chissà

parole, paradossi, cose vecchie, cose nuove, alberi, incontri, scontri, cose piccole, chissà

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Utente: mariaprivi
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una vecchia signora per-bene e per-male, capace ancora d'entusiasmi, a volte imbarazzanti -per gli altri-. Non amo gli ismi, non amo le certezze, preferisco il percorso alla meta. Amo la leggerezza, la libertà, fili lievi, fili attorcigliati, niente catene. Una che ama l'ozio come spazio vitale e ritiene intelligente la parola "forse".

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domenica, 19 aprile 2009

:-)

Sono viva, sana e contenta quanto si può.
Amici cari, grazie dei messaggi.
Perdonatemi.
Ho abbandonato il blog. Non voi.
Non ho tempo, se non tempo di mestieri di vita.
E sì, di un po' d'ozio. Perché ci vuole.
Questo salotto ora impolverato appartiene a noi tutti, comunque.
Ci sono, nei post passati, i nostri pensieri, emozioni, incontri e qualche scazzo.
E poi chissà che un giorno non torni armata di aspirapolvere e straccetto da spolvero a far brillare i marmi e gli argenti.
Buona vita, ragazzi.
maria
postato da: mariaprivi alle ore 23:45 | link | commenti (3)
categorie:
sabato, 08 novembre 2008

Un segreto per ringiovanir

Molte persone, ad una certa età, si preoccupano di ringiovanire nelle apparenze, vogliono ritornare quelli che erano almeno dieci anni fa, si tingono i capelli, si fanno stirare le rughe, vestono all’ultima moda; ti vengono incontro con passo agile e, a prima vista sembrano dei giovanotti.
Poi cominciano a parlare usando espressioni del 1935, fanno dello spirito alla Petrolini, sono pieni di preconcetti di ogni genere, hanno preferenze artistiche convenzionali, citano nomi di attori morti, ignorano tutto della vita di oggi.
Hanno curato il lato esteriore della loro persona ma dal di dentro sono già morti.
Morti nel 1935.

Accade purtroppo a molta gente che non sa invecchiare bene. Voler sembrare giovani a sessant’anni è ridicolo. Si può essere invece vivi a novant’anni come l’architetto Le Corbusier, come Tiziano, come…

Il problema non è quello di ringiovanire ma di restare vivi sempre.


Bruno Munari
postato da: mariaprivi alle ore 08:24 | link | commenti (22)
categorie: vecchiaia, bruno munari, ringiovanire
martedì, 21 ottobre 2008

Su cose di contemporaneità.

Io sono uno che con la contemporaneità ha dei problemi. Fino a pochi anni fa, quando vedevo uno col cellulare, mi sembrava come uno che avesse, non so come dire, tradito. Tradito cosa? Il mondo così come mi sembrava che dovesse essere a me. Il mondo a cui ero abituato. Quello con le cabine telefoniche e i gettoni.


internet (e non solo)
Lo sai cosa succede se metti in mano un strumento di comunicazione così potente a gente che non è liberata?”

venerdì, 10 ottobre 2008

In Sicilia. Richard Long. Da non perdere.

[10|10|2008] |||arte contemporanea/installazione

Richard Long torna in Sicilia
 

CIRCLE OF LIFE

sabato 11 ottobre 2008 | ore 11 | fondazione orestiadi | gibellina


Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia, nel 2008 con 5venti, progetto di promozione e valorizzazione del sistema regionale dell'arte contemporanea, curato da Renato Quaglia, ha avviato la costruzione di una rete integrata dell'arte contemporanea siciliana in collaborazione con i centri di produzione artistica di Palermo, Gibellina, Siracusa e Castel di Tusa.

Prossimo appuntamento, sabato 11 ottobre, ore 11, alla Fondazione Orestiadi di Gibellina, dove Richard Long installerà l'opera Circle of life, a dieci anni di distanza da quella esposta ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, una composizione a forma di ruota in perlato di Sicilia.

Richard Long (Bristol, 1945) è uno dei massimi artisti inglesi, riconosciuti internazionalmente fin dagli anni Sessanta, soprattutto per aver esteso le capacità della scultura oltre i metodi e i materiali tradizionali. Ha esposto nei maggiori musei del mondo e le sue opere sono presenti in collezioni sia pubbliche che private.
Long - che qualcuno ha definito il "sacerdote della natura", perché proprio la natura è il cuore del suo lavoro - torna, dunque, a progettare per la Sicilia installando, presso il Baglio di Stefano, un'opera che, come la precedente, s'intitola Circle of life e che intende rievocarla, non tanto nella struttura quanto nei fattori di cui l'artista ha tenuto conto per la sua realizzazione. Anche quest'ultimo lavoro, infatti, dà grande importanza al territorio nel quale e per il quale è stato concepito e a esso fa costante riferimento sotto il profilo tecnico e morfologico: le circa venti tonnellate di pietre che compongono il Circle sono tipiche della zona di Custonaci e la loro disposizione si integra in maniera totale col luogo. Ma il nuovo Circle, con il potere dell'archetipo, sarà diverso: perché ogni luogo è diverso.

La scelta di installare a Gibellina Circle of life, d'intesa con Ludovico Corrao (tra i curatori del progetto 5venti di Riso per il 2008), la Fondazione Orestiadi e il Comune di Gibellina, ribadisce l'identità regionale e non cittadina del Museo, che così sottolinea ancora una volta di non voler essere esclusivamente circoscritto agli spazi espositivi di Palazzo Riso, ma di guardare alla promozione e alle energie dell'intero territorio regionale, da Gibellina a tutti quei centri con i quali il Museo continua a promuovere la progettualità di arte contemporanea, per arrivare alla costituzione di un sistema regionale coordinato ed enfatizzare così quell'idea di museo diffuso su cui si fonda l'azione del progetto Riso.

L'allestimento di Gibellina, infatti, è il segno di un nuovo modo di intendere il rapporto tra museo e opera, dove quest'ultima rappresenta un bene da valorizzare anche mediante l'individuazione di contesti differenti che portano a una leggibilità differente. In un futuro, sempre nella logica di incontrare nuovo e diverso pubblico e non di rientrare nella sede d'origine, ovvero il museo di Palermo, l'opera cambierà dimora trasferendosi da Gibellina al centro storico del capoluogo siciliano, dall'asprezza della campagna al marmo che impreziosisce un'antica dimora come Palazzo Riso. Tutto risulterà diverso: luci, colori, ombre, piano d'appoggio, temperatura. Solo un aspetto rimarrà immutabile, qualsiasi sia il viaggio: il rapporto tra l'individuo e il mondo, il particolare e l'universale voluto da Long, artista che ama i materiali elementari della terra, pietre, fango, acqua.

Prosegue, intanto, nel territorio della stessa Gibellina, a poca distanza dall'opera di Richard Long, l'attività che Riso, nell'ambito del progetto 5venti, ha coordinato per il restauro del Grande Cretto di Alberto Burri, un sudario di cemento bianco, realizzato tra gli anni 1985 e 1989 sulle rovine della vecchia Gibellina distrutta dal terremoto del 1968, interessando un'area di circa 65.000 mq di superficie. Lo scorso giugno, infatti, si è aperto il Cantiere della conoscenza, per sperimentare le tecniche di intervento sull'opera e programmare l'intervento di restauro, il più esteso mai realizzato in Italia. Il Museoha già avanzato una precisa progettualità e attingerà alle risorse del Por per reperire le somme necessarie e per portare avanti prossimi interventi.
L'attività promossa da Riso si concluderà con un protocollo per una manutenzione programmata dell'opera, successiva al restauro e indispensabile per la sua futura conservazione.

Per l'Assessore Regionale ai Beni Culturali, Ambientali e alla Pubblica Istruzione, Antonello Antinoro, "promuovere il sistema dell'arte contemporanea in Sicilia e sostenere i giovani artisti dell'Isola è uno degli obiettivi di questo Assessorato. Attraverso la scelta di installare a Gibellina Circle of life, ad esempio, si vuole ribadire l'identità regionale del Museo perché la scommessa che abbiamo raccolto è quella di attrarre gli amanti dell'arte in genere e tutti coloro che vengono richiamati dal patrimonio storico-culturale classico della Sicilia, creando un vero e proprio palcoscenico globale dell'arte. Non un solo scenario, dunque, ma tanti luoghi che richiamano all'identità regionale del Museo".

Il progetto 5venti, con tutti i suoi appuntamenti - afferma Romeo Palma, Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Educazione Permanente - rende l'arte contemporanea un'ulteriore chiave di lettura della Sicilia "isola del tesoro", capace di valorizzare anche il patrimonio culturale tradizionale, in una sinergia dentro cui sta tutto il valore aggiunto di questa terra. Per questo motivo, il progetto rappresenta il punto di svolta nelle politiche museali del Dipartimento da me diretto e porta il Museo di Palazzo Riso ad assumere un ruolo trainante nelle azioni di valorizzazione del patrimonio culturale.



Richard Long. Circle of life
sabato 11 ottobre, ore 11
Fondazione Orestiadi di Gibellina
wwww.orestiadi.it

Progetto Riso
Palazzo Riso. Museo Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea
Corso Vittorio Emanuele, 365 - 90134 Palermo
www.palazzoriso.it
info@palazzoriso.it
ufficiostampa@palazzoriso.it
Tel +39 091 320532
Antonella Filippi, 339.4242177 abcfili@tin.it

Immagine: Richard Long, "Circle of life", 1997-2008, Gibellina (Trapani). Foto di Fabio Sgroi Cordialmente Rosaria Raffaele Addamo Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia

postato da: mariaprivi alle ore 21:02 | link | commenti (3)
categorie:
domenica, 28 settembre 2008

maledetti professori.

Maledetti professori

di ILVO DIAMANTI


IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all'università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un'immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema - la suola pubblica - divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.
Si pensi all'invettiva contro i "professori meridionali" lanciata da Bossi nei giorni scorsi. Con gli occhi rivolti - anche se non unicamente - alla commissione che ha bocciato "suo figlio" agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).

Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza - e scoraggia - i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l'insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" - dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all'università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all'insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D'altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E - si sa - gran parte dei professori sono statali e meridionali.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

(25 luglio 2008)

Secondo me:
il problema è molto più complesso. Troppo facile colpevolizzare Bossi (al quale bastano le colpe che ha) o la ministra o le veline.
Il nodo centrale è la mancanza di un ruolo riconosciuto al docente, probabilmente perché la cultura conta poco e perché non è facile "passare" cultura.
Aveva cominciato bene la ministra: riconoscere l'importanza del ruolo del docente, premiare la qualità (anche se la parola meritocrazia fa ancora inorridire molti), aumentare gli stipendi.
Ma i ministri non servono a molto, è la società che riconosce un ruolo.
Oppure  devono essere  i soggetti stessi a  promuovere  il loro ruolo.
Difficile farlo quando si prendono (persino a fine "carriera") stipendi ridicoli, mentre nella nostra società il successo si calcola in termini soprattutto economici. Difficile farlo quando si è divisi, disincantati, demotivati, disillusi da questo e da quel governo.
Difficile farlo, quando per insegnare BASTA una laurea, un postlaurea, un corso  (a pagamento)  di formazione  e l'ingresso  in graduatoria.
Difficile farlo quando nessuno controlla i risultati del far bene o non far bene il proprio mestiere.
La maggioranza dei docenti fa bene il proprio mestiere?
No, assolutamente  no.
Quando ad uno studente capitano due docenti veramente bravi, è davvero fortunato.
Ma a quei due docenti che in maniera eccellente fanno il proprio mestiere non viene riconosciuto altro che la stima degli studenti e dei genitori. Che contano, ma non risolvono. Per il resto sono numeri uguali ad altri numeri.
E i pessimi docenti, per fortuna in numero limitato, restano anche loro numeri uguali ad altri numeri. Buoni solo ad aumentare la disistima del paese verso la categoria, nonché il basso livello culturale dei figli di questo paese.
Eppure studi e statistiche internazionali dicono che gli investimenti in cultura rendono anche in soldoni.
Forse anche per questo il nostro PIL si va abbassando.
Studi e statistiche internazionali dicono che i paesi in progresso economico sono quelli in cui è minore la disparità tra uomo e donna.
E noi chiamiamo ironicamente "la ministra" una donna che fa il mestiere di ministro.
Rassegnamoci.
maria
postato da: mariaprivi alle ore 18:43 | link | commenti (6)
categorie: scuola
giovedì, 04 settembre 2008

Piero Guccione. Che è stato mio maestro.

PIERO GUCCIONE. OPERE 1963/2008


Milano - Palazzo Reale
dal 10-07-2008 al 21-09-2008

L’esposizione, composta da circa 80 opere, ripercorre quasi per intero, dal 1963 ai nostri giorni, la carriera e il cursus espressivo di Guccione, nel suo evolversi come un tragitto di andata e ritorno dal luogo natale a quello dell’iniziazione culturale.

L'arte di Piero Guccione torna a Milano con una mostra che celebra uno dei maestri indiscussi della figurazione italiana del Novecento. Dietro quest'evento, tra i più rilevanti dell'estate milanese, c'è Vittorio Sgarbi, ex Assessore alla Cultura della città meneghina e critico che della figurazione ha fatto il proprio vero cavallo di battaglia. Abituati come si è ai costosissimi biglietti d'ingresso delle esposizioni di Palazzo Reale, forse stupirà il fatto che questa personale dedicata all'artista siciliano - "Piero Guccione. Opere 1963/2008" - sia completamente gratuita. Si tratta a maggior ragione, allora, di un'occasione da non perdere per avventurarsi in un'espressione artistica che basa tutta la propria forza sulla normalità dello stupore, su uno sguardo sincero e puro rivolto alla natura e a ciò il cui ciclo vitale supera di secoli quello – in fondo molto breve – dell'essere umano.
La mostra, complessivamente composta di circa ottanta opere, parte dagli anni romani per arrivare al presente del pittore di Scicli. Una storia completa e coinvolgente che accompagna il visitatore nel laboratorio artistico dell'artista mostrandolo, prima di tutto, al lavoro. Tra le fotografie ospitate nella prima sala troviamo infatti "Al lavoro per il 'Tondo' del Teatro Garibaldi di Modica" mentre, più avanti nelle sale, un lunghissimo video-documentario approfondisce e ripercorre la carriere artistica di Guccione, attraverso interviste a lui e a critici contemporanei incentrate sulle diverse fasi della sua espressione artistica.
Il primo impatto con la sua pittura è invece dato da quadri come "Balcone" (1963), "Spiaggia dall'autostrada" (1970-71) in cui, attraverso cadrage e stranianti abbassamenti del punto di vista, la realtà viene indagata come corrispettivo psicologico dell'uomo, sentimento che si fa prospettiva incorniciante. Tutto qui è sempre rinchiuso in finestre o scorto al di là di un vetro, compreso l'artista stesso, colto nel gesto di affacciarsi a un balcone nell'opera "Autoritratto con paesaggio" (1971).
È con il ritorno ai panorami mediterranei della sua isola che Guccione sviluppa un sentimento che non è fuori luogo definire “romantico”. Si tratta proprio del medesimo sguardo che, in Italia, un Leopardi o, in Germania, un Friederich hanno rivolto alla natura per cogliere, al di là del tangibile, il senso del sublime e dell'essenziale. Uno sguardo “oltre la siepe”, insomma, che mescola gli orizzonti in vista di qualcosa di metafisico. In altre parole, infinito. Ed ecco allora che cielo e distesa marina spesso in Guccione perdono i propri confini e il mare, con i suoi movimenti ciclici, viene studiato in ogni suo cambiamento cromatico, anche minimo. Estremamente suggestiva è allora una delle ultime sale della mostra in cui sono esposte ben quattordici tele tutte dedicate al mare siciliano, tra cui “Spiaggia” (2005) e “Grande riflesso sul mare prima del tramonto” (1992-2001).
Davvero illuminanti in questo senso le parole di Vittorio Sgarbi quando dice: “Guccione non rincorre la verdad nel molteplice. Dipinge il vento, le nuvole, il frangere della risacca, la luce che precede il tramonto, non avvertendoli mai come manifestazioni del molteplice. Il molteplice è l’antitesi dell’assoluto, dove sta l’uno non sta l’altro… A Guccione interessa l’assoluto, senza dubbio alcuno”.
Ciò però non gli impedisce certo di esplorare anche la storia dell'arte, come dimostra la serie dei d'après, in cui Guccione dialoga con Velasquez – attraverso un trittico incentrato sul Cristo crocifisso –, Ingres – con un “Nudo di schiena” datato 1998 – e Hayez, citando il suo celebre bacio nell'opera “Per Tristano e Isotta, Magico incanto? Perfido Errore!” (1998).
Milano sul mare? Quest'estate sicuramente sì... Quando la produttività frenetica si arresta – o almeno addolcisce i propri ritmi – ecco che una mostra come questa di Guccione non può che innestare qualche dubbio in una mentalità che del tempo ha fatto una marcia con ritmi martellanti e scadenze improrogabili. Un senso in più per una mostra che già di per sé ha un valore inestimabile.

Paolo Valentino

Evento: PIERO GUCCIONE. OPERE 1963/2008
Sede: Palazzo Reale
Indirizzo: Lombardia - Milano - Milano | Piazza Duomo 12
Orari: lun 14.30/19.30; mart-merc-ven-sab-dom 9.30/19.30; giov 9.30/22.30
Biglietto: Ingresso libero
Curatori: Vittorio Sgarbi
Artisti: Piero Gruccione
Catalogo: Skira
Ufficio Stampa: Ku.Ra – Rosi Fontana







postato da: mariaprivi alle ore 07:31 | link | commenti (3)
categorie: arte, arte figurativa, piero guccione
lunedì, 07 luglio 2008

Un libro. Un amico. L'ombra di Woody. Speranza.

Che mix!
Un libro, amicizia e Woody Allen.
Che io legga, ovunque, e che tenga all'amicizia -pochi e buonissimi amici- chi mi frequenta lo sa.
Ma Woody?
Non amo particolarmente il cinema, meno che mai quell' intellettuale ebreo depresso e probabilmente un po' pedofilo che è mito, che non se ne può dire male altrimenti sei un'incolta qualunquista unachenoncapisceuncazzo.
Confesso: Woody Allen mi ha fatto ridere poco e deprimere molto. E le sue faccende personali non le trovo edificanti, nemmeno interessanti.
Quindi Woody Allen c'azzecca poco in un mio post.
Se non fosse perché W.A. , almeno come ombra, entra nel titolo di un libro -fresco di  stampa- di  un bel signore.
Confesso, dell'autore di questo libro io sono innamorata.
Ancora non l'ho incontrato, malgrado molteplici inviti a cena mai realizzati.
L'ho conosciuto attraverso Kneff, che molti di voi conoscono.
Lui è una specialissima persona, uno importante per ciò che ha fatto nella storia del nostro cinema, ma di questo m'importa poco.
Lui è una bella persona, uno che vorrebbe un mondo migliore e che non può sognarlo perché è abbastanza vecchio e sensato da non crederci più.
Lui è autoironico, gentile, galante come più non s'usa, persino con una signora virtuale come me.
E scrive benissimo, ma bene davvero.
L'ombra di Woody è il suo ultimo libro, non un saggio da esperto ed appassionato sceneggiatore quale è, ma un libro da spiaggia. Così lo definisce. Lui.
Ed effettivamente del libro da spiaggia ha la lievità, apparente.
Di fatto ha suspence, indaga dentro l'uomo, racconta del mondo romano cinematografaro, accenna a pirandelliane maschere, ha un protagonista ricco e famoso (che non è Woody e che è un antieroe)...
E qui mi fermo, altrimenti perdereste il gusto della lettura.
Aggiungo: questo libro diverte, commuove  un po', intriga ed è scritto benissimo. Ovviamente.
Leggetelo. Così Ottavio si decide a scrivere il seguito (ma non è un romanzo a puntate) ed io posso divertirmi ancora.
maria
copj13-1
il sito di Ottavio Jemma, che non è autocelebrativo:
http://web.mac.com/ottavio.iemma.mac/iWeb/SITO/benvenuti.html


IL LIBRO
Titolo L' ombra di Woody.
 L'amara «parabola» di un attore in crisi d'identità
Autore Jemma Ottavio
Prezzo € 11,30
Prezzi in altre valute
   
Editore L'Autore Libri Firenze  (collana Biblioteca 80)
In libreria e via web,
ormalmente disponibile per la spedizione
entro 3 giorni lavorativi, con IBS
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categorie: cinema, roma, amici, leggere, woody allen, ottavio jemma, bob hope
martedì, 17 giugno 2008

"Un secolo di donne, 1908 2008"

Mostra "Un secolo di donne, 1908 2008" Manifesti dei miei studenti al museo di roma in Trastevere.
Siamo partiti da un incontro con Loredana Lupparini, la bella signora che con "Ancora dalla parte delle bambine" ha scritto la continuazione ideale di quel "dalla parte delle bambine" della Bellotti che è stato libro di formazione per molte donne e molti uomini di buona volontà.
I ragazzi hanno prodotto manifesti che affrontano in maniera peronale ed originale il tema delle pari opportunità.
Loro sperano in un futuro in cui i sogni e speranze siano realtà.
IMG_2228D-AssessoreUn pannello







IMG_2206



























La terza A quasi al completo, una classe motivata e creativa, giovani "grandi" davvero.
venerdì, 09 maggio 2008

grafiche recenti


labirintiNero2web
loca_follia_N_Web
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categorie: grafica, cose mie
lunedì, 07 aprile 2008

Altro vernissage a Mondopop.

"Caput mundi Pop". 23 artisti, 23 luoghi, molte opere.
Un itinerario romano di installazioni da una statua parlante all'altra e poi le opere per una fruizione tranquilla in galleria.
Buon vino, bella gente.

la vecchia signora con orecchini da sballo, il resto quasi in bon ton.


mondopop space

domenica, 06 aprile 2008

La Patetica. Musica a Ripetta.


Il 9 aprile alle ore 11, il maestro Francesco La Vecchia dirigerà La Patetica nell'aula magna del liceo Ripetta. Nell'occasione inauguriamo una mostra dei lavori degli studenti del corso Grafico visivo -i miei studenti- per "Allegro con Brio", l'organ house dell'Orchestra Sinfonica di Roma.
orchestra9aprileNeroweb
martedì, 25 marzo 2008

Tibet ed Olimpiadi. Giochi e massacri. Esserci o non esserci.

Per me un paese appena civile non dovrebbe partecipare alle Olimpiadi in Cina. Proprio non si può.
Maria


Ricevo e pubblico:
Caro amico
Qui puoi trovare delle informazioni sulla situazione in Tibet che vengono dalla  International Campaign for Tibet.
Questo organismo afferma che c’è da essere estremamente preoccupati circa le notizie riportate dall’interno del Tibet, dove la situazione peggiora continuamente.
Queste notizie da fonti attendibili testimoniano di arresti di massa, perquisizioni e ricerche casa-per-casa e di percosse.
Le cause alla radice di questa situazione devono essere ben chiare: risentimento e amarezza a lungo covate che vengono a galla mentre il governo cinese e i media non fanno nulla per calmare la situazione.
Il Dalai Lama è un uomo di pace che è pienamente dedito alla non-violenza e occorre che sia da noi sostenutoin questa ora di bisogno.
Si può dare una mano contattando il vostro rappresentante politico, spiegando l’urgente situazione in Tibet e chiedendo di appellarsi alla Cina per  fare ciò che segue:
  • Permettere l’accesso in tutte le aree tibetane a osservatori internazionali e giornalisti indipendenti
  • Astenersi dall’uso della violenza di fronte a proteste pacifiche dei Tibetani
  • Astenersi dall’uso della tortura  e/ di altri trattamenti degradanti
  • Cominciare un sostanziale e significativo dialogo con il Dalai Lama e i suoi inviati, per portare cambiamenti durevoli e pace in Tibet.
La Cina ha l’onore di ospitare le Olimpiadi quest’anno. Tuttavia possiamo appellarci allo IOC ( Comitato olimpico internazionale) perché ponga l’urgenza di ritirare il Tibet dal percorso della fiaccola olimpica al Comitato Organizzatore, per questioni umanitarie. Il passaggio della fiaccola sarà visto come una provocazione alla popolazione tibetana e potrebbe perciò portare ad ulteriori disordini, tensioni e quindi più violenze e arresti.
Possiamo inoltre fare appello a politici e pubbliche personalità di astenersi dal partecipare alla cerimoia di apertura dei giochi quale espressione di preoccupazione per le violazioni dei diritti umani in Tibet; in particolare perché la cerimonia di apertura servirà alla Cina come un palcoscenico, per presentarsi all’opinione pubblica mondiale come paese ospitante con una buona immagine.
Continui aggiornamenti si possono trovare su www.savetibet.org , oppure www.italiatibet.org .
Se volete, spedite questo messaggio a quante più persone potete.

per firmare per il TIBET o solo per informarsi
Dear friends,

In just 7 days over 1 million of us have signed the petition supporting human rights and dialogue in Tibet - the fastest growing internet petition in history! After decades of injustice, the Tibetan people are crying out to the world for change, and the world is answering.

As China's leaders decide whether to respond to Tibetan grievances with increased repression or dialogue with the Dalai Lama, an International Day of Action has been declared for Monday, March 31st. In 4 days, thousands of people in cities across the world will march to Chinese embassies and consulates, and stack hundreds of boxes containing our petition outside them. 1 million signatures makes a mountain of boxes - it's a powerful way to deliver our message.

We have just 4 days left until the petition delivery, so we're redoubling our efforts to build the petition even larger - to 2 million signatures - in that time. Please sign below, and then forward this email to all your friends and family:

http://www.avaaz.org/en/tibet_end_the_violence/75.php/?cl=67513289

China's hardliners are lashing out publicly at the Dalai Lama--but many Chinese leaders believe dialogue is the best hope for stability in Tibet. Governments around the world have begun calling for dialogue, and there are many hopeful signs that, if we can keep the pressure up, China will agree. Already, we have had constructive discussions with Chinese officials about the message of our campaign.

Chinese President Hu Jintao values his country's international reputation, and he needs to hear from us that the 'Made in China' brand and the upcoming Olympics in Beijing will succeed only if he chooses dialogue over the hardliners' repression. An avalanche of global people power is moving to get his attention. Our petition recognizes the concerns of Chinese leaders that riots and separatism could lead to dangerous instability. But we support the position of the Dalai Lama, that the best path to stability and development for China lies through dialogue and respect, not repression.

This is the most promising moment in decades to address the injustices of Tibet - but already the media is moving on to other stories. We need to seize this moment with a massive statement of global support this Monday -- for the next four days, let's pull out all the stops for Tibet.

With hope,

Ricken, Graziela, Ben, Iain, Pascal, Milena, Galit, Paul, Esra'a and the whole Avaaz team

PS - Here are some links for more information:

Reuters reports unrest continues:
http://www.reuters.com/article/vcCandidateFeed1/idUSPEK369654

China allows first journalists back into Lhasa, monks speak out:
http://www.chinapost.com.tw/china/local%20news/tibet/2008/03/27/149167/Tibet-monks.htm

Europe and the US step up calls for dialogue:
http://www.iht.com/articles/2008/03/27/europe/27europe.php

Prominent Chinese Intellectuals call for fair approach to Tibet:
http://www.iht.com/articles/2008/03/24/asia/chinasub.php
-----------

ABOUT AVAAZ
Avaaz.org is an independent, not-for-profit global campaigning organization that works to ensure that the views and values of the world's people inform global decision-making. (Avaaz means "voice" in many languages.) Avaaz receives no money from governments or corporations, and is staffed by a global team based in London, Rio de Janeiro, New York, Paris, Washington DC, and Geneva.

Don't forget to check out our Facebook and Myspace pages!

To contact Avaaz write to info@avaaz.org. You can also send postal mail to our New York office: 260 Fifth Avenue, 9th floor, New York, NY 10001 U.S.A.

If you have technical problems, please go to http://www.avaaz.org.

PS: la Cina sostiene il governo birmano, ovviamente.
mercoledì, 20 febbraio 2008

Monna Lisa


un'opera in progress di Massimo Gurnari, artista milanese del new surreal pop.

la preparazione: l'arancio di sottofondo permette di dare un colore caldo alla pelle.

La MonaLisa finita

Quest'altro non finito è di Nicoz Balboa, anche lei sarà a Roma. Io l'ho visto finito: magnifico.

Massimo Gurnari, davanti a Mondopop in via dei Greci 30. Sarà nuovamente a Roma in galleria a Mondopop per la mostra a tema Monna Lisa.
venerdì, 08 febbraio 2008

incazzarsi, insieme a Shourel

RIBELLARSI E' GIUSTO.

Aderisco all'invito di Shoruel di copincollare il suo post ed io lo copio da "mareprofondo".

"incazziamoci

Propongo una catena (oddio no! la catena no!), ma non una cosa per ridere, no, una cosa seria, l'idea parte dello spendido blog di daunaltromondo (che consiglio a tutti di andare a guardare)


riporto a piè pari il post.

"Scorrendo la consueta rassegna dei blog che seguo ho letto questo post "Momento di esasperazione" di floria1405. Avevo dimenticato questa scena del film Quinto Potere e la riporto sul mio blog. Questa scena credo che si adatti bene alla situazione italiana del momento. Il cittadino italiano non può che essere incazzato nero di destra o di sinistra che sia credo che questo stato d'animo possa accumunare tutti. Qui non c'entrano i colori politici, non mi interessa di sapere se la situazione che stiamo vivendo sia stata causata dal centro-destra o dal centro-sinistra, io credo che i nostri politici, i governi che si sono succeduti in questi ultimi quindici anni, tutti indistintamente sono responsabili. Non c'è lavoro e quello che c'è per i nostri ragazzi non consente di fare programmi per il futuro. Ci dicono che l'inflazione è al 2,9% ma le famiglie italiane sanno benissimo che è il dato reale è molto più pesante. L'inflazione viene calcolata tenendo conto di un certo numero di beni di consumo, il famoso paniere, che viene rivisto periodicamente. Nell'ultima revisione è stato inserito nel paniere il navigatore satellitare, ora mi domando ma sapere che il calcolo dell'inflazione è legato al costo di un navigatore satellitare non vi fa incazzare ? A me sì. L'euro prima, il petrolio dopo, hanno fatto scendere drasticamente il valore di acquisti dei nostri stipendi. Mentre chi ci governa non ha questo problema naturalmente. Anche l'Europa ci ha detto che i nostri salari sono i più bassi della comunità europea. E questo fatto non vi fa incazzare ? A me sì. Il governo cade perchè in due anni chi governava ha pensato ecslusivamente a costruire un partito e perchè un ministro della giustizia è stato indagato dalla magistratura, fregandosene altamente del bene del paese. E questo fatto non vi fa incazzare ? A me si. Andremo a votare con una legge definita da chi l'ha pensata una porcata, perchè fra le tante truffe di questa legge toglie al cittadino il voto di preferenza lasciando tutto in mano ai partiti. Andare a votare con questa legge non vi fa incazzare ? A me si.

Potrei continuare ancora per una giornata intera, allora un invito a tutti i blogger incazzati, urliamolo non come proponeva questa scena del film del 1976 ma inserendo il filmato sui nostri blog."

Shourel

http://www.youtube.com/watch?v=zrSUtSZqkfU&eurl=http://mareprofondo.splinder.com/








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categorie: italia, elezioni, incazzarsi
domenica, 03 febbraio 2008

gesùmMaria

maria2gesuritratto vettoriale, dono di Giulia.

Gli orecchini li ho aggiunti io, senza mi sentivo nuda.
postato da: mariaprivi alle ore 16:32 | link | commenti (8)
categorie: grafica, ritratto
sabato, 02 febbraio 2008

Da Mina Welby. Per andare avanti per i diritti alla salute, alla qualità della vita, alla dignità della morte.

Cari amici,

non vedo l’ora che arrivi il 15 febbraio giorno di inizio del Congresso di Salerno.

Spero di incontrarvi numerosi. Questo mi darebbe un grande entusiasmo, nonostante vi sia una situazione politica incerta, data peraltro da porte chiuse nei palazzi, sordità dei benpensanti e veti di gerarchi di ogni parte.

“A volte non siamo noi a decidere di quali problemi occuparci, ci sono nodi gordiani che troviamo sulla nostra strada e non possiamo evitare di tentare di sciogliere.” Queste sono alcune parole di Piero Welby scritte nel lontano 2002. Credo che tutti noi abbiamo la percezione dei tempi difficili che stiamo percorrendo, anzi che viviamo sulla nostra pelle.

Non possiamo demordere nelle battaglie iniziate da Luca e seguite poi da Piero: libertà di ricerca scientifica, adeguata assistenza per una vita dignitosa, autodeterminazione nelle scelte delle terapie e rispetto delle nostre ultime volontà di vita e di morte.

Spero ci sarete in tanti, ché con la vostra presenza, la vostra iscrizione potrete rendere forte l’Associazione Luca Coscioni e le nostre comuni battaglie.

Portate i vostri corpi, le vostre menti, le vostre proposte. Per molti di voi sarà un grande sforzo sostenere il viaggio. Sicuramente vi sentirete ripagati nel turbine intrigante dei lavori. Altri impediti da altro seguiranno attivamente i lavori da casa e per questo hanno già registrato dei brevi messaggi. Fanno parte di noi e do loro un benvenuto speciale. Nessuno sarà solo, saremo una squadra forte nelle battaglie e seria nella trasparenza di quello che vogliamo.

Infine ricordo quelli che oggi non ci sono più. Il sacrificio nella vita e nella morte di tutti quelli di noi che ci hanno lasciati in questi anni non deve rimanere vano. La nostra presenza a Salerno ne sarà viva testimonianza.

Vi aspetto e intanto vi saluto con affetto,

Mina Welby






guarda il video spot del VI Congresso su Piergiorgio Welby




Ps: per iscriversi o fare una donazione all’Associazione Coscioni vai a questa pagina: http://www.lucacoscioni.it/contributo per partecipare al congresso: in ostello pernottamento a 12 euro! http://www.lucacoscioni.it/congresso#dove preannuncia la tua partecipazioni http://www.lucacoscioni.it/partecipo

tutte le info: http://www.lucacoscioni.it/congresso




questo blog ha sostenuto Piergiorgio, ha pianto per Piergiorgio, ha fatto festa per Piergiorgio.

Ora ricorda di non dimenticare e che c'è sempre qualcosa che si può fare per rendere migliore questo mondo, per noi stessi e per gli altri.

Un grazie a Mina Welby.
venerdì, 01 febbraio 2008

Varrà pure per le vecchie signore?

postato da: mariaprivi alle ore 11:47 | link | commenti (4)
categorie: brave bambine, vecchie signore
lunedì, 21 gennaio 2008

performance a mondopop. Ed io c'ero. Come perdersela?

   

Ladies and Gentleman: EL MUNDO POP! The new Group Show @ MondoPOP, from 19/01 to 01/03 2008. Enjoy it!

ericailcane

manuel donada



"lolo" donada


ice one, alias dj sensei, alias SEBBBY STARDUST

serena & ilaria, padrone di casa

diavù (david vecchiato) & giorgio di palma. Davide ha in mostra un'opera bella assai

tommaso gorla





massimo gurnari. Vederlo lavorare è un piacere.

gurnari and donada

alessandro baronciani. Segno lineare, morbido.

3501

ale baronciani, il ragazzone che disegna delicato

roberto d'agostino



lrnz ceccotti

tommy

ratigher




tommy gorla & giorgio di palma

EL MUNDO POP performance. Magnifica serata.


Ottimo anche il vino. Rosso.
postato da: mariaprivi alle ore 18:45 | link | commenti (13)
categorie:
domenica, 13 gennaio 2008

retro. Vintage a Parigi. Giuliano Brandoli.


Foto di Giuliano Brandoli.
Altre opere di Giuliano Brandoli potete vederle qui

un omaggio a giuliano, dalla sua foto di Ilaria, elaborazioni ridisegnate in digitale.

ilariaqui sotto elaborazioni in Illustrator, ovvero disegni vettoriali.
ilaria2-m





































ilaria3-web





































ilariaSchizzata






























cosa c'è sotto:
il disegno del layout più semplice, il contorno senza riempimento.

ilaria_contorno

il contorno
delle
varie zone tonali
dall'originale




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 





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categorie: grafica, amici, parigi, fotografia, vintage, ritratto, giuliano brandoli
sabato, 05 gennaio 2008

amo il mio mestiere

perché mi permette di fare cose così:
giraffaxgiu





































e così:
Sito_Cover_firma_5





















ipotesi di cover per il sito di Almagno

Sito_Cover_firma_7




















ipotesi di cover per il sito di Almagno e sotto l'home page e la pagina che mostra le singole opere.



sito1_Home





















sito3b_Scult_op_sing
postato da: mariaprivi alle ore 17:56 | link | commenti (6)
categorie: grafica, animali, scultura, www , giraffa, roberto almagno, almagno
giovedì, 03 gennaio 2008

falso paesaggio


l'ho fatto io con tecniche molto improbabili e mi piace.
evocare senza rappresentare




postato da: mariaprivi alle ore 20:41 | link | commenti (12)
categorie: paesaggio, disegno, tecnica mista
sabato, 29 dicembre 2007

2008 auguri

2008

auguri per un 2008 nello stile che preferite, spumeggiante comunque.
maria

un augurio speciale a Roberta
ed a tutti coloro che nel 2008 si regaleranno un ritratto,
ovviamente dipinto da lei.


ed un augurio speciale agli amici artisti (Marina, Roberto, Valter, Piero, Elena, Roberta...) perché insieme si facciano cose buone e giuste.

2000_talea
talea di Almagno

postato da: mariaprivi alle ore 23:20 | link | commenti (10)
categorie: arte, auguri, roberta, bellezza, arte moderna, artisti, ritratto, 2008

Santità o pentimento?

prodi
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categorie: prodi
domenica, 23 dicembre 2007

Auguri per un anno comunque migliore.

Auguri_2007
*
poesia
Chi ha inventato i fiocchi?
E il secchiello e la paletta?
Chi ha inventato i vasi per i fiori
e i sandalini blu con i due fori?
Chi ha inventato le treccine,
le calzine di cotone,
la torta con le candeline,
la gonna che con la giravolta fa il pallone?
Perché sappiamo chi ha inventato la dinamite,
e non sappiamo chi ha inventato le matite?
GIO
VAN
NADE
CARLI
(Giovanna De Carli)

 

... perché nel 2008 tutti ci occupiamo un po' di più delle matite
e un po' meno della dinamite ...

Auguri

da me e da Matteo che mi ha inviato questa poesia.
maria
postato da: mariaprivi alle ore 23:02 | link | commenti (5)
categorie: lennon, happy xmas, giovanna de carli
venerdì, 21 dicembre 2007

15 dicembre a mondopop. Noi, mondopop e Remo.


Remo Remotti e mariaprivi

Remo disegna il toy

Davide al centro, alcuni miei studenti intorno.
martedì, 04 dicembre 2007

Ripetta. Gli studenti e la solidarietà.

NoidiRipetta e la CRI. Casa Nonna Anna

loca_nonna_annaWebla locandina che pubblicizza il nostro progetto di solidarietà

Il 23 dicembre alle ore 10 faremo festa per i bambini di casa nonna anna e faremo festa con loro.
Dal 21 al 23 dicembre mostra mercato con opere importanti (gessi su copie d'epoca) ed opere degli studenti (sculture, incisioni, oggetti new pop...)


graficovisivotestoWeb

la locandina della nostra mostra classi del corso grafico visivo e (sotto) la locandina della quinta D, corso pittorico, sculture laboratorio di Roberto Almagno.
QuintaDlocaWeb
www.liceoripetta.it
www.noidellaprivi.splinder.com
www.noidellaterza.splinder.com
l

I munny per i bambini di casa Nonna Anna

MyMunnyfrontMy_munnyback



















Il mio Munny, fotografato con lo scanner.
giovedì, 29 novembre 2007

La scena dell'arte. Fotografare l'arte.

LA SCENA DELL'ARTE
inaugurazioni: lunedì 3 dicembre | ore 18 | maxxi | roma |
martedì 4 dicembre |ore 21.30 | pac | milano |
24 giugno 2008 | gam galleria d'arte moderna | torino




Tre città, tre musei realizzano per la prima volta in Italia una vasta mostra dedicata all'opera fotografica di Ugo Mulas, dagli esordi alle opere estreme. Roma, Milano, Torino congiuntamente presentano il più ampio spaccato, che mai sia stato offerto al pubblico, della fotografia che Mulas ha dedicato al mondo dell'arte contemporanea, fulcro della sua ispirazione d'autore.
La retrospettiva, ordinata con il concorso dell'Archivio Ugo Mulas, presenta circa 600 opere suddivise in due sezioni parallele e contemporanee a Roma e a Milano. E successivamente, a giugno, confluenti in un'unica rassegna a Torino.

Archivio MULAS

E per gli appassionati Claudio Abate, artista e fotografo degli artisti a villa Medici, Accademia di Francia.
Entusiasmante, commovente, estetica con senso. Ultimi giorni.
C'è anche la fotografia di un'installazione di Marina Paris da noi. Al Liceo Ripetta. Inaspettata.



Claudio Abate - Fotografo
Data di apertura giovedì 25 ottobre 2007
Data di chiusura domenica 02 dicembre 2007
giovedì, 22 novembre 2007

Arte contemporanea. Incontro?

a Perugia, mostra d'arte contemporanea


Michael Dumontier. Essenziale e rigoroso. Poetico.
Cosa vi ricorda?

Già colto al primo commento il riferimento. Quindi non era solo mia evocazione. Eppure diversa è la posizione delle mani e delle dita. Li abbiamo dentro i grandi del passato, le loro opere, icone fortemente insediate nel nostro immaginario.


Ed ecco qui, a confronto, il tocco della creazione.

Altre opere dell'artista.

   

Il paesaggio italiano. Un bene straziato.

Appello per raccolta firme

MANETTE
A CHI FRODA IL PAESAGGIO

MANETTE A CHI FRODA IL PAESAGGIO

Art. 9 Costituzione Italiana:
“La Repubblica... tutela il paesaggio
e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

La sorprendente e positiva sentenza della Corte Costituzionale n. 367 del 7 novembre scorso riconferma il valore assoluto e primario del PAESAGGIO, in linea con l’art. 9 della nostra Costituzione: respinge infatti tutti i ricorsi delle Regioni che rivendicano impropriamente la competenza in tema di tutela del paesaggio. Questa decisione rappresenta un punto fermo importantissimo per il futuro del nostro Paese, ma tutti noi siamo chiamati a mantenere alto il livello di attenzione, a continuare a vigilare sull’operato delle nostre istituzioni perché tale sentenza si tramuti in fatti concreti.

Forte del raggiungimento di questo fondamentale traguardo, durante il Convegno “S.O.S. Paesaggio: aggiornarsi per intervenire” che il FAI ha tenuto ad Assisi il 10 novembre scorso, il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, ha invitato la nostra Fondazione a sostenere la proposta di legge presentata dal suo ministero il 23 maggio scorso.

Si tratta di una legge che aumenta le sanzioni penali per chi danneggia il paesaggio e introduce il nuovo reato di “frode paesaggistica” per chi utilizzi documenti falsi o falsifichi documentazione allo scopo di edificare in violazione delle norme. In particolare, sono previste sanzioni più severe per il reato di danneggiamento di bene paesaggistico (ora punito solo con ammenda) come la reclusione fino a quattro anni e la multa fino a cinquantamila euro.

Invitiamo tutti - aderenti, amici, sostenitori – a firmare questo appello per far sentire la nostra voce fino in Parlamento, affinché il disegno di legge presentato dal ministro Francesco Rutelli sia approvato al più presto. Se avete a cuore il PAESAGGIO, specchio dell'identità di ciascuno di noi, firmate e inoltrate questa petizione a più persone possibili. Grazie.


FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE IN PARLAMENTO
>>
Sottoscrivi anche tu l’appello <<

MANETTE
A CHI FRODA IL PAESAGGIO


>> Scarica qui il disegno di legge
postato da: mariaprivi alle ore 09:37 | link | commenti (1)
categorie: paesaggio, natura, italia, politica, appelli, bellezza, fai , sottoscrizioni
venerdì, 16 novembre 2007

Lo spazio del silenzio. Rothko



Lo spazio del silenzio è luogo del pensiero



Lo spazio del silenzio è luogo dell'emozione.

    

Rothko è pittore del silenzio. Lo diceva lui stesso: i miei quadri devono essere visti in silenzio od ascoltando Mozart. Vero. Verissimo.
Un'emozione della stessa intensità e qualità l'ho provata poche altre volte dinanzi ad un'opera d'arte, a Urbino davanti a Piero, sicuramente.
Sto parlando, ovviamento, della monografica di Mark Rothko
                                            al Palazzo delle Esposizioni Via Nazionale 194
                                dal 06 ottobre 2007 al 06 gennaio 2008

Impossibile perdersela.
Non bisogna essere cultori del contemporaneo, non importa, basta svuotarsi di pregiudizi e giudizi,
Basta farsi prendere dallo spazio colore, dallo spazio non-forma non-figura e, vi assicuro sarete catturati, portati nel luogo del silenzio e dell'emozione.

Una pittura così non è riproducibile, né sulla carta stampata, né sullo schermo.
Ha bisogno di contatto diretto per raccontarsi, ha bisogno della metratura della grande tela per manifetarsi appieno.
Non perdetevela.

Bello anche lo spazio espositivo -finalmente riconsegnato alla città ed ai suoi ospiti-, giusto, pulito, senza inutili orpelli o scelte di tendenza e sufficientemente importante  da creare supporto alle opere esposte.
Catturano anche i laboratori speciali al piano terra. Studiati per i bambini, sono utili anche ad adulti intelligenti.

Lasciatevi un giorno intero se volete vedervi tutto senza sprecare i soldi del biglietto o ritornate per completare il giro con Kubrick, e se non vi resterà tempo Ceroli non vi perderete nulla. Non si capisce cosa ci azzecchi lì, io almeno non lo capisco. Una scelta che pecca di provincialismo. Altri italiani, artisti di senso e di poesia, ne abbiamo che -dignitosamente- avrebbero potuto essere accostati al magico alchemista, giustamente scelti tra gli scultori. Ed a me viene in mente Almagno. Ma lui... discorso troppo lungo e fuori luogo qui.
Niente polemiche in una giornata di godimento come questa, confortata anche dal piacere che mi ha dato toccare la partecipazione autentica di buona parte dei miei studenti.
maria

Due righe di approfondmento:
Per i primi lavori di Rothko, la mostra si focalizza sui dipinti, relativamente piccoli, eseguiti con una preparazione in gesso, il cui uso tende a dare al pigmento una qualità simile all'affresco, con delicate tonalità ed una consistenza sottile dove è evidente l'influenza dell'arte italiana del Quattrocento, in particolare di Beato Angelico.
La tradizione del Rinascimento italiano, soprattutto degli affreschi, ha avuto una straordinaria influenza sulla serie di commissioni murali del periodo classico di Rothko. Queste suggestioni sono esplorate anche nel caso dei lavori surrealisti, nei quali la tecnica dello strato sottile di pittura e delle velature è sempre più perfezionata.
Accanto a una selezione dei cosiddetti "Multiforms", caratterizzati da macchie di colore e da un particolare effetto plastico - spaziale, che completa la prima fase dei lavori di Rothko, si possono ammirare alcuni dipinti successivi, con sempre più ampi campi di colore rettangolari.
Il "classico" Rothko, con i lavori più maturi, realizzati negli anni ‘50 su tele di grande formato, costituiscono la parte più affascinante, e più nota, dell'attività dell'artista, per la straordinaria qualità dei colori, per l'originalità e l'intenso effetto delle sue composizioni.
Tra questi il grande il nucleo di quadri della sala dedicata al''artista alla Biennale di Venezia del '58, che segna il primo apprezzamento della sua arte in Europa, oltre ad alcune opere appartenute originariamente a collezioni italiane. Inoltre, le tele "Blackform", con la singole forme scure squadrate, dipinte a partire dal 1960, danno l'idea del forte desiderio di Rothko di creare uno spazio spirituale.
La mostra si conclude con gli ultimi dipinti dell'artista, i "Black on Gray", un gruppo di opere che segna il culmine di un'arte sempre più austera e orientata verso nuove prospettive artistiche in rapporto diretto con lo spettatore.
Le opere esposte provengono dai più importanti musei internazionali: Fondation Beyeler, Basilea; Guggenheim Museum, Bilbao; Tate, Londra; High Museum of Art, Atlanta; The Baltimore Museum of Art, Baltimora; Walker Art Center, Minneapolis; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; The Metropolitan Museum of Art, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Allen Memorial Art Museum, Oberlin; National Gallery of Art, Washington; National Gallery of Australia, Canberra; National Gallery of Canada, Ottawa; Museo Tamayo Arte Contemporáneo, Città del Messico; Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv.
A queste si aggiungono alcune opere concesse da collezioni private, tra cui un importante nucleo di proprietà di Christopher Rothko e Kate Rothko Prizel, che hanno contribuito in maniera decisiva alla realizzazione della mostra.