chissà

parole, paradossi, cose vecchie, cose nuove, alberi, incontri, scontri, cose piccole, chissà

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Blogger: mariaprivi
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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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mercoledì, 28 settembre 2005

Un libro, uroboricamente insieme.

coetzee2.jpg
Dopo esserci confrontati e scannati su sentimenti, pudore, film, amore e sesso, incontriamoci con un libro. Il titolo lo ha proposto mareprofondo (il bloggaro senza blog e capitano navale senza mare).
"Vergogna" di J.M. Coetzee, Einaudi tascabili.
Mentre lo leggiamo diamo la stura alle nostre impressioni.
Come potete vedere lui ha una gran bella faccia, vedremo se manterrà le promesse.
Ho scelto l'immagine dell'autore allo specchio perchè quello dell'artista e del suo doppio è uno dei temi che mi affascinano, caro anche a molti pittori e scultori (da Michelangelo a Gaugin). Noi poi con i nostri doppi abbiamo un gran da fare, per quel che mi riguarda credo che siano tutte queste Maria interiori a farmi levitare il peso esteriore: devo farne fuori qualcuna per rientrare in alcuni miei amatissimi vestimenti invernali.

A proposito di scrittura e lettura, di altre scritture e letture: un nuovo ospite, 3 tertij, ha postato un finale alternativo del mio raccontino erotico, quello con cui è stato aperto il blog, se lo leggete (ne sarei lieta), lasciate le vostre impressioni, soprattutto se cattive.
Ho sempre l'idea di ripubblicare il raccontino per intero con tutti i suoi diversi finali scritti da voi. Ma collaborate poco. Accipicchia! Pigri o vergognosi di scrivere di fiche e cazzi?
Buona lettura.
postato da: mariaprivi alle ore 14:34 | link | commenti (35)
categorie: libri, erotismo, ospiti, raccontino
martedì, 27 settembre 2005

una bella sorpresa

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Il mondo bloggaro riserva sempre nuove sorprese. MaestroSchenone http://mirab.splinder.com/ dichiara 103 anni e passione per molte nostre passioni uroboriche.

Un nuovo ospite "tretij", di mestiere creativo, offre un altro finale al raccontino, dove la ragazzina oltre a darsi molto da fare... (in raccontino parte sesta).
Buona lettura.

Oltre a Neplan, abbiamo un nuovo graditissimo ospite fisso: Nessuno, l'altro amico del bar. Le altre due mani del racconto.

Viandanti, marinai, novelli Ulisse...questo blog è sanamente mal frequentanto. Ma abbiamo anche maestri e professori a bilanciare.
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postato da: mariaprivi alle ore 08:58 | link | commenti (15)
categorie: scrittura creativa, erotismo, ospiti, parte sesta
domenica, 25 settembre 2005

Un nuovo amico bloggaro

alici.jpg
Scrive, dipinge. Parole scabre, immagini dure ed evocative. Mi ha incantato.
Sono due amici al bar, da andare a trovare spesso. Nessuna sdolcinatura, sapore di mare, pudicizia ed emozioni. Un romanzo a quattro mani. Li trovate tra i miei link.
http://ilpalombaro.splinder.com
http://palom-bar.splinder.com
falling_apples.jpg
falling apples
postato da: mariaprivi alle ore 17:35 | link | commenti (6)
categorie: scrivere, emozioni, scrittura creativa
martedì, 20 settembre 2005

Triplo saccheggio.

Io le cose cerco di farle bene, deciso di saccheggiare, saccheggio alla grande:
il parlar di cinema da Kneff,
la polemica su Mc Carthy da Eroici Livori,
l'intervento dalla mail di un mio amato, prezioso amico che si definisce extracomunitario, pur avendo dato un notevole contributo alla cultura visiva (e non solo) di questo nostro paese in tanti campi.
Che i risultati lascino a desiderare... questa è altra storia.
Uroborica coincidenza che stamani abbia trovato nella posta elettronica questa mail, proprio mentre ieri notte s'era parlato del film da eroici livori e proprio mentre stavo per chiamare la cinefila Kneff.
good night and good luck for web.jpg clooney.jpg
Così scrive Till.

Ieri ho visto "Good night, and good luck".
In sala eravamo un centinaio, dopo mezz'ora un terzo degli spettatori se ne erano andati. Speravano di vedere il loro amato figo, invece c'era solo un bravo attore che all'inizio, quasi quasi, non si riconosceva. E guarda caso, quella star mimetizzata aveva anche scritto la sceneggiatura e diretto il film.

Se un amico ti chiede "Com'e' questo film?" non ti viene spontaneo rispondere "Carino!" - come succede sempre con i capolavoretti della nouvelle vague italiana.
All'inizio sembra seguire un bel documentario televisivo, poi ti rendi conto che si tratta di uno straordinario film. Altro che carino!
Il suo bianco e nero non e' un vezzo di nostalgia, e' solo un modo intelligente per combinare in modo perfetto un sacco di scene di repertorio con le parti girate.
La storia la conoscete tutti.
Ma ci sono un sacco di sorprese. Innanzitutto, il senatore McCarthy non si rivela come un burino xenofobo alla maniera dei nostri bottegai padani. Sapeva esprimersi in modo compatto, era certamente permeato da paranoie, ma non era un buffone. La cosa che spesso sorprende noi europei, e' che gli americani (anche i peggiori) credono in quello che dicono: God bless my country, And the winner is, Better dead than red, gli esce dalla pancia, dalla loro fragile storia di conquistadores, dalle loro bibbie, da un sincero amore per il Big Country.
Altra sorpresa: la tradizione del giornalismo americano ha radici vere, profonde. Il decalogo, quando, dove, chi, perche', non e' un teorema salottiero. Solo a New York, una volta uscivano 11 quotidiani. Ancora oggi, vincere il Pulitzer e' molto piu' importante del Nobel. Gli editori dei giornali fanno gli editori, non i portaborse di politici, industriali o banchieri. Randolph Hearst, il piu' reazionario e piu' potente editore della storia americana, non seguiva le indicazioni di qualcuno - lui stesso era un convinto americano di destra. Cercava in tutti i modi di distruggere Orson Welles perche' il Citizen Kane di Quarto Potere, of course, era lui. E pensare che quello scontro tra titani (il geniale ribelle contro l'establishment ultraconservatore), si svolgeva durante la presidenza Roosevelt, l'inventore del new deal.
Ma le sorprese non sono finite: abbiamo tutti dimenticato che alla televisione si puo' anche parlare - non solo urlare. Anche McCarthy aspettava il suo turno, senza interrompere l'interlocutore. E' una lezione anche questa (dopo l'esilio forzato di Enzo Biagi, da noi sono rimasti solo gli strilloni dell'Auditel).
Per me, questo film non e' grande perche' condivido le idee etiche e politiche che esprime. Certo, mi fa piacere che ci siano star come Clooney che si danno da fare per divulgare quei fatti, ma se avesse raccontato in questo modo denso, asciutto e privo di effettacci, chesso', le idee di Nixon o di John Wayne, direi lo stesso: Andatelo a vedere, e' grande cinema!

La regia sugli attori e' superba. Non c'e' un solo gesto inutile, di facile presa. Il montaggio e' talmente ben ritmato che non ti accorgi che un editor (Stephen Mirrione), si e' dato da fare in quel modo; eppure, si tratta di un professionista che aveva montato "21 grammi" e "Traffic (di Soderbergh).
Senza rendervene conto, il protagonista David Strathairn l'avete gia' visto tutti: in "Silkwood " di Mike Nichols, ne "Il socio" di Pollack faceva il fratello di Tom Cruise (quello che fanno uscire di galera), in "The river wild - il fiume della paura" era il marito apparentemente fifone di Meryl Streep, in "L'ultima eclissi" il marito violento/padre pedofilo di Kathy Bates e di Jennifer Jason Leigh, in "L.A. Confidential" il criminale che controllava le puttane di lusso dalla sua villa bauhausiana.
In questo film scopriamo un grandissimo attore esordiente. Almeno cosi' sembra. Non c'e' una sola inquadratura che ricorda lo Strathairn visto nei suoi film precedenti. Non "fa l'attore" alla Strehler, neanche una mezza volta, si muove sempre con consapevole fermezza - come uno chef di un albergo termale o un docente di design. A parte qualche raro exploit di Giannini, qui da noi non abbiamo un solo attore over fifty che possa reggere una parte cosi'. Negli USA ne hanno almeno cinquanta.

Porcaputtana.

Nel film, le sigarette, il fumo, gli accendini, me ne dai una?, sono riti, cadenze, misurazioni millimetriche. Balletti individuali e corali di emozionante bellezza.

Per capire di che livello e' la fotografia, andate a vedere qui:
http://italian.imdb.com/title/tt0433383/photogallery
http://italian.imdb.com/title/tt0433383/photogallery-ss-12
(ogni singolo frame e' ingrandibile)
L'autore e' Robert Elswith che aveva fotografato tutti i film importanti di Paul Thomas Anderson ("Boogie Nights", "Magnolia", "Ubriaco d'amore").

Le scenografie, l'arredo, gli oggetti, i vestiti, il trucco e le acconciature sono un impressionante insieme di attentissimo e sincero amore per la storia.
Le pochissime musiche sono live, nel senso che e' musica cantata e suonata in tre scene da parte di una grandissima solista nera: Dianne Reeves, un'artista che ha cantato con i Berliner diretti da Simon Rattle, con Barenboim, con Wynton Marsalis, una donna che ha vinto un sacco di Grammy.
Nel film ci sono alcune scene di intensita' sensazionale: un duetto di battute casalinghe-amorevoli intrise di complicita' erotica, tra Robert Downey jr. e sua moglie Patricia Clarkson, un suicidio tecnico tremendo dove tutta la violenza parte dall'immaginazione nella nostra testa, una lettura collettiva in un bar, ad alta voce, di giornali appena presi all'edicola, un confronto durissimo di scarne battute tra il grande capo del network televisivo e il protagonista, un confronto tra Clooney e due militari minacciosi, alcune dirette televisive senza fronzoli, senza botti, senza acuti, ma con un pathos da far rabbrividire, un sacco di vibranti domande, dialoghi, segnali, - senza parole, puramente mimici. Ma quando gli attori parlano, vorresti registrare ogni sillaba - talmente sono perfette quelle battute, le pause, le aritmie.
Gli attori sono tutti da Oscar: l'imbolsito Jeff Daniels, il big boss televisivo Frank Langella, il suicida Ray Wise, il pluridrogatoarrestato (purtroppo nella vita reale, non nel film) Robert Downey jr.
Con Clooney succedera' come era andata con Clint Eastwood: all'inizio della sua seconda carriera come regista, l'establishment culturale lo considerava come un parvenu, poi pian piano si rendeva conto di avere a che fare con un autore.
Chi aveva amato "Soldi sporchi", "Fargo", "L'uomo che non c'era", "Mystic River", "Era mio padre", infilera' anche questa perla nella sua collana di incontri importanti con la parte piu' vitale dell'impero yankee.

Till Neuburg
postato da: mariaprivi alle ore 09:40 | link | commenti (56)
categorie: cinema, ospiti
domenica, 18 settembre 2005

Amicizie imperfette.

Lo spazio dove è possibile raccontare storie di ordinaria o straordinaria amicizia.
due bambini gomma.jpg
Amicizie imperfette. Amicizie perdute. Amicizie ritrovate. Conflitti e complicità. Dove NON SI DISCUTA, per favore, dell'impossibilità di amicizia tra uomo e donna.
bambini primo piano.jpg
Ho scelto immagini di bambini perchè è in arrivo un cucciolo d'uomo, e bisogna far festa grande al dottore del lettino. Ho scelto queste immagini perchè dovremmo ragionare e sentire in termini di futuro, di propositività e non solo di opposizione.
Ho scelto questo tema perchè è tema di vita. Possibile vivere senza un compagno, impossibile vivere senza amicizia. Tema tosto perchè non esistono amicizie perfette, come non esistono amori perfetti. Tema legante perchè un filo sottile di amicizia, o inimicizia, lega qualsiasi nostro rapporto affettivo o lavorativo. Tema legante, perchè la nostra storia individuale è storia di amicizie, siamo quel che siamo per gli amici che abbiamo avuto e per quelli che non abbiamo avuto. Tema doloroso perchè la perdita di un amico ci segna con il lutto. Tema gioioso perchè l'amicizia è sapore di vita.
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Dedicato al signore del lettino, che, confusa da tanto onore, ringrazio della sua dedica in un suo post così importante.
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Dedicato alle mie amiche uroboriche, amiche complici, amiche compagne, amiche amanti -loro non se ne adontano-, amiche delle quali non conosco ancora l'odore, la pelle, i gesti. Amiche amate, in ordine rigorosamente alfabetico: eroici livori, kneff, rox. Amiche "perfette".
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Dedicato ad Alessandro, perchè possa trovare un mondo più amico.
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postato da: mariaprivi alle ore 16:43 | link | commenti (9)
categorie: scrivere, emozioni, scrittura creativa, costume, ospiti
martedì, 13 settembre 2005

Lo spazio del caffè e della sigaretta (per chi fuma senza senso di colpa).Tè e latte per Kneff.

tazzinacaffè.gif
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un opera di DeKooning
Godetevi questo Dekooning, mentre il mio macumba annaffia La Notte Bianca Romana. La strega ha fatto la magia nera.
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postato da: mariaprivi alle ore 18:07 | link | commenti (40)
categorie: fotografia, erotismo, arte moderna, ospiti, riforma scolastica
mercoledì, 07 settembre 2005

L'ESPRESSIONE DEI SENTIMENTI E LA COMUNICAZIONE DEI PROPRI BISOGNI

emozioni

Esprimere i propri sentimenti significa identificare e poi dare voce alle proprie emozioni. Comunicare i propri bisogni significa pianificare in anticipo come chiedere "cosa vuoi" e essere assertivo rispetto a ciò, piuttosto che essere passivo o aggressivo. Essere abili in queste competenze migliora la propria relazione di coppia. Spesso ci si abitua a nascondere le proprie emozioni e di conseguenza a non comunicarle, a volte per motivi di natura familiare, l'educazione e le primissime esperienze di vita, a volte per valori culturali e sociali (basti pensare a come tutt'oggi sia denigrato l'uomo che mostra apertamente la sua tristezza).

Si può imparare ad esprimere con maggiore facilità i propri sentimenti di emozione sentimento affetto

Sappiamo comunicare al partner i nostri stati d'animo in modo da coinvolgerlo nella nostra sfera più intima?

Sappiamo manifestare i sentimenti che proviamo nei suoi confronti?

A molti di noi, me compresa, resta difficile esternare i sentimenti, quasi costituisse un segno di debolezza da dover nascondere al partner per paura che i rapporti di forza all'interno della coppia subiscano modificazioni.

Una ricerca condotta da Sternberg e Grajek nel 1984, "The Nature of Love", ha messo in luce come la struttura dell'intimità in amore non sembra differire da una relazione affettiva all'altra, anzi, sembrerebbe che l'intimità sia un terreno comune non solo per la relazione di coppia, ma anche per le relazioni familiari in senso lato e per le relazioni amicali.

Tuttavia, benché sia assodato che tutti abbiamo bisogno e cerchiamo il contatto e il confronto con gli altri, da più parti emerge come vada diminuendo la capacità di instaurare relazioni intime. In effetti, spesso si assiste ad un'ambivalenza tra il desiderio e il timore nei confronti di questa esperienza.

Hatfield (1987) ha messo a fuoco alcune ragioni per cui le persone talvolta rifuggono dalle relazioni intime: si tratta del timore di fidarsi, di essere abbandonate, di essere attaccate nelle proprie fragilità, di perdere la propria individualità.

Continuamo qui il discorso iniziato da Kneff, cercando di capire cos'è che non funziona nel rapporto di coppia. Sappiamo, dai risultati delle indagini statistiche che la televisione o la stampa ci propinano e da esperienze personali dirette e indirette,  che sempre più coppie si separano o vivono infelicemente nel disamore.

Possibile che il motivo della crisi della coppia sia da addebitare alle responsabilità individuali dell'uno e dell'altro e non invece alla responsabilità di entrambi?

Io credo che le responsabilità siano reciproche, anche in un tradimento, solo che nessuno lo ammetterà mai, me compresa.

postato da: roxelo alle ore 21:50 | link | commenti (38)
categorie: emozioni
domenica, 04 settembre 2005

Pudore ed impudicizia nel terzo millennio

pudore
PUDORE2
Amo il pudore.
Trovo che il pudore e la capacità di arrossire (interiormente o con i colori dipinti sul viso) siano buona cosa nelle persone. Un segno di rispetto della propria intimità o solo quella giusta insicurezza che non ci fa male, ma che, al contrario, ci aiuta ad entrare in contatto autentico con gli altri, senza alterigia, senza presunzione.
M’imbarazzano, seppur gratificandomi, i complimenti, soprattutto nel privato. Preferisco leggere i segni naturali del gradimento di me nei gesti, nei piccoli segni spontanei dell’altro o dell’altra.
L’arrossire è il segno dell’emozione ed una emozione palesata direttamente dal nostro corpo racconta molto di noi.
Stranamente nelle occasioni pubbliche, come scrivevo da Kneff, ho pudore diverso. Lì se ci sono manifestazioni di plauso (a volte succede), sono per una parte professionale di me, che è sempre Maria sì, e li accetto con tranquillità. Eppure il parlare in pubblico, che avviene solo quando credo abbia senso reale, non m’impedisce di mostrare il mio intimo partecipare a quel che sento, intimamente appunto.
Parlo di me solo per esemplificare il tema: il pudore e l’impudicizia.

Si può essere pudici e disinibiti?
Il pudore (ed ovviamente ci riferiamo ai pudori autentici e non alle strategie di seduzione ed ai falsi pudori beghini e/o ipocriti) ha ancora un suo senso? E non ditemi che ha a che vedere con i sensi di colpa. Oppure sì?
Si può essere disinibiti e casti nel rapporto d'amore? Mi fermo, per pudore e castità.
Dite del vostro rapporto con il pudore, di grazia e se volete.

Bronzo di Alexander Kossuth, alt. cm.91. 1994. Titolo Il pudore. L'altra immagine si commenta da sola.

Qui si parla di pudore: www.nonsolomusica.it/ rubriche.asp?tipo=4&ID=3...
«Pudore non è altro che il nome che diamo alla serie di divieti che circondano il comportamento sessuale della donna». Questo è il significato della parola "pudore" secondo il di(zion)ario erotico di Massimo Fini, pubblicato da Marsilio.
Dal che si dedurrebbe che il pudore sia senso assolutamente femminile. Cazzata.

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Questo tema può avere collegamento con il post del 5 settembre di eroicilivori, http://eroicilivori.splinder.com/, che si ricollega direttamente al mio vecchio post su "L'origine del mondo", il quadro di Courbet. Siamo bloggari uroborici.
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postato da: mariaprivi alle ore 15:46 | link | commenti (39)
categorie: costume, pudore
sabato, 03 settembre 2005

Il format

Pare che la struttura che si visualizza bene con Explorer non sia adatta a Safari e viceversa. In più lavoro in html (che non conosco) perchè non mi appaiono le icone dell'editor. Mondo Mac e mondo PC stanno facendo a cazzotti. Mi disturba molto questo caos impaginativo. Pazientate.
AGGIORNAMENTO del post a lunedì 5 settembre. DarkPrincess ha messo a posto le cose. Segnalatemi per favore i mal funzionamenti. Sono graditi i suggerimenti per un editing d'impaginazione veloce, ma con possibilità di varietà d'impaginazione.
postato da: mariaprivi alle ore 12:04 | link | commenti (17)
categorie: editing/problemi
giovedì, 01 settembre 2005

LA CREMCARAMELLAZIONE DEL CACAVERO.
Ovvero fiaba ouroborica dell’ornitorinco malato.


Il Signor Frescobillo aveva una fattoria, e insieme agli altri animali teneva un ornitorinco, a cui voleva molto bene. L’ornitorinco mangiava otto chili di lombrichi al giorno: non poteva farci nulla, quella era la sua dieta. Ma un giorno i lombrichi finirono e così l’ornitorinco si ammalò. Il povero animale passava tutto il giorno in uno stato di ottuso ornitorincoglionimento, di ottundimento cioè, dell’anima e del corpo, aveva anche le allucinazioni: vedeva i lombrichi che si avvicinavano a lui, e quando cercava di afferrarli scomparivano. Il Signor Frescobillo era molto preoccupato e triste per il suo ornitorinco. Gli carezzava il pelo morbido, il becco liscio, la coda a spatola, ma il suo amico non guariva. Era necessario trovare dei lombrichi. Un bel mattino, mentre il sole era alto sulla fattoria, Frescobillo chiamò a sé il maiale, il più saggio di tutti i suoi animali e gli chiese di partire alla ricerca di lombrichi freschi.
– Ma otto chili di lombrichi al giorno sono troppi! Come farò a trovarne così tanti? – Protestò il maiale.
– Vai dal Re dei Lombrichi, oltre la collina del Grande Coniglio. A te darà ascolto, visto che sei un animale, e sei così saggio –
E il maiale partì.
Cammina cammina, il porco giunse alla collina del Grande Coniglio. Seduta su un sasso vide una bambina pallida, triste e sola.
– Che ti succede, povera bambina mia? – Le chiese il maiale.
– Sono malata, rispose la bambina, ho bisogno di latte di ornitorinco, altrimenti morirò: è l’unica cosa che mi può salvare –
– O gesùmmaria! - disse il maiale – io conosco un ornitorinco, ma è malato. Sto andando a cercare dei lombrichi per lui. Vieni con me. Forse riusciremo a salvare l’ornitorinco, e anche tu sarai salva –.
Il maiale e la bambina pallida s’incamminarano così attraverso il bosco. Arrivati ad un bivio, videro un vecchio seduto contro una quercia e gli chiesero cosa ci facesse lì.
– Ho perduto il mio sorriso dentro uno specchio magico. Soltanto le gote rosse di una bambina felice che si guarderà nello specchio, mi potrà restituire il sorriso… –
– Per tutti i santi del paradiso! – esclamò il maiale guardando le pallide e smorte gote della bambina – questa bambina è malata, ha bisogno di latte di ornitorinco per ritornare rubizza e sana come prima. E stiamo cercando proprio i lombrichi per l’ornitorinco malato. Vieni con noi, e forse potrai ritrovare il tuo sorriso –.
Così il vecchio seguì il maiale e la bambina, fino alla porta del castello del Re dei Lombrichi, che li ricevette all’istante. Dopo che il saggio maiale ebbe spiegato al Re i motivi della loro visita, il Grande Lombrico rispose così:
– Non posso aiutarvi, amici miei, poiché una pianta velenosa, il fiore del cacàvero, ha avvelenato i pozzi di tutto il mio reame, e ormai quasi tutti i lombrichi sono gravemente malati della malattia viroblastica –.
– Cosa possiamo fare per annullare l’effetto velenoso di questo fiore? – Chiese il maiale.
– Esiste un solo modo: la cremcaramellazione del cacàvero. Ma la ricetta la conosce solo il serpente Ouroboro, che vive sulle orride montagne di Flasbungo. Nessun lombrico si è mai azzardato a raggiungerla. Troppo pericoloso. –
Il maiale, la bambina pallida e il vecchio senza sorriso partirono subito alla volta della dimora dell’Ouroboro, e dopo un lungo e faticoso cammino bussarono alla porta della sua caverna. Il serpentone se ne stava attorcigliato, e con la bocca si addentava saldamente la coda.
– Abbiamo bisogno della ricetta per la cremcaramellazione del cacàvero! – Gli disse il maiale, sulla soglie della caverna.
– Bisogna fare il creme caramel- bofonchiò l’Ouroboro come in trance – ma ci vogliono uova di ornitorinco appena covate…mescolate a petali di cacàvero – e tornò a dormire come un sacco di patate.
– Madonnina dei Miracoli – grugnì il maiale guardando la bambina sempre più pallida e il vecchio sempre più triste e senza sorriso – dobbiamo trovare un ornitorinco femmina e farlo accoppiare con l’ornitorinco del Signor Frescobillo. Poi fare il creme caramel con le uova, unirci il cacàvero, darlo in pasto ai lombrichi ammalati di malattia viroblastica, e poi tutto si risolverà! –

Dopo mesi e mesi di navigazione sopra oceani tempestosi e infidi, giunsero nel Paese degli Ornitorinchi, trovarono una femmina di ornitorinco, la misero in un sacco e la portarono con loro. Sulla nave che li riconduceva a casa, in una notte di luna piena, sentirono il tuffo di un delfino. Il maiale si affacciò sul ponte e il delfino così lo apostrofò.
– Non riesco più a fischiare come una volta mi ha insegnato il vecchio pescatore saggio. Ora lui è morto e io non ricordo più come si fa. Solo i vecchi, che sono senza denti, sanno fischiare come noi delfini… –
– Santa Polenta! – gli rispose il maiale – qui con me c’è un vecchio, ma è triste perché ha perso il suo sorriso, e mai e poi mai saprà fischiare. Ma lui tra poco tornerà ad essere quello di prima. Se ti unisci a noi, potremo ridarti il tuo fischio.–
E il delfino li seguì.
Appena furono giunti alla fattoria, il maiale raccontò tutta la storia al Signor Frescobillo, mise la femmina di ornitorinco nel recinto dell’ornitorinco ammalato, e fece accomodare la povera bambina pallida, il vecchio senza sorriso e il delfino senza fischio, tutti insieme nella stalla.

Passarono molti giorni, e l’ornitorinco femmina passava il suo tempo insieme al suo nuovo compagno, e cibandosi di larve di coccinella. Ne mangiava otto chili al giorno: non poteva farci nulla, quella era la sua dieta. Ma un giorno le larve finirono e così l’ornitorinco femmina si ammalò, senza che avesse ancora deposto un uovo. Un bel mattino, mentre il sole era alto sulla fattoria, Frescobillo chiamò a sé il maiale, il più saggio di tutti i suoi animali e gli chiese di partire alla ricerca di larve di coccinella fresche.
– Ma otto chili di larve al giorno sono troppi! Come farò a trovarne così tante? – Protestò il maiale.
– Vai dalla Regina delle Coccinelle, oltre la collina del Grande Castoro. A te darà ascolto, visto che sei un animale, e sei così saggio –.
E il maiale partì.


ornitorinco aborigeno
Un ornitorinco in un dipinto/sogno aborigeno su di un uovo di struzzo.

vecchio che non sorride
Il vecchio che non sorride.

bambina malata
La bambina pallida e malata.

delfino e bambina
Il delfino e la bambina.

postato da: a.moroni alle ore 15:27 | link | commenti (20)
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