le parole: “conservazione dei beni colturali” aggiungere: “ricerca scientifica”. Della quota 8x1000 a diretta gestione statale, una percentuale non inferiore al 20 per cento va aggiunto al Fondo derivante dal precedente punto 1).
. .
.Punto 3) 
Perchè tra gli scopi di interesse sociale la ricerca è fra quelli di carattere prioritario.

Al secondo comma dell' art. 47 della legge 20 maggio 1985 n. 222, le parole ”scopi di interesse sociale o di carattere umanitario” sono sostituite dalle seguenti: “ scopo di interesse sociale, di carattere umanitario e scientifico”.

. .
.Punto 4) 
Per evitare che il governo di turno possa ridurre la dotazione statale annuale e rallentare il progresso della ricerca scientifica.

Il Fondo per la ricerca derivante dall'8x1000 dell'Irpef, si intende integrativo e non sostitutivo del finanziamento statale che ogni anno viene previsto nella Finanziaria. Pertanto, nelle finanziarie successive all'approvazione della presente proposta di legge, detto finanziamento statale non dovrà essere inferiore a quello stabilito nell'ultima finanziaria precedente l'approvazione della legge medesima.

. .
.Punto 5)

Perchè chi finanzia la ricerca con i propri soldi desidera verificare se ha fatto la scelta giusta. Ma anche per consolidare il rapporto di fiducia tra chi i soldi li investe e chi invece li spende.

Si istituisce l'obbligo della trasparenza per tutti i beneficiari di finanziamenti statali e derivanti dall'8x1000. I contribuenti hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi per valutare se rinnovare o revocare la propria scelta. Pertanto, entro e non oltre il primo trimestre di ogni anno, pena la cancellazione irrevocabile dall'elenco dei beneficiari di danaro pubblico (8x1000 e fondi diversi), gli stessi devono presentare: a) il bilancio dimostrante come sono stati spesi i finanziamenti nell'anno precedente; b) il programma che intendono realizzare nell'anno successivo. I bilanci e i programmi di tutti i beneficiari ammessi dovranno essere riportati su un apposito sito web istituzionle, gestito e controllato dallo Stato. Detto sito dovrà essere pubblicizzato e messo bene in evidenza.
N.B. Non rientrano nell'obbligo della trasparenza di cui al presente punto 5) le fondazioni e le associazioni di ricerca non profit che non beneficiano di danaro pubblico di nessuno tipo, compreso l'8x1000.
. .
.Punto 6)
Per promuovere le donazioni volontarie da parte di più imprese senza penalizzare troppo le entrate dell'erario.
Donazioni volontarie e deducibilità fiscale. Al fine di rimpinguare il Fondo integrativo per la ricerca e di favorire il sostentamento delle fondazioni e delle associazioni no profit che si occupano di qualunque settore della ricerca, da quella bio-medica a quella tecnologica o di altro tipo, si riconosce la deducibilità fiscale totale delle donazioni. Le donazioni possono essere versate anche a più soggetti, purchè il totale importo annuo non superi la somma di 20.000 euro o il due per cento del reddito complessivo di chi dona.
   
 
postato da: mariaprivi alle ore 09:35 | link | commenti (11)
categorie: ricerca, costume, 8 x 1000
domenica, 15 gennaio 2006

Profumi, arte e grafica



Opera di Jim Dine, se non erro.  Se sbaglio, mi correggerete.

Molti di voi sanno che insegno progettazione grafica, voi che ancora non lo sapevate, ora lo sapete. Della serie "se non lo sai, sallo!".
Bene, ho dato un compito ai miei studenti: devono ideare un'azienda, una marca, una linea di profumi che abbia qualcosa d'innovativo, qualcosa che nel mercato non esista già.
Al profumo potrebbe essere abbinato un altro prodotto, non necessariamente e direttamente affine.
Non facile, ma bello. Vero?
Alcuni miei alunni sono partiti dall'assunto che edonismo, cura di sé, desiderio di comunicare con segni esteriori di noi (come avviene attraverso il profumo) non siano in contrasto con amore di cose alte: poesia, letteratura, buona musica, arte.
Anzi!
Così hanno pensato a linee di essenze che partiranno proprio dall'universo letterario, poetico ed artistico per creare profumi che evochino proprio quei mondi e che trasmettano insieme con il sé della persona, il suo immaginario "colto", le sue passioni.
Un modo apparentemente indiretto di comunicare senso di sé.
L'altro aspetto è che, attraverso il profumo, alcuni possano incontrare e poi amare cose belle ed alte che non conoscano, come la musica classica, ad esempio, o la poesia.
Pensate ad un profumo che si chiami Mozart, che evochi mondi e melodie e ritmi motzartiani e che induca chi lo abbia annusato ad andarsi a sentire Mozart. Pensate ad un profumo che venga venduto insieme ad un cd con musica di Mozart o ad un altro venduto insieme alla poesia che evochi l'universo sinestetico degli aromi di Verlaine o di Neruda o di un autore contemporaneo.
Per questo vi chiedo aiuto, indicazioni di musica e poesia e letteratura e arte particolarmente sinestetica, che evochi essenze particolari, un bouquet di fiori e/o spezie e/o legni.
Indicazioni e spunti -che potrebbero essere anche originali, vostri- per i miei alunni, che poi li useranno secondo loro sentire: innanzitutto come fonte d'ispirazione, e in un secondo tempo come materia di comunicazione pubblicitaria.
Vi intriga?

(I poveretti dovranno lavorare in simulazione dall'ideazione dell'azienda alla comunicazione del prodotto fino al punto vendita).
postato da: mariaprivi alle ore 17:01 | link | commenti (61)
categorie: poesia, grafica, emozioni, arte moderna
martedì, 10 gennaio 2006

In lode della concretezza.



|Mia sorella non scrive poesie|
,

né penso che si metterà a scrivere poesie.
Ha preso dalla madre, che non scriveva poesie,
e dal padre, che anche lui non scriveva poesie.
Sotto il tetto di mia sorella mi sento sicura:
suo marito mai e poi mai scriverebbe poesie.
E anche se ciò suona ripetitivo come una litania,
nessuno dei miei parenti scrive poesie.
 
Nei suoi cassetti non ci sono vecchie poesie,
ne ce n'è di recenti nella sua borsetta.
E quando mia sorella mi invita a pranzo,
so che non ha intenzione di leggermi poesie.
Fa minestre squisite senza secondi fini,
e il suo caffè non si rovescia su manoscritti.
 
In molte famiglie nessuno scrive poesie,
ma se accade - è raro che sia uno solo.
A volte la poesia scende a cascate per generazioni
creando gorghi pericolosi nel mutuo sentire.
 
Mia sorella pratica una discreta prosa orale,
e tutta la sua opera scritta consiste in cartoline
il cui testo promette la stessa cosa ogni anno:
che al ritorno dalle vacanze
tutto quanto
tutto
tutto racconterà.
 
Wislawa Szymborska, In lode di mia sorella, da Vista con granello di sabbia.
Poesia ricevuta da Miskin.
postato da: mariaprivi alle ore 08:34 | link | commenti (56)
categorie: poesia, emozioni, innocenza, miskin
sabato, 07 gennaio 2006

Sull'umorismo (ed i coglioni di un asino che Alessandro il grande mangiò)

immagine postata da Maria
Umberto Boccioni, La risata, 1911, olio su tela
Museum of Modern Art,  New York
Gift of Herbert and Nannette Rothschild, 1959


Alcune divertenti divagazioni ieri con Maria, mi hanno fatto venire l’idea di un post sull’umorismo. Riporto subito le parole scambiate ieri fra me e Maria, vi assicuro mi hanno fatto ridere, commenti riferiti alla poesia:
FESTINO DI ALESSANDRO
Per fare colazione,

Alessandro il Grande preferiva

testicoli di tigre

con salsa di caviale;

per merenda:

l’onnipotente Alessandro esigeva

fritture di unicorno

con nettare di mandarino;

a  cena

il padrone del mondo, Alessandro,

si accontentava

di una buccia di mela riscaldata

tra i seni di Astarte.
L’autore: Gastòn Baquero

Giulia il festino di Alessandro è grandioso [a parte i testicoli di tigre e la frittura di unicorno,ahahah]
Maria

Ma Alessandro che amava i cavalli, come avrebbe mai potuto cibarsi di unicorno? Lance,urla,accerchiamento...noooooooo L'unicorno con un balzo si è dileguato ed ora gioca con ninfe e bambini in un post che non so, mentre Alessandro si fa una frittura di calamaretti. I coglioni non erano di tigre, ma d'asino (non che io abbia nulla contro gli asini, figuriamoci), un asino caduto in un dirupo mentre montava una somarella, un modo migliore di altri per morire.

Giulia

Mica scemo Alessandro l'onnipotente.... tranne che per la buccia di mela, io credo che fra i seni di Astarte abbia riscaldato un bel tost farcito doppio....che ridere! Certo  morire in quel modo è un bel morire da asini!
Maria

Ma la somarella si è salvata, pianse un po' il suo asino dai grandi coglioni (lui, per fortuna si era ritratto, fu così che cadde, arretrando), poi partorì due gemelli, li chiamò Ale e Sandro in ricordo dei gran coglioni del marito, passati per bocca regale. Ale da grande divenne un cavallo da corsa all'indietro (vizio di famiglia), Sandro un cavallo vapore. La somarella si consolò con l'ippogrifo e partorì ippocampi.
Astarte cucinò ippocampi alle mele, ma le cadde una buccia in terra e su quella buccia la storia si conclude. Astarte si avvolse nella pelle dell'asino e nessuno più da allora la vide. Le mele sono pericolissime, ne sanno qualcosa Elena, Eva, il figlio di Guglielmo, quello di tell me, tell me...

Giulia

morale della favola: le somare si salvano sempre! seconda morale: non sbucciare le mele prima di mangiarle! altrimenti finisci con un pelle d'asinosenzacoglioni!

Un esempio di  "quasi umorismo" nato spontaneamente, magari non fa ridere se non le protagoniste, però è  capacità di battuta fantasiosa e spassosa. Ma l’umorismo è una cosa seria. Vivere è difficile e vivere con humour lo è ancora di più. Non c’è niente di più serio dell’umorismo. L’umorismo lavora sul senso del senso, cioè sul non senso. Non dice ma suggerisce, evoca, fa pensare: è il mormorio enigma del visibile invisibile che definisce il mondo e l’erotismo. Affinché l’umorismo possa continuare ad esistere è necessario che il senso distrutto abbia il tempo di rinascere. L’umorismo indica una direzione, imprime una spinta, permette all’uomo di mettersi in cammino, di superarsi, di andare verso terre sconosciute.


Cos’è veramente l’umorismo?
Giulia



immagini dal sito Ilprincipedellarisata.



postato da: pitagox2 alle ore 23:35 | link | commenti (30)
categorie: costume, ospiti, ouroboro
giovedì, 05 gennaio 2006

Una poesia da Miskin

Sono del tutto cambiato
 
Certo metto la cravatta di ieri,
sono povero proprio come ieri,
non ho nessuna qualità come ieri,
eppure sono del tutto cambiato.

Certo metto lo stesso vestito,
sono ubriaco proprio come ieri,
vivo inetto nel mondo come ieri,
eppure sono del tutto cambiato

Ah! Fra il sorriso ironico,
lezioso e la risata sogghignante,
stupida, chiudo gli occhi con calma,
allora c’è una bella, bianca farfalla
che vola dentro di me domani.

Saburo Kuroda




C'è una bella bianca farfalla che vola dentro di me domani.
Se avessimo attenzione d'ascolto per quel volo leggero, se avessimo capacità d'ascolto.
Shhhhhhhhhhh. Silenzio. Ascoltiamo.
Troppo rumore in questo blog.
Vi regalo la musica del silenzio, per ascoltare dentro di voi la bella, bianca farfalla.

Grazie Miskin.
Maria
postato da: mariaprivi alle ore 12:41 | link | commenti (37)
categorie: ospiti, pudore
martedì, 03 gennaio 2006

Il caso e l'ordine.


Comincio a scrivere senza sapere dove andare a parare.
Pensieri,  sensazioni si accavallano, stimoli venuti da un giro per blog che non visitavo da molto tempo e da alcuni inviti giunti da sconosciuti: Respiromare, Weandthem, Konradproject (che non ho capito che ci vuole fare con il suo blog), Scaramouche (che attacca i blog uroborici e poi, gentile, mi manda gli auguri)  e infine Lapo.
Ho postato commenti, emozioni in parole, rabbiose o malinconiche.
Insensatezza, discordanze, concordanze e a legare il filo del caso (Caso o Kaos?) senza ordine (ordine o Ordos?).
Non voglio tessere trame e poi ordire fili in disegni bellini. Non ne ho pazienza e desiderio. Come Penepole disferei la tela, ma senza desiderio d'attesa o speranza di ritorno. Non esiste la ragione, la verità, la soluzione...
Esiste il vivere ed il sentire. Esiste l'animalità negata  ed esiste il piacere del pensiero che prova a creare senso apparentemente comunicabile.
Come fare a scrivere in un blog in cui oramai ci conosciamo in tanti, in cui oramai si sono formati schemi e strutture, giudizi e pregiudizi?
Quale me, delle tante Maria, a parlarvi?
L'unica me che forse conosco è una tipa complessa, ha tante età, passioni e saggezze, contrasti, chiaroscuri, luci improvvise, buio no, appena -forse- l'oscurità del mistero che è in tutti noi. Questa me che mi fa compagnia da tanto è coerente solo nella schiettezza e nell'intolleranza per la schematizzazione, per l'incasallemento, per i recinti.
Allora non vi dico nulla, vi sbrodolo qui sensazioni lasciate nei blog altrui:
respiromare Emozioni in succo
weandthem La Conoscenza è un dovere collettivo
GiuliaPitagox 2006=8
Lapo martedì, 03,01,2006 senza titolo
onaillime Discriminazione e diversità

Un filo ad unirli c'è, che sia uroborico o solo malamente attorcigliato, non importa.
C'entra il Caso. C'entra il mio amare la semplicità e la schiettezza. C'entra il non senso di persone ingabbiate in ruoli che non riconosco. C'entra l'incontrarsi troppo presto, troppo tardi o mai. C'entra il capire che si può vivere senza aspettative e con sogni.
Malgrado e comunque.
Chissà.

C'entra l'unicità di ognuno di noi insieme al bisogno, ineluttabile, di complicità.

Maria

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OT. Sull'ourobouros ed i blog uroborici
Poichè arrivano ognitanto, diciamo spesso, fraintendimenti o domande sui blog uroborici, riporto qui alcune parti dai vecchi post. Per chi ne avesse curiosità.
1) L'angolo comodo degli ospiti. E lo chiamerò OUROBORO. sabato, 27 agosto 2005
Sì, ouroboros, il serpentedrago che si morde la coda, eppur non si divora. Rimane cerchio perfetto, senza soluzione di continuità.
Uno spazio libero, senza paletti. Spazio d'ospitalità per chi ne avesse desiderio.
Con un vivace dibattito si è parlato del mondo bloggaro, di narcisismi, autoreferenzialità, mascheramenti, trash e qualità. Si è detto che c'è troppo romanticismo melenso e piagnistei e voglia di far contenti i padroni di casa...
(maria)
2) Ho scoperto, cercando i